LA CITTA’ SATELLITE

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Il trio vincitore del concorso How to Japanize your life si è riunito per festeggiare. Così dopo un pranzo frugale in un ristorante All You can eat di 4° ordine a Milano, dopo essere stati trattati male dalla cameriera cinese che ci aveva preso per dei morti di fame in una porcilaia, dopo aver appurato che il tonno non era menzionato nel menù perchè costa troppo…abbiamo deciso di celebrare la vittoria del viaggio in Giappone con una session fotografica di tutto rispetto.

IL PORTINAIO, PAOLA E CHIARA

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Sono mesi che scrivo a Paola Iezzi del duo Paola & Chiara per avere uno straccio di intervista sulla Portineria, ma quelle due manco una risposta, che ne so “Ci hai rotto le ovaie”, “Vamos a bailar non ci scassar”, “Se non sei fashion che cazzo vuoi chiederci?”. Nell’attesa di incontrarle per caso all’Esselunga ho ripensato alle “Paola” e alle “Chiara” che ho incrociato nella mia vita.

NON DESIDERARE (Intevista a Giupi Giuseppe Boles)

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Siccome Paola & Chiara non mi concederanno mai un’intevista per il mio blog, ho chiesto gentilmente allo scrittore Giupi Giuseppe Boles un po’ del suo tempo. Per capire il suo mondo e soprattutto quanto cavolo ha speso per tutti quei tatuaggi da mafioso giapponese. Allora P sta per Portinaio e G per Giuseppe…facile no? Classe 1972, vive a Carpinedolo e ogni tanto a Casalmaggiore. E’ avvocato, ma non è mai andato a Forum, vive vicino al Garda, ma non sa chi è Prezzemolo. Non hai mai letto un blog e ha avuto la sfortuna di incontrare me! P: “Mi hai portato il libro?” G: “Mi sono dimenticato…ho delle scatolette di tonno se vuoi” Iniziamo bene!

IL CONTESTATORE DI SANREMO

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Da piccolo giocavo insieme ai suoi figli. Uno è della mia età e porta un nome “latino“, l’altro è più piccolo e si chiama come il famoso santo, che stava sotto la croce di Gesù. E’ simpatico quest’uomo. Ha baffi, tanti baffi, talmente tanti da trovarci qualità di pastine in brodo ormai fuori produzione. Mio padre è il padrino di suo figlio, quindi vale anche l’inverso,  che suo figlio è il figlioccio di mio padre. Lui e i miei genitori si sono conosciuti tanti anni fa, in una località termale, dove dicono che l’acqua faccia tanto bene. In effetti lui e mia madre sono rimasti abbastanza in salute fino ad ora. Ricordo le cene a casa loro la domenica a mezzogiorno, il letto rotondo che girava, mancava giusto lo stereo nel bidè e il frigo che ti pigliava per il culo per rendere quella casa…la casa del futuro. E chi l’avrebbe detto che questi amici sarebbero durati per così tanti anni. Nonostante le difficoltà, la lontananza e la fine di Drive in il rapporto fra le nostre famiglie è sempre stato fondato sul rispetto e l’aiuto reciproco. Mia mamma va spesso a trovarli, sua moglie dice che è come una sorella per lei. Il giorno che sono partito per il Giappone, come uno “zio” affezionato mi ha dato la mancia. C’è sempre stato, nelle sofferenze e nelle feste, nel dolore e nella felicità…ma questo mega-incipit è per dirvi che:

POOR UNFORTUNATE SOULS (I provini di X Factor 2013)

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L’appuntamento è alle otto nella piazza Gae Aulenti, quella immersa nella nuova Skyline di Milano. Come ci si veste per un provino? Un bel completo giacca e pantalone, come alla prima comunione? Mmm…poi se c’è caldo inizio a sudare a cane morto e svengo per la pressione. Una bella maglietta bianca e fresca…cazzo c’è la macchia di sugo! Facciamo così, siccome sono un ragazzo semplice e non devo farmi provinare da nessuno cercherò di stare nell’anonimato. Che brutta parola anonimato! 🙁