CI SONO UN ITALIANO, UN FRANCESE E UN GIAPPONESE

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“Tienes un minutos?” Ma come parla questa qua? Ma sta parlando con me? In effetti ci sono solo io sul marciapiede! E se volessero vendermi un corso intensivo di decoupage? O peggio di fiori secchi? “You speak english?” “Yes” Ci risiamo, perché dico sempre di sì e poi non capisco mai niente? Per la cronaca, oggi mi hanno fermato tre ragazzi, all’apparenza innocui, molto giovani e anche educati.

LA RIFORMA SCOLASTICA DEL PORTINAIO

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Sto leggendo un libro, che ovviamente parla di Giappone, di Keiko Ichiguchi. “Quando i Giapponesi fanno ding”. Mi piace! E’ un libro senza pretese, che racconta un Giappone diverso, non il solito stereotipato, un po’ come se fosse una portinaia anche lei. C’è un capitolo che parla del sistema scolastico Giapponese e del fenomeno del bullismo.

MAI MAI MIRACLE (ovvero ci vuole un miracolo in TV)

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Shinko è una bambina di campagna, vive con la sua famiglia in mezzo alle risaie e ai campi di non so quale verdura Giapponese. Il nonno le racconta sempre storie millenarie sulla città e la bambina fantastica su una principessa, che viveva sola e senza amici. L’arrivo a scuola di Kiiko, bambina di Tokyo, porta scompiglio nella classe di contadinelli. Ma fra le due nasce una grande intesa. Ricorda un po’ Heidi questo cartone animato, ma stranamente non c’è nessuno sulla carrozzella e tanto meno parlano con le capre.

NEWS DALLA PORTINERIA

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Mi sono accorto che, a parte il Giappone, spesso e volentieri non racconto quasi mai di quello che succede nel mondo, come se non volessi dire la mia opinione. D’altronde un portinaio non parla molto. Resta dietro il vetro e dà delle informazioni, ritira la posta, controlla che non entri gente indesiderata… Ma un buon portinaio deve sapere tutto: quali sono gli appartamenti in vendita in zona, chi ha la frutta più fresca al mercato, con chi se la fa quella del terzo piano.