I SEGRETI PER UNA PERFETTA PULIZIA DEL VISO

Portinaio . Consigli per gli acquisti, L'altro Mondo, Portineria, Videocracy, We are Family 1548 Nessun Commento

La cosa bella dei nonni è che ti raccontano spesso i fatti della loro vita, fanno uno sforzo enorme per aprire il cassetto della memoria antica e iniziano con i loro monologhi infiniti.
Mio nonno era fissato con le storie della seconda guerra mondiale. Avrò sentito cento volte della sua gara di zecche e pulci che faceva quando era prigioniero in Germania.
Mia nonna invece era più furba, siccome sapeva che ero un pettegolino del cazzo a mala pena mi mostrava come faceva il coniglio con le olive.

“Vedi devi tagliare bene la testa con un colpo netto e poi sviscerarlo come se fosse tuo nemico”

Era un chiaro avvertimento.

“Prova a raccontare i cazzi miei in giro e fai la stessa fine. Ma al posto delle olive ti infilo petardi e zucchine nei tuoi orifizi”.

Poi sono morti.
Adesso c’è mia madre.
Che ogni scusa è buona per parlare di quando era giovane e asciugare chiunque con i suoi comizi.

“Io ho iniziato a lavorare quando avevo 16 anni perchè mio padre si era fatto male alla schiena e siccome ero la maggiore dovevo mantenere tutta la famiglia, ma avrei voluto fare il chirurgo”
“Ahahahahahahah”
“Perchè ridi?”
“Scusami! Non ti ci vedo proprio con il bisturi”
“Però mi dilettavo nel canto in chiesa e mi sarebbe piaciuto fare la cantante”

E poi continua con la storia del prete che la molestava in parrocchia, del guardone che la spiava dalle vetrine delle scarpe e altre storie di maniaci sessuali.
Mia madre è stata la regina delle commesse della sua città e la duchessa dei calli (come la chiamo io) fra tutte le estetiste.
Lavoro nobile il suo, che le ha permesso di rimettere in piedi donne zoppe e anziane con occhi di pernice.
Tutte le sere, quando tornava a casa, ci raccontava, prima di metterci a tavola, delle sue clienti peggiori. Da quella con le unghie come Renato Pozzetto

a quella che “ho dovuto andare in apnea per l’odore di gorgonzola”.

Dal disgusto io e mio padre andavamo a letto senza cenare.
E’ che mia madre e i miei parenti sono sempre attenti nel raccontare i loro fatti con estrema minuzia.
Nei minimi particolari.

“Oggi ho tagliato un unghia ad una cliente e mi è volata in gola”
“Fatti la lavanda gastrica”
“Me la sento nella faringe”
“Mangia un po’ di pane…”
“Ma senza niente dentro?”
“Vuoi metterci le mie unghie?”

Il suo centro estetico era diventato un confessionale per donne di mezza età.
Quando andavo a trovarla sentivo torbide storie di tradimenti e sesso.
Se potessi raccontarle.
Dai solo una…:-P

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La signora S. era scioccata dalla scoperta che aveva fatto il giorno prima, ma non sapeva a chi dirlo, perchè si vergognava. Mia madre donna sensibile cercava di rilassarla con i suoi massaggi anti-cellulite e drenanti. Io ero nel locale di fianco che studiavo geografia.
A un certo punto S. iniziò a piangere.

“Non so come dirtelo, non ce la faccio più”

Mia madre di solito si commuove alla prima lacrima, ma è anche curiosina come un furetto del bosco.

“Piangi pure che ti fa bene, se hai voglia di parlarne sono qui, sennò piangi…io piangerò con te”

Che in parole povere vuol dire: “Cazzo è successo voglio saperlo per Dio non resisto”

Così S. fidandosi delle sue parole iniziò a svuotare il sacco, ignara della mia presenza nel locale lampade abbronzanti.

“Sai noi siamo una famiglia molto ricca, ma chi ha i soldi è il nonno. Ieri ho beccato mio figlio lavativo che si faceva toccare in cambio di denaro. Mi sono vergognata.”

Apriti cielo. Io quello lì lo conosco!!!
Mia madre rimase in silenzio. E la cosa che mi fece più ridere è che domandò: “Quanti soldi?”.
Ahahahahahahahha!

Ma non era un segreto molto segreto. Nella mia città lo sapevano più o meno tutti.
A partire da mia cugina, che quando lo vedeva in giro ricordava il suo “privato inconfessabile”.
Così un paese diventa “provinciale”. Dove tutti sanno tutto di tutti, ma nessuno osa chiedere.
Con il tempo il ragazzo ha ereditato gran parte del denaro e girava in Ferrari, che ovviamente aveva comprato a suon di “palpeggiamenti”.
Mia madre ha l’abitudine di dire “Io non ci credo”.
Poi quando le ricordo dei nostri parenti si corregge con “I panni si lavano in casa propria”
Peccato che le unghie le tagliano da lei! 😛

Il Portinaio

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