KYOTO AL VELENO

Portinaio . In viaggio con il Portinaio, L'altro Mondo 1649 Nessun Commento

C’è questa cosa che mi fa molto ridere. Qui fanno l’anniversario per tutto. Ogni centro commerciale festeggia il suo compleanno.
Vieni ai Grandi Magazzini OIOI è vent’anni che ti vendiamo merda.
Parco compie 15 anni e apre altri due punti vendita: Parco 2 la vendetta e Parco 3 il ritorno. Ti mettiamo anche un piccolo museo e ci facciamo una mostra sugli Orsetti del cuore e gli angioletti di Hello Kitty!
Mi pigliate per il culo?
Dovrebbero farlo all’Esselunga. Aprire un corridoio adibito alle installazioni artistiche e fare una personale sulle Lelly Kelly e il Cristalball.
Tra pochi minuti prenderò ‘sto famoso treno proiettile e in due ore coprirò 500 e passa km.
Appena arriva in stazione lo Shinkansen, appaiono subito da uno star gate delle donnine vestite di rosa pronte per le pulizie. Ci mettono due minuti, poi escono dal vagone e con il dito fanno uno strano gesto rituale, poi si girano verso la capa e svaniscono.
Ognuno fa bene il proprio mestiere, la catena di montaggio nipponica è efficientissima e non fa una piega.
Tranquilli i giapponesi non sono strani…siamo noi che non li capiamo.
Sono in un posto fortunato, 34 F lato finestrino a destra. Posso vedere il Monte Fuji.
Il controllore ogni volta che entra ed esce dal vagone fa un inchino. Vedete che educazione? I nostri italiani sono sempre guardinghi e pronti per farti la multa.
C’è pure l’area fumatori!
E vai!
Magari se cerco bene c’è un negozio di portachiavini e ciondolini. Ma non faccio in tempo a perlustrare il treno che sono già arrivato a Kyoto.
Kyoto la perla d’oriente, capitale antica del regno di Sailor Moon con i suoi mille templi e le ultime geishe rimaste sulla faccia della terra.
La stazione è un Transformer parcheggiato in una valle.
Porco diaz! Devo trovare l’ufficio che mi cambi il Japan Rail Pass.
Sono tranquillo, la mia valigia non pesa, ho solo 40 vasi Ming, lo zaino pieno di bottiglie vuote, suono come un campanaccio di una vacca al pascolo. E sono tutto sudato. Perché agitarsi? Tanto qui funziona tutto.

“Mi scusi gentile signora dell’ufficio della stazione può cambiarmi il J Rail Pass?”
“No! Qui siamo nell’ufficio Est tu devi cambiarlo in quello Ovest”
“Ma cosa cambia?”
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”
“E se lo fate voi cosa succede? “
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”
“Mi può spiegare dov’è l’ufficio?”
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”
“Vai a fare in culo”
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”

E’ un attimo innervosirsi. Non fai tempo a girarti che apre un negozio nuovo e perdi la bussola.
Prendi l’uscita 2B poi vai dritto, di fianco al negozio di unghie finte fai la gira volta, falla un’altra volta guarda in su, guarda in giù e poi sali sulle scale mobili e cerca l’uscita 4E. Lì troverai una X disegnata per terra, aspetta il tramonto e il raggio di sole illuminerà l’ufficio che cerchi.

“Buongiorno devo cambiare il benedetto J Rail Pass. E’ molto bello qui e noto che siete tutti giovani a differenza dell’Italia”
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”
“Posso mandarvi un curriculum? C’è un corso? Mi piacerebbe aiutare gli stranieri in difficoltà, il vostro inglese è incomprensibile”
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”
“Mi sono rotto il cazzo di cercarlo. Sono finito tutte le volte in un supermercato senza uscita. Ho dovuto mangiare polpette di riso per non fare la figura del cretino”
“Solo l’ufficio che c’è scritto sul biglietto può cambiartelo”

Sai che c’è? Me ne vado in Hotel, tanto è di fronte alla stazione!
Si chiama New Miyako. E ad accoglierti c’è un tipo curioso che sembra uscito dal Rocky Horror.
Il check in me lo fanno subito, non c’è ressa, ma ahimè sono solo all’ottavo piano!

Dal mio balcone si vedono solo binari e due case alveari.
Anche qui c’è il kit per la vanità femminile: un sacchetto per il tampax, una crema idratante piccolissima e una spugnetta per il viso…di Barbie.
Giusto il tempo di fare una doccia e di mettere la mia collezione di vasi Ming nascosta sotto il letto che ritorno in stazione.

“Gentile ragazza con l’arcata dentale che ricorda le Dolomiti sa dirmi dove posso trovare sto cazzo di West office per cambiare il R JAIL PASS?”
“Si dice J Rail Pass”
“Ahahahahahah sorry!”
“Devi andare all’uscita centrale dove ci sono le partenze dei pullman, ma ricordati di non guardare in faccia Medusa sennò diventi di pietra”
“Grazie lei è molto gentile, le consiglio una visita da Vitaldent”
“Lei si è visto con quei baffi?”
“A parlato il Piranha di Okinawa”
“Stronzo!”
“Cessa!”
“Arigatou goazaimasu”
“Arigatou anche a lei!”

 

Kyoto è tutta perpendicolare. Non c’è una curva!
La mappa della metro e dei treni è incomprensibile.
La tipa della receptionist per mandarmi nel quartiere delle geishe, mi fa scendere a trentaminuti a piedi dalla mia destinazione. Dico sei scema?
Io ho questo grave problema, devo bere un caffè ogni tre ore. E’ una maledizione che ho preso in Amazzonia per aver violato la tomba del re Kimbo.
Proviamo questo nuova catena “Caffè Veloce”.

Buongiorno signorina sorridente mezza strabica vorrei un Mocha caffè”
“Salacadulamegicabulabidibodibibù onegishimasu”
“Aspetti magari un Brand coffe?”
“Brando?”
“Brand”
“Brando?”
“Espresso?”
“EspUresso?”
“Ecco quello, che non ho ancora capito cosa mettete in sto Mocha e il – Brendo – è solo acqua sporca”

Seduto al tavolo mi guardo intorno. Ci sono 4 vecchie che non fanno altro che dire “Sugoi” e “Arigatou“.
Il signore alla mia destra si è tolto le scarpe e ha le calzine bucate con le unghe dei piedi lunghissime.
Quello a sinistra si scappera il naso e appoggia dolcemente le chiccole sul piattino della tazza.
Sono circondato!
Sono scappato da Tokyo perché venivo annaffiato di vomito e finisco in mezzo a dei maiali!
Arrivo a Gyon al tramonto, che è sempre affascinante. Orde di turisti aspettano appostati come cacciatori l’uscita delle geishe.
Ecco uscirne una. Tutti impazziscono!
All’assalto!!!
Poverine, con quel kimono pesantissimo e le ciabattine scomode.
Camminano veloci e s’intrufolano nei locali. Dove andranno a suonare, cantare e danzare per qualche giapponese ricco. Perché le geishe non la danno via! Mica sono zoccole. Quelle le potete trovare nel quartiere di fianco.
E io ignaro ci finisco dentro.
Dopo aver scoperto che c’erano più entreneuse che ristoranti ritorno sul viale principale.
Non capisco più una ceppa.
E’ tutto troppo perpendicolare.
Un tempio illuminato dice “Fai un giro da me che è divertente”.
Yasaka Shrine è aperto anche di notte. Ci sono le bancarelle come quelle dei cartoni animati, un parco gigante, il castello incantato e tanti ristorantini.
Prendo dei takoyaki roventi fatti di polpo e lava incandescente.
Mi ustiono il palato e riparto alla grande!
Questa sera tutti i ragazzini di Kyoto sono qui. C’è un hanami collettivo gigantesco, perché i sakura stanno per sfiorire. E’ l’ultima occasione che hanno per cuccare.
E’ calato un vento infimo e freddino, ma i giapponesi stanno sempre mezzi nudi.
Ovvio sono ubriachi! Due tentano pure un approccio amoroso: si abbracciano!
Che trasgressione!
Devo chiamare la polizia, non possono fare queste porcate sotto i sacri ciliegi in fiore. Lo spirito del vento vi punirà con la peggiore delle maledizioni: l’alitosi!!!!
Se volete passare una serata romantica con la vostra fidanzata, dichiararle il vostro amore, chiederle di sposarvi o di farsi mettere incinta venite al tempio Yasaka.
Oppure fate come i due piccioncini che ci sono di fianco a me al ristorante: si parlano massaggiandosi con l’Iphone!

Il Portinaio

Ore 3:05 a.m.
Le tenebre sono ormai calate, mi attanaglia un dubbio…porca di quella zozza ho sbagliato a cambiare il J Rail Pass, domani mi tocca tornare in stazione! Con un lancia razzi!

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