LA CONTROVERSIA DEL VISONE

Portinaio . Nobodyknowsme, Portineria, Psicosi Collettiva, We are Family 838 Nessun Commento

Ogni volta che un membro della mia famiglia  di sesso femminile comprava una pelliccia succedeva un pandemonio.
Prima scattavano le telefonate per le informazioni base: prezzo, qualità del pellame, provenienza e lunghezza.
Poi il vello veniva annunciato con una conferenza stampa e un evento tipo matrimonio berbero della durata di tre giorni.
Infine mostrato come fanno i reali inglesi quando partoriscono un figlio. Il bello arrivava dopo, con il pettegolezzo.

“Sarà vero visone?”
“Ma no! Si vede che è un coniglio”
“Ha detto che era visone della mesopotamia”
“Certo…quelli si trovano nella fogna. I famosi topi muschiati”

C’era la gara fra cognate, sorelle e cugine. Ognuno aveva la sua pelliccia. Sembravano dei cloni di Raissa Gorbaciov.
Poveri animali. Già avevano subito torture, in più dovevano finire negli armadi della mia famiglia.
Poi arrivava la zia ricca che taceva tutti!

“Mio marito mi ha comparto un zibellino bianco. L’ha pagato 20 milioni”

Silenzio e invidia.

Nessuno parlava. Perchè nessuno poteva competere con il candido mustelide della zia.
A distanza di anni le pellicce sono diventate sempre di più abiti controversi. Gli animalisti cercano spesso di fare una campagna negativa contro questi capi, gli stilisti ogni tanto li rispolverano nelle loro collezioni e io? Io sono andato a raccattare il visone di mia madre chiuso per anni nell’armadio.
Non ne ha uno solo. Ma quella pelliccia è stata per lei motivo di orgoglio. Faceva la sciantosa a messa, ogni tanto l’apriva (perchè era un modello a ruota) e faceva l’imitazione del pavone. In più il sarto pellicciaio che gliel’aveva cucita ci aveva messo degli intarsi di pitone sul culo. Animali morti ovunque,  ci mancavano solo code di gamberi come occhielli e avremmo avuto un capo unico: la prima pelliccia mari e monti.
Ho convinto mia madre a venderla. Con un po’ di fatica.

“Dai mamma, proviamo su Ebay. Giuro che ti do tutti i soldi”
“No”
“Ma 200 Euro mica li trovi per strada”
“Sei pazzo? Almeno a 5000 euro!”
“Facciamo 400 e ti lavo i pavimenti e i piatti per sei mesi”
“Affare fatto!”

Mettere una pelliccia in vendita su internet è qualcosa di angosciante. Ti arrivano mail solo da russi e napoletani.
I primi ti scrivono in cirillico e i secondi tentano di fare l’affare del secolo.

“Te la compro io a 100 euro comprese le spese di spedizione”
“Affare fatto! Però ti prendi anche mia madre!”
😛

L’ultima mail che ho ricevuto è stata di una donna moldava, che non so per quale motivo si è innamorata perdutamente di questa pelliccia. Questo il nostro scambio epistolare:

Io sono una siniora Moldava di 66 ani io vorei vedere e misurare pelicia mio nomero e 347xxxxxx vuoi ciamami o dami numero vi ciamo io scuzatemi perce scrivo male

Buongiorno signora Moldava. Grazie mille per il suo messaggio. Per ora non scambio numeri di telefono. Le invio però le misure della pelliccia così può capire subito se è adatta a lei e alla sua fisicità.

io o paura che e picola buona notte

Buongiorno signora Moldava. Posso sapere il suo nome? Io mi chiamo Porti. Le ho mandato nella precedente mail le misure della pelliccia. Mi faccia sapere perchè ho altri acquirenti che attendono una mia risposta.

Dimi perfavore pelleccia veste mis48 oancg=he piu drande come se puo misorare io capisco che ai paura perche sono straniera e scrivo male ma io sono una siniora seria sono di13 ani a Cassina de pechi e lavoro da 13 ani da un ragazo dizabile

La pelliccia sarà anche una 46 (se mia madre sa che spaccio i suoi vestiti per delle 48 mi uccide).
Non ho paura di lei. Mica sono un razzista. Per chi mi ha preso? Sono contento che abbia trovato lavoro in Italia come badante, anche mio padre è disabile.
Le ho dato le misure in centimetri, intanto controlli con un cappotto che ha in casa.
Si ricordi che accetto solo pagamenti con paypal o bonifico.

Si io ce lo postapei poso pagare come lo vuole lei

No. Non ha capito accetto solo con paypal o bonifico. Ha controllato le misure?

Siniora lei ah paura di me invece io o volio misurare e sono libera solo domenica io vivo da sola in affito e sono misuratra do sola mi pare che e bona ma io o bezonio di misurare lei nu volie a revederce e mi trovero altra che nu ci la paura.

Signora Moldava, che non vuole dirmi il suo nome, intanto non sono una donna!!
Io sono il figlio della proprietaria della pelliccia. Se a questo punto ha bisogno di misurare il capo posso venirle incontro. Come facciamo? Viene lei da me? Io da lei? Ci troviamo a metà strada?

(Dio ho paura che questa si porti dietro qualche sicario russo per farmi a pezzi e sotterrarmi nei pressi di Gorgonzola)

Lei mi scrive che e a milano eio sono a cassina de pechi e ce metro io poso venire  io no poso comperare una coza che nu omisurata e no lo visto

Ma infatti. Le ho scritto che possiamo trovarci per provare il capo.

Dove?e cuoando?

Allora le sto scrivendo da giorni che voglio venirle incontro. Dove preferisce? Vengo a casa sua? Ci troviamo in un bar? Sotto il ponte della tangenziale? Nel reparto frigo dell’Esselunga?

E poi il silenzio. La signora Moldava è svanita. E mia madre ha fatto scomparire la pelliccia. Maledette!

Il Portinaio

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