LA DROGA IN GIAPPONE

Portinaio . In viaggio con il Portinaio, L'altro Mondo, Portineria, Psicosi Collettiva, Sessuomani, Videocracy 705 Nessun Commento

Se vi dovessero beccare in Giappone belli fuori a parlare con un albero di Sakura e con le tasche piene di marijuana, ahimè sarebbe la fine.
Vi rimandano a casa col foglio di via dopo tre mesi di carcere e in più vi mettono sul passaporto il timbro ospite indesiderato.
Quindi cari Condomìni tossici trovatevi un nuovo stupefacente che non sia deleterio per il corpo e per la vostra fedina penale.

Ho giusto una proposta per voi: i Maid cafè.

Locali molto famosi in Giappone dove al posto di baristi e camerieri tatuati ci sono ragazzine appena maggiorenni che servono ai tavoli ragazzini minorati.
Ci sono andato con un mio amico Otaku.
Ad accoglierci fuori dal bar c’era una ragazza con l’impermeabile, molto contenta di vedere nuovi umani da spennare.
Se sei un verginello, il rito è sempre quello. Arriva Mariko, in abiti da cameriera lolita, con una candelina. Ti parla nella sua lingua con un tono stridulo e fastidioso e poi al tre soffia sulla candelina elettronica.
In teoria c’è il divieto assoluto di fare foto in questi locali perché potresti, non tanto dar fastidio alle intraprendenti lavoranti, ma ai clienti, che hanno paura di essere riconosciuti sui social.

Seduti ai tavoli ci sono:

– uno pseudo killer con i capelli lunghi e il ciuffo biondo, i jeans sbriciolati da un pittbull, gli stivali a punta di Aladino, una maglia a righe nera e rossa e un giubbino di pelle borchiata.
– un nerd che continua a scrivere sul computer.
– un impiegato di mezza età abbastanza elegante
– un altro nerd con la polo verde e gli occhiali fondo di bottiglia.
– due ragazze che non si capisce il perché.
– un ciccio pasticcio con i denti buttati a caso che barcolla ogni volta che si alza dalla sedia.

Le maid sono gentili e attente.
Per chiamarle bisogna fare l’imitazione di un gatto. Basta mettersi le mani a pugnetto sulla testa tipo orecchie e poi urlare “gnam gnam”.
Per i primi cinque minuti ti senti un cretino, ma poi il gioco inizia a farsi interessante.
Perché quelle sono piccoli demoni spillasoldi.
Quando ti portano da bere devi dire una piccola formula magica per rendere la bevanda ancora più buona, quando cantano sul loro palchetto cercano di venderti i bastoncini luminosi, se ti vedono titubante davanti al tuo bicchiere corrono subito a chiederti se vuoi qualcos’altro da bere.
Se poi vuoi partecipare alla piccola lotteria della serata sarai sicuro di avere un premio garantito.
Ovvero:
– una foto con il tuo cellulare con una maid a scelta.
– una polaroid con dedica di una maid a scelta.
– una canzone live di una maid a scelta.
– una bibita che ti verrà portata da una maid a scelta
– un rene di un cliente a scelta. 😛

Io ho vinto la polaroid, poi su un menù ho selezionato la mia ragazza preferita.
E così il gioco continua.
Il povero ciccio pasticcio continuava a spendere soldi in alcolici pieni di ghiaccio e spettacoli live.
E tutti eravamo obbligati ad alzarci e a ballare.
Per il mio amico Otaku, i maid cafè sono degni sostituti delle droghe. Ti mandano in estasi.
Quelle canzoncine penetranti interferiscono con le funzioni cerebrali e hanno lo stesso effetto di un allucinogeno, la situazione di pericolo diminuisce e tu che fai? Continui a ballare e a spendere in cibi zuccherosi e bevande fluorescenti.
Il fascino della maid è letale. Come un trip confonde il reale con la fantasia. Credi di essere amato da lei, mentre invece sta recitando solo un copione.
Il mio amico Otaku aveva aperto un locale gestito da due maid cosplayer. Le sue impiegate ricevevano regali costosi da bizzarri clienti, senza però dare nulla in cambio. Non esiste la formula: regalo = vagina.
Ai maid cafè basta sognare. Poi fa niente se il conto si prosciuga in un mese e tu vivi come una larva in tre metri quadri.
Vuoi mettere l’ebbrezza di sfiorare la gonnella bianca e nera della tua ragazza preferita.
Altro che oppiacei e sostanze inalanti.
I neuroni si sciolgono alla vista delle loro piccole mani che ti portano la birra, il coordinamento motorio rallenta all’ondeggiare dei loro pizzi, il cervelletto va in tilt al solo indossare un loro cerchietto rosa di peluches.
Che cazzo pippate a fare la cocaina, venite qui. E morite d’amore!
Le maid non sono altro che pop idol di serie D, spesso fuori sinc durante il playback e ballerine pessime su coreografie da saggio di fine anno di terza elementare, ma addestrate come assassine senza cuore.
A fine serata il nerd con il computer si è alzato, ha indossato degli occhiali da sole ed è uscito con il bastone da non vedente.
Cosa vi avevo detto? Se non sono ex drogati questi…

Ma dove si trova la droga in Giappone? E che ne so io, mica sono uno spacciatore. 😛
La mia amica, interprete inglese del consiglio degli avvocati giapponesi, mi ha detto che Roppongi è una delle zone più tossiche di Tokyo.
Spesso sono le ragazze che spacciano.
Ci sono quelle che vogliono spillarti i soldi e che ti mettono allucinogeni o sonniferi nei bicchieri, poi non so con quale stratagemma ti obbligano ad andare al bancomat e il gioco è fatto. Ti ritrovi in mutande e senza un soldo.
Oppure ci sono locali molto noti, dove si pippa come dei dannati. Locali talmente noti che la polizia ogni tanto fa delle retate con l’obbligo del test delle urine.
C’è questa storia bellissima, che mi ha raccontato un ragazzo.
Qualche anno fa in una zona di Tokyo controllata dalla Yakuza, la droga si comprava direttamente dalle macchinette, quelle dove scendono le palline con i giochini, solo che al posto del portachiavi di Doraemon trovavi due belle pasticche.
Quanta creatività in questa città. 🙂

Il Portinaio

tempio shinjuku

A proposito di abuso di droghe. Guardate questo video. 0_O
(Se non riuscite a vederlo cliccate QUI)

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