OMONIMO

Portinaio . We are Family 915 Nessun Commento

Mio padre ha due omonimi, mia madre ne ha uno e io non ce l’ho più! Perchè è morto!
Oggi ho avuto la fortuna di incontrare quello di mia madre…che ovviamente è una mia parente.
La dea delle poste ha voluto che qualcuno trovasse un libretto al portatore “dormiente” negli uffici postali di Como, a nome di mia madre, dove la sua omonima lavorava…ed è stato un attimo che si sentissero al telefono.

“Quindi mamma mi vuoi dire che avevi dei soldi da parte e non lo sapevi?”
“No!”
“E che la tua omonima ti ha avvertito perchè siete parenti?”
“Sì”
“E quanto avevi sul conto?”
“700 Euro”
“Quanto mi dai come mancia?”
“20 Euro!”
“Tirchia!”

I parenti di mia madre sono sparsi per tutta Italia.
Ne abbiamo qualcuno a Roma, credo a Torino e tantissimi a Como.

“Ne abbiamo anche in Veneto!”
“E dove?”
“Dalle parti di Gardaland”
“Prezzemolo?”
“No fammo di cogmome Foglio!”

Che palle quando non capisce le mie battute!

Il fratello di mio nonno si era trasferito sul lungo lago e ha vissuto per anni in una casa progettata da un famoso architetto.
Ci sono persino le foto su google!
La chiamano il transatlantico e dentro ricordo che aveva questi marmi neri e la scala sospesa con il corrimano giallo in legno.
Me la ricordo benissimo, perchè ogni estate mia madre mi faceva passare un weekend dalla meravigliosa zia Onorina (moglie del fratello mio nonno, madre dell’omonima, zia di mia madre quindi mia prozia…avete capito’)
Mitici erano i suoi strafalcioni!

“Devo comprare la pUmata”
“Zia Onorina si dice con la O”
“Devo comprare la pUmatO”

Io e i miei cuginetti facevamo la fila al bagno per lavarci i piedi, i denti e il culo.
La zia ci cuciva delle divise, così da riconoscerci al parchetto.
Il mio culo pulito non ha mai saputo di aver dormito in un posto così famoso!
Dopo 25 anni la casa non è cambiata molto, tranne che gli hanno dato una mano di rosa sulle pareti all’ingresso. Uno scempio!
L’omonima di mia madre abita a monte Olimpino.
L’ultima volta che sono stato a casa sua aveva appena partorito.
Mia mamma racconta le barzellette sporche e la sua omonima fa un sacco di foto in digitale.
Mia mamma pensa che i rullini esistano ancora e la sua omonima ha un bellissimo gatto.
Mia mamma odia qualsiasi forma di animale e la sua ominima adora le pellicce.
Dopo aver chiacchierato un po’ con il marito…eccola apparire di bianco vestita pronta per farci da guida.
C’era anche mio cugino, vestito da tartufo al cioccolato sadomaso.
Ma sua mamma l’ha bollato come “color cacca”.

L’ominima parla tantissimo e anche mia madre.
L’omonima è molto simpatica e anche mia madre.
L’omonima è una signora che non va mai in guerra mentre mia madre “viene in pace”.

Non me ne voglia mio cugino, ma ho saputo che è un fanatico psicopatico dei giochi on line e che passa le ore attaccato all’Ipad.
Sua mamma è molto preoccupatae, ora mi tocca fare denuncia di questa cosa.

“Caro F. invece di perdere tempo attaccato a quel cazzo di computer, iscriviti QUI., potrai impersonare un vero protagonista di Elavia, terra di fantasia inventata da qualche bipolare. Potrai essere un elfo minidotato, una fata con l’alitosi, un guerriero brevilineo o una damigella vogliosa.
Giocherai nei boschi umidi, ti farai nuovi amici e ti accoppierai con donne mutanti con vagine dentate.
Credimi è molto meglio che stare rinchiuso al cesso o in camera e premere tasti a caso.
Per un evento paghi solo 45 Euro e se impersonerai il diavoletto libidinoso avrai nel kit anche le lenti a contatto rosse! Pensaci!
Con affetto tuo cugino Portinaio”

Dopo essere stati in Posta e aver fatto la richiesta per il ritiro del libretto siamo andati in centro!
In auto, io e l’omonima, parlavamo come due mitragliette e mia madre dietro continuava a urlare “Ma sapete dove state andando?
Credo di aver bruciato tre semafori,  tirato sotto due vecchie ed essere entrato in sette zone a traffico limitato.
Ho visto il nuovo autosilo di Como…

che nonostante l’omonima me lo vendesse come opera “fica” mi ha fatto un po’ schifo!
Ho visto il lungo lago deturpato da “lavori in corso” che pare stiano affogando il comune in un mare di debiti.
Non ho visto George Clooney!
L’omonima ci ha fatto anche vedere il nuovo negozio che ha comprato come investimento per il futuro dei suoi figli.

“Geometra Viganòòòòòò sono venuta per vedere come vanno i lavori e ho portato anche i miei parenti”
“Ma non possiamo entrare non abbiamo i caschi e le scarpe antinfortunistiche”

Ma niente. Omonima è un treno e noi siamo i suoi vagoni.
Siamo andati anche dentro il Duomo di Como.

“Pronto sono tuo padre siete ancora a Como?”
“Siamo dentro il Duomo”
“E cosa ci fate a Milano?”

Vabbeh come non detto! La sindrome della “bionda dentro” credo sia una prerogativa della mia famiglia.
Dentro la chiesa le due omonime pregavano e accendevano ceri alla Madonna. Poi dal pulpito della chiesa si sparavano le pose.
Mia madre con gli occhi chiusi sembrava fosse avvolta dallo spirito santo, l’altra si inchinava come uan degna devota di Nostro Signore.
Poi lo squillo del telefonino di omonima ha rotto l’atsmosfera pseudoreligiosa!
Abbiamo visitato tutti i negozi del centro, spettegolato sui propietari e incontrato un vecchio conoscente degli anni 80/90 che aveva un negozio di scarpe nella mia città e che si era trasferito sul lago per rifarsi una vita.
In vetrina c’era una cintura pitonata con la chiusura a forma di testa di pitone, scarpe a punta di coccodirllo e zeppe nere da punk disabile con tendenze suicide.

“Gabry ti ricordi quando compravi le scarpe da lui?”
“Stai zitta che sto cercando di cancellare quella parte della mia vita!”

Omonime, o meglio le due cugine, si sono ritrovate.
Il mio impegno per ridare equilibrio e ricostruire la famiglia sta funzionando.
Abbiamo ricordato il matrimonio di mia mamma a Como, il giorno in cui il mio bisononno ha ricevuto l’onoreficenza di cavaliere e…

“Io ho votato Berlusconi!”
“Anche io!”

Secondo il dizionario italiano della Hoepli l’omonimo è uno che ha lo stesso nome, che si chiama nello stesso modo. Esempio: padre e figlio sono omonimi, si chiamano entrambi Luigi; Como giace sul lago O.
Dove O. sta per “O cazzo!!!”

Il Portinaio

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