ONLY THE HORSES

Portinaio . Nobodyknowsme, Portineria, We are Family 1260 Nessun Commento

La mia amica Elena è caduta da cavallo e si è rotta non so quale osso del bacino. E’ stata un mese a letto ed è arrabbiata con me perchè non sono andata a trovarla.
Inutili le mie giustificazioni:

“Ho bucato la ruota!”
“Stronzo!”
“Sono stato preso con il trasloco”
“Ti odio”
“Sono caduto dalla scala mentre appendevo i quadri e ho perso la memoria…chi sei?”

Una ragazza di 25 anni è morta schiacchiata dal suo cavallo, il rimpianto Christopher Reeve fece anni in carrozzina dopo essere volato da cavallo. Ecco io ho paura di andare a cavallo!
Perchè se cadi o non ti fai niente o finisce male.
La mia paura è nata con anni di torture e passeggiate in sella.
E di chi è la colpa? Sempre dei miei parenti.
Una mia cugina era fidanzata con uno stalliere dai modi bruschi. Lei pensava che essendo consanguinei in me sarebbe nata la passione per l’equino, ma alla fine lo preferivo alla griglia, cottura media, con un po’ di songino e vinagret. (con questa dichiarazione ho già perso l’80% di lettori vegetariani e animalisti)
Ho provato persino a prendere lezioni. Una volta alla settimana, il sabato pomeriggio, con due miei compagni di scuola.
Un supplizio.
Il maestro ci legava le braccia per costringerci a rimanere in sella con la sola forza delle gambe. Quando ho visto la mia amica stramazzare al suolo con la testa nella merda e nel fango ho deciso che un bel corso di fiori secchi e decoupage sarebbe stato meglio. Anche la pasta di sale non è male, al massimo ti si irrita un po’ la pelle.
Io non sono mai caduto da cavallo, ma una volta ho rischiato grosso.
Era morta una zia, una delle tante.
La notizia fu data in modo alquanto bizzarro e anafettivo.

Drin drin

“Figliolo rispondi tu al telefono”
“Certo mammina”

“Pronto chi è?”
“E’ morta la zia!”

Manco un “Ciao devo darti una brutta notizia” o “Guarda siediti è successa una cosa brutta”.
Bisogna preparare le persone, sennò rimangono traumatizzate.

“Cosa?”
“E’ morta la zia!”

Poi lungo pianto e hanno riattacccato.

“Figliolo chi era al telefono?”
“Nessuno…”

Non ho avuto il coraggio di dirlo, ma dopo neanche cinque minuti sono inziate chiamate lunghissime ed interminabili e l’unica cosa che pensava mia madre era “Perchè nessun parente mi ha avvertito? Valgo così poco?”
Tutta la famiglia si era radunata a casa dello zio,  unita nel dolore, mancava solo all’appello la cugina cavallerizza.
Ai tempi non c’era il cellulare e per trovarla bisognava chiamare l’Intelligence americana perchè quella si andava sempre a imboscare chissà dove.
Infatti quel giorno invece di rimanere stretta e partecipare ai pianti accennati preferì dileguarsi.
Mi disse:

“Io oggi vado a fare un giro a cavallo perchè mi sa che tira aria brutta e non ho voglia di star qui a vedere facce tristi”

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Beata lei. L’avrei fatto anch’io, ma ero minorenne. Il problema però era uno. Dovevamo tutti prendere l’aereo perchè il funerale era a circa 900 km.
In più mio zio detestava il suo genero per chissà quale motivi.
Forse perchè non aveva una laurea e non era uno uomo raffinato, forse perchè invece di soffiarsi il naso con i fazzoletti di seta usava le dita come fanno i calciatori, forse perchè scatarrava per terra, forse perchè ruttava e aveva tatuaggi da galeotto, forse perchè aveva un olezzo variegato fieno e sudore.
6 ore prima di partire erano tutti impazziti. Dove sarà quella cugina scapestrata?
Io ho provato a dire la verità, ma la zia mi continuava a zittire.

“Non dirlo a nessuno che è uscita a cavallo, che sennò chissà cosa pensano”
“Ma sono in giro come i matti a cercarla”
“Che te ne frega. Se lo sa tuo zio la uccide”
“E cosa facciamo?”
“Noi partiamo, lei si arrangerà”

Così armato di bicicletta sono corso in maneggio, ma quella non c’era, era uscita a fare la scampagnata.
Cosa fare?
Una comitiva era pronta per un passeggio, l’unico modo era seguirli. Siccome ero di casa, il ragazzo addetto alla stalla mi aveva già preparato il cavallo.
Troverò mia cugina in mezzo ai boschi e la porterò all’aeroporto in tempo, così sarò considerato un eroe e nessuno mi zittirà più perchè sono piccolo e nero come Calimero!
Lo stalliere minorato però mi aveva dato un cavallo da corsa. Neanche il tempo di toccargli i fianchi con le scarpe e mi sono ritrovato aggrappato alla sua criniera a circa 180 km all’ora.
Come si fermano i cavalli? Tirandogli le briglie o sparandogli alle gambe.
Il mio aveva deciso che voleva suicidarsi. Dopo aver preso in faccia rami di ogni genere sono finito su una strada asfaltata, gli zoccoli facevano scintille e dritto davanti a me stava arrivano una macchina.
La signora dento l’auto continuava a far cenno di spostarsi e così anch’io.
Un cavallo si può fermare anche investendolo? Forse sì, ma si rischia di spaccare il parabrezza.
Mancavano pochi metri, chi sarebbe sopravvissuto?
Poi improvvisamente ha cambiato strada e si è buttato nel campo, ha frenato di colpo e io sono finito con la testa in mezzo alla sua criniera, che è come farsi un filo interdentale che puzza di letame!
Sono tornato in maneggio a piedi tenendolo per le redini. Avrei voluto abbandonarlo nei boschi e farlo sbranare dai lupi, ma dicono gli estimatori dell’ippica, che il cavallo sente le tue emozioni. E io quel giorno non ero proprio in vena.
Mi cugina arrivò con un giorno di ritardo, si prese dei porcodue dal padre, che vennero giù gli Angeli del Paradiso. A lei suggerirono di lasciare il fantino brevilineo e a me di allevare tartarughe.

Il Portinaio

cavalli che trombano

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