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LA MIA AMICA “MIA” E IL TEMPIO MALEDETTO!

negozi asakusa tokyo

Portinaio 1728

Sveglia presto, questa mattina. Finalmente ci rincontriamo con Mia-san, che a detta di molti pare sia la più amata di questi racconti. Abbiamo appuntamento alle 11:30 all’uscita A4 della stazione di Asakusa. Asakusa è la zona con il tempio più famoso di Tokyo. Io e Lady Disturbia siamo arrivati con 30 minuti di anticipo, quindi ci siamo fatti un giro nei dintorni. Abbiamo visto la fiamma di Philippe Stark e tutte le barche che passavano sotto il ponte. Ci sono molti barboni in questa zona. Fanno tenerezza. Uno ci ha assalito sulla metro! Ci faceva i gestacci, tipo “ti faccio il culo” e insultava di più la Piera. Secondo me ci ha scambiato per degli americani e se la stava prendendo per la bomba atomica. Era tazzato da far paura con l’alito di circolo delle bocce. Dicevamo, sul lungo-mare ci sono un po’ di senza-tetto. La Piera ha buttato via la spazzatura in uno degli armadi di questi poverini! Stronza borghese! Alle 11:45 Mia-san non c’era ancora. A mezzogiorno squilla il cellulare. “Ciao Gabu io sono uscita A4 da 11:20…tu dove sei?” “Anche io sono all’uscita 4” “No uscita A4”. “Ah, non è la stessa cosa 4 e A4…dove ci vediamo? Io sono di fianco al ponte, di fronte al ristorante La Braccio e alla fiamma di Philippe Stark” “Starucusu??” Dopo un altro quarto d’ora per spiegarle che Philippe Starucusu è un bravo designer architetto, ci ha raggiunti. Siamo andati al centro informazioni turistiche e, mentre lei parlava con un’addetta, io e la Piera rubavamo tutti i posacenere portatili “usa-e-getta”, fregandocene di quello che diceva Mia- san! Siamo proprio degli accattoni! Il tempio Senso Ji, uno dei più famosi di Tokyo, è meta obbligatoria del turista medio in Giappone. Davanti ci sono un sacco di risciò coi poveri ragazzi che li spingono. Una forma di schiavismo mascherata da servizio turistico. “Belli vero, come vostre carrozzerie italiane”. “?????” “Quelli che tirano sono come cavalli ma non hanno zoccoli, usano tabi scarpe con le dita” In un negozio abbiamo provato il sapone per le mani che non si risciacqua. Sulla confezione c’è un procione che si lava le zampe. “Ti piace Gabry? È frocione” “Hahahahahahahahhahhah” Forse non dovrei ridere sguaiatamente in presenza di luoghi di culto. Il viale che ti porta all’ingresso del tempio è pieno di negozietti di kimono sintetici, ventagli della mutua, maschere, parrucche, borsine e cazzate tipiche giapponesi da turisti! Chi era in prima fila a urlare come un pazza? “Piera come bambina”. “Sì! E purtroppo io sono il suo insegnante di sostegno”. “Cosa sostegni?” “Niente lascia perdere che è difficile da spiegare. Tanto voi se andate male a scuola vi suicidate” “E’ problema in Giappone” Niente non capisce le mie battute! 🙁 La Piera è stata aggredita da un negoziante che non voleva essere fotografato, l’ha obbligata a cancellare le foto e avanzava pure proposte indecenti! “È molto simpatica Piera-san e anche molto magra!” “E’ vero Mia san, pensa che ingurgita quantità di zuccheri ogni giorno senza finire sulla tazza del cesso” “Lei no cesso. Lei bella!” “0_o” “Guarda, Gabry, i quadretti con i kanji di samurai, fuoco, acqua… che belli” “Piera li vendono anche all’Ikea!” Solo dopo mi sono accorto che c’era la traduzione in piccolo sul listino prezzi. E io che pensavo avesse imparato il giapponese in una notte. “Mia-san, se hai il tuo appuntamento puoi andare. Noi rimaniamo pure da soli” “No, io l’ho disidratato” “????” “Gabry, ho preso i biglietti della fortuna. Ce li facciamo leggere da Mia-san?” Mia-san non aveva il coraggio di dire alla Piera che era sfigata, così  ha tradotto che la sua fortuna era “piccola“! Ovvero farà una cinquina la sera di Capodanno alla tombola dell’Oratorio del suo paese. A pranzo ci siamo fatti raccontare la colazione tipica giapponese: pane, caffè, yogurt, biscotti, zuppa di verdura, latto. “Gatto…noooooooo!” “Piera ha detto latto” Mia-san si è prostrata ai nostri piedi per aver sbagliato a parlare ed averci messo in allarme. “Però voi italiani mangiate coniglio, poverino!” “Se vabbè e allora i cinesi che mangiano i gatti?” La fiera del luogo comune…e allora gli Svizzeri mangiano la cioccolata e i neri hanno il ritmo nel sangue! Mia-san è molto gentile con noi, ci paga i biglietti del treno, i pranzi e ci ha anche offerto un soggiorno alle terme da fare nei prossimi giorni. Venerdì ci porta a mangiare dalla sua insegnante di Italiano. Forse perchè ogni tanto parliamo male anche noi. “Per venire all’appuntamento con maestra di italiano devi prendere Yoyogi-koen verde per Omote-sando cambio Ginza Asaka Mitsuke cambio Marunochi rine (lei “line” lo pronuncia “rine”) rossa per Yotsuya ci metti 23 minuti sennò Shinjuku prendi Chiyoda rine e prendi per Yotusya 13 minuti anzi no Yoyogi-koen verde per Kokka Gijidoamei anzi no Yoyogi-koen scendi a Kokka Gijidomae poi cambi metro Nambou rine Tameike Sanno x Yotsuya 190 yen ci vediamo grande magazzino – Attore – al primo piano davanti alla cioccolateria – Godiva – io sarò sotto il tavolo dietro la tendina rossa vicino alla lampada blu!” “Chiaro! Attore come actor?” “No, senza o”. “Attre” “No, senza t”. “????” Sangue da naso!!!!!!! Ci congediamo da Mia-san e ci dirigiamo verso Shibuya per vedere la famosa statua del cane Hachiko. Dopo venti minuti di foto e dopo essere stati inseguiti da un altro barbone (che non voleva farsi fotografare dalla Piera), siamo finti a Shibuya 109, il magazzino della “tamarra più tamarra” che esista al mondo! La Piera ovviamente si è presa una zeppa alta 2 metri bianca, nera e fucsia per fare la giocoliera al Parco Sempione e farsi tirare i tocchi di fumo nel reggiseno! Poi siamo andati da “Parco”, altro grande magazzino. Poi da Mandarake, a far incetta di fumetti. Poi a mangiar sushi (32 piattini x 64 pezzi di sushi a poco più di 15 euro a testa) Alla fine, gonfi come delle oche per il patè, siamo finiti nel negozio trash Don Quijote. Ecco la lista della nostra spesa: Cereali Kellog’s 6 metri di cioccolatini 4 paia di calze 2 portamonete dei Popples 8 portachiavi. Nel negozio continuavo a far ridere la Piera e un po’ per la stanchezza e un po’ per le emozioni forti si è pisciata nelle mutandine. Mia-san è ormai l’amica di tutti, ma “Lady Disturbia” è solo amica mia! A domani. Il Portinaio Per la serie esiste sempre la foto del giorno, qui sotto potete vedere cosa abbiamo visto al tempio, un misto fra Raffaella Carrà, Renato Zero e Natalia Estrada!   Dai, condividimi!

LA VISIONE DI SHIBUYA DA VICINO

Tshirt John Lennon

Portinaio 2110

Mi sono addormentato alle 6 del mattino, con i corvi che gracchiavano e i gatti in calore che urlavano: “Dammi la passerina, dammi la passerina”. Ho chiamato finalmente la mia amica Alice, erano anni che non la vedevo e Tokyo ci ha fatto rincontrare!! Continuava a chiedermi cosa pensassi del fatto di essere qui, ma credetemi, finché non vedi qualcosa di noto, tutto sembra niente! Dai, condividimi!