THE GORGEOUS FAMILY

Portinaio . Amico è, In viaggio con il Portinaio, L'altro Mondo 859 Nessun Commento

2384Per una migliore lettura, seguite attentamente le istruzioni: i pensieri miei e della Piera saranno evidenziati con la parentesi (…), i dialoghi con le virgolette “…”.

Siamo andati a letto alle 3 con questo pensiero: come sarà il marito di Mia san?!?
Abbiamo un misto fra paura ed eccitazione, come quando fai l’autostop e non sai mai chi ti tira su!
Partiamo verso le 11e15 per la stazione di Minowa, vicino a quella in cui c’eravamo incontrati con Yasu.
È vicina al parco di Ueno, magari sarà una bel rione… Sì, quello delle “Gescal”!
G: “Moshi moshi Mia san… Click.”
P: “Le hai appeso il cellulare?”
G: “No, abbiamo finito la ricarica. E adesso? Cosa facciamo?”
P: “Ma com’eri d’accordo?”
G: “Che quando saremmo arrivati alla stazione l’avrei chiamata per venirci a prendere.”
Dopo 20 minuti…
P: “Ma perché non ti richiama?”
G: “Non lo so, ma guarda com’è vestito quello lì.”
Dopo 20 minuti…
P: “Gabry, me ne vado a fumare!”
G: “No, e se poi arriva?”
P: “Ma la vediamo dall’incrocio.”
G: “Guarda com’è vestito quello.”
P: “Ma no, magari avrà fatto harakiri perché è cascata la linea e rimarremo qui per sempre…come si chiama questa zona?”
G: “Rione Sanità… Come sono vestiti qui?”
Dopo 20 minuti…
P: “Eccola là…”
M: “Io pensare che voi partiti da casa… Ho fatto giro a prendere questa verdura.”
G: (ma sono fiori gialli)
M: “Si chiama ano… “nanohana” che vuol dire fiore giallo.”
G: (mio Dio, legge nel pensiero e adesso?)
M: “Ma in giapponese non vuol dire fiore giallo.”
P: “????”
G: “Dev’essere buono” (ma mia mamma non mi dà i glicini da mangiare)
M: “Noi ora 3 minuti a piedi a casa?”
G: “Mia san ho finito la ricarica, possiamo farla al supermarket?”
M: “Sì noi… ano andiamo…”
Mentre la Piera cercava il portachiavi di “Hallo Kitty Case Popolari”, io scoprivo che le ricariche da 1000 yen sono introvabili!
M: “Qui caro, proviamo dopo.”
Mia san abita in una palazzina carina, un po’ più moderna di quelle che la circondano, credo sia grigia scura o blu scuro. Il suo ascensore non ha lo specchio ma è ricoperto di moquette grigio topo, secondo me se la strappi ci trovi qualche cadavere.
Sulla porta io e la Piera ci siamo guardati: è giunta l’ora, non possiamo tornare indietro!
M: “Siamo arrivati!”, lo dice in giapponese ovviamente.
Ma nessuno risponde.
Entriamo, ci togliamo le scarpe e ci mettiamo le ciabatte: io in peluches di leopardo, la Piera delle comode “Valleverde” color tortora.
Mia san apre la porta della sala e… suo marito è disteso per terra sulla sdraio giapponese!
P: (è morto)
G: (è svenuto)
M: “Konnichiwa”
Ken san, come lo chiamiamo noi visto che il suo nome non ce lo ricordiamo, è un uomo magro, vestito con una tuta sintetica e la felpa con scritto “Piazza del Popolo Italia”.
Ha la faccia un po’ rovinata, denti un po’ così, mani nodose e piccole e una voce che ricorda quelle dei samurai cattivi.
Si stropiccia gli occhi e si alza. In tv danno i cartoni animati e lui ci guarda come se fossimo le scimmie dell’Hokkaido!
P: (si è risvegliato come Lazzaro)
G: (sento un disagio intestinale e se ci butta le noccioline adesso?)
K: “youkoso irassyai mashita”
Inizia così il pomeriggio più lungo della mia vita e siccome a casa di Mia san si può fumare, nei tempi morti ci pippiamo anche le bustine del tè verde!
È un delirio!! Io non riesco a guardare nessuno in faccia e allora mi guardo i cartoni, la Piera (che ormai fuma tutte le sigarette alla menta del Giappone – la chiamiamo “Mintia” – e si rolla delle canne di Vicks) fa cerchi di fumo con le orecchie.
M: “Questo cartone è molto famoso in Giappone.”
G: “Come si chiama?” (ma che brutto che è, ha le sopracciglia unite fino al naso)
M: “Kochira Katsushikaku Kameari Kouen Mae Hashutsujo”, ma loro per abbreviare lo chiamano Kochikame!cocc-72243

Ora inserite questo nome in “google immagini” se non mi credete!
P: “Posso fumare le Mentos?” (allora domani mi compro questo…poi quello…poi quell’altro)
G: “Posso andare al bagno?” (e se non c’è lo scopino del gabinetto?.)
Mia san inizia a farci vedere le foto di Jarno Trulli. Lei fa parte dello staff del fan club, quindi lo conosce bene.
M: “Lui molto buono, non sa di essere famoso e quindi simpatico.”
G: “Tu sei stata anche dai suoi genitori?”
M: “Sì, anche loro bravi poi anche da moglie.”
G: “È sposato?”
M: “Sì, ha moglie e due figli.”
G: “Ah che bello” (perché il mio corpo non mi permette di andare in bagno?)
M: “Jarno Trulli bravo, ama Fernando.”
G: “????”
P: “????”
Intanto Ken san si alza e va nella stanza tatami, toglie dei canovacci da sopra lo stereo e mette su un disco.
“Non ho l’età, non ho l’età per amarti…”
G: “Non ho l’età per uscire sola con te…” (Dio ti prego, lo so che ho peccato ma Gigliola no!)

Parte il 45 giri della Cinquetti a manetta, con tanto di ideogrammi sulla copertina. Tutti e due cantano, poi si cambia disco e via con Caterina Valente e la sempre verde “Ciao Ciao Bambina”.
M: “A lui piace canzoni vecchie perché è vecchio.”
P: “????”
G: “Ahahahhahahaha”
Poi si alza e ci mostra la sua macchina fotografica dell’83!
M: “Lui vecchio, tiene solo roba vecchia.”
Poi va a fare il caffè e Mia san, continuando ad infierire, indica la cucina.
M: “Vedi, lui entra solo lì per fare caffè e rubare cioccolata perché è suo compito.”
G: (voglio andare in bagnooooo!)
P: (voglio lo zaino di tokidoki)
Ora tocca a Mia mostrarci le sue cose, si inizia con le foto:
Quelle di quando è venuta a Milano, quelle di casa dei miei genitori, quelle del viaggio a Napoli.
M: “Io pazza qui.”
In effetti nelle foto faceva il bagno a Napoli, al porto. Pare si sia buttata perché degli scugnizzi le chiedevano di farlo, poi ha fatto la foto ricordo e dietro si vedeva un teppistello che le fotteva la borsa.
Ci sono anche le foto di quando è andata a Tollo, il paese natale di Jarno Trulli, dove l’hanno accolta come una star con tanto di tv e articoli di giornale!

Infine abbiamo visto l’album di matrimonio. Ho avuto un deja-vu: anche mia madre aveva fatto vedere il suo album a Mia san e fra di loro era andata più o meno così:
Mamma: “Vedi, questa è mia madre. È morta.”
M: “Mi dispiace”
Mamma: “Questo è il fratello di mia madre. È morto.”
M: “Mi dispiace”
Mamma: “Questo è il figlio del vicino del fratello di mia madre che è vivo ma il figlio è morto.”
M: “????”
M: “Questa è morta?”
Mamma: “No, questa sono io.”
Mia san ha fatto lo stesso con noi:
M: “Io qui con mia mamma che è morta.”
G: “Mi dispiace”
P: (vorrei quei guanti che ho visto ad Harajuku)
M: “Questo è il padre di mio marito. È morto.”
G: “Mi dispiace”
P: (vorrei quelle calze con le staffe verdi che ho visto su a quella bagascia in metro)
M: “Questa è la mia zia che stava a Roma. È morta.”
G: “Sono tutti morti che bello…ops mi dispiace”
M: “Sì, tutti morti.”
P: (vorrei qualche gadget di Hallo Spank)
Suo marito intanto girava per casa prendendo tutti i gadget che gli davano i tabaccai per darli a noi, scatole di latta per le sigarette, accendini, portachiavi e ce li omaggiava come se fossero reliquie dei Maja.
P: “Oh grazie, così lo regalo a mio padre e risparmio i soldi per prendermi qualche portachiavi in più”
G: “Arigatou gozaimasu” (ma queste cose ci sono anche in Italia)
M: “Lui vecchio tiene tutto…”
Poi Ken guarda fra le sue scartoffie e ci tira fuori delle foto della Formula 1, quando era ancora vivo Senna, e inizia a farcele vedere, una per una.
K: “Senna”
P: “Senna sì” (vorrei quel cappotto verde che ho visto a “La Foret”)
G: “La stella della senna? Dove? Dove?”
K: “Damon Hill”
P: “Damon Hill sì” (vorrei quelle Tiger marroni che abbiamo visto il primo giorno)
G: (vorrei mangiare)
K: “Barriciello”
P: “????”
G: “????”
M: “Lui dice così ma giapponesi chiesto a Barrichello se si può chiamare Barricello e lui detto di sì”
P: “Barricello sì”
G: (vorrei della soba)
M: “Lui maniaco”
G: “Barrichello?”
M: “No, mio marito.”
P: “????”
G: “????”
M: “Noi andiamo a fare un giro però poi mangiamo pizza e gyosen, va bene?”
P: “Sì” (ho una fame perà magari trovo le tabi e il mio stomaco si chiude dalla felicità)
G: “Sì” (Che Dio mi fulmini, la morte in cuore avrò…)
Ken non contento di averci mostrato tutte le reliquie degli anni Settanta ci ha fatto vedere uno speciale tv, su linea verde giapponese che hanno fatto su suo cugino!
Il cugino di Ken produce ghiaccio naturale. Ci sono solo due persone in Giappone che lo fanno ancora, è molto orgoglioso il marito di Mia san perché quando era giovane lo aiutava, e devo dire che è molto interessante nonostante non capiamo una mazza!
Il Signor “Ghiaccio” ha una vasca in una foresta, la riempie d’acqua verso gennaio e poi la taglia in lastroni da 50 kg, la rivende a non so chi e con il resto produce granite di ghiaccio puro!
Ma quest’ anno pare che il ghiaccio faccia fatica a riformarsi per il clima che sta cambiando nel mondo, per questo ha partecipato anche ad una conferenza sul Global Warming, come testimone di quanto sta accadendo.
Siccome il ghiaccio tende ad allargarsi, la vasca va monitorata spesso, vanno rotti i bordi così da lasciare una striscia d’acqua fra il ghiaccio e la vasca stessa.
M: “Ghiaccio ingrassa.”
G: “No, è light”
P: “No somarella, si dice il ghiaccio si allarga. Vai alla pagina 34 del libro impara l’italiano con noi”
Se poi nevica è un altro problema, perché il ghiaccio si sporca e diventa impuro.
M: “Neve anemica”
G: “????”
P: “Bianca neve non era anemica”
G: “Era una sporcacciona, faceva le torte e ci faceva andare su gli uccellini a fare i decori con le zampe, ecco perché la strega le ha mandato i N.A.S.”
M: “No scusa la neve è nemica di ghiaccio”
Sono le 4 e non abbiamo ancora pranzato. Noi per farci passare la fame fumiamo una sigaretta dietro l’altra, ormai la casa sembra il circolo Acli di Caronno Pertusella.
M: “Noi uscire per trovare tabi?”
P: “Sì, vorrei quelle coi decori di kimono e anche quelle di Comme de Garcon”
G: “Va che siamo a Corsico”
Ken mi si avvicina con delle calze gialle color urina e mi obbliga a metterle, sono spesse tre dita e di due numeri meno.
M: “Tu tieni su così provi le tabi”
G: “Sì” (ho una trombosi)
P: (ho un certo appetito ma non posso perdere il senno, devo prendere anche quei parastinchi di organza)
Quando mi sono rimesso le scarpe, sembrava di avere un 39 ai piedi e non è bello per uno che ha il 45!
Infatti dopo 20 minuti che camminavo mi è esplosa la scarpa!
G: (Cristo le mie Prada nere! Ora chi me le ricompra, non posso andare in giro con il mignolo con la calza di spugna gialla fuori).
In giro per il quartiere abbiamo visto le cose più inaudite, un negozio “che le mensole erano un optional” e aveva tutto per terra, tutto impolverato e coi gatti che si accoppiavano alla cassa.
M: “Non hanno tabi del tuo numero”
G: “Fa niente” (meno male qui andavo in setticemia)
P: (possibile che questa vonciona non abbia le tabi nere con dei decori di margherite e cozze)
M: “Mio marito vuole farti vedere tutto”
G: “Che carino, è gentile.” (perché ha la giacca da benzinaio?)
P: “Grazie” (ma vestito così sembra quello che cambia le gomme a Odolo)
M: “Lui come bambino.”
P: “????”
G: “????”
Abbiamo visto la particolarità di questo quartiere: un treno che funziona con un vagone solo e il capolinea della stazione “vattelapesca”.
M: “Tram solo un vagone”
P: “No è un treno, il tram va per la città, somarella, vai alla pagina 45 del libro impara l’italiano con noi”
G: “Mia san posso mangiare qualcosa… Ci sono questi spiedini buoni”
M: “No cari costano 200 yen, andiamo a vedere scarpe al supermercato”
G: “Ma costano 250 centesimi, vi prego, fatemi mangiare”
M: “Ora andiamo a casa e mangiamo pizza”
G: (sto morendo di fame! Maledetta!)
P: (io vorrei mangiare sennò perdo la memoria e vuol dire che non posso più ricordarmi i vestiti che ho visto ad Harajuku)
Il supermercato è pieno di scarpe da lavoro, quelle dei muratori, e di tutte le cineserie più inaudite!
M: “Tu piace scarpe, vero?”
G: “Sì, soprattutto queste, belle di chi sono Melluso? Tieni Piera se le vuoi al posto delle tabi ti ho trovato “riposella la scarpa bella”
P: (sto svenendo dalla fame ma devo scrivermi sulla pelle la mappa per andare a quel negozio dove ho visto… no sto iniziando a dimenticare…)
Siccome Ken è un tabagista da Formula 1, continua a pipparsi le sigarette anche in mezzo alla strada, quindi è un trasgressore della legge, ma nessuno ci fa caso o almeno non gli dice niente. Io e la Piera ci fermiamo a qualsiasi macchinetta automatica per bere Gatorade e Coca Cola Zero, visto che ci impediscono di mangiare.
G: “Andiamo a mangiare?”
M: “Ora prima cerchiamo tabi”
G: (basta con queste tabi, giuro che ora me le taglio io le scarpe a forma di tabi e la piantiamo qui)
P: (ricordo a malapena dov’è Kiddy Land, vedo la gente morta…ho fame!)
Arriviamo davanti ad un negozio di kimono del ‘78 e finalmente troviamo queste tabi!
P: “Che orrore sono blu!!!!”
G: “Mia san non ci sono nere?”
M: “No le tabi sono solo blu o bianche”
G: “No, ci sono anche nere” (uè cicciabella orientale, le ho viste ad Osaka nel negozio dei muratori)
M: “No nero colore dei morti”
Niente Tabi nere, io le ho provate comunque per sincerarmi del numero ma alla fine blu non le ho prese, figuriamoci bianche!
G: “Io ho i piedi piatti ma sono comodissime”
M: “Anche io ho i piedi piatti…la sera”
G: “????”
P: “????”
G: “Andiamo a mangiare?”
M: “No prima facciamo ricarica telefono”
G: “No tranquilla vivo anche senza ricarica, ti prego portami a mangiare”
M: “Gran Premio inizia alle 5e40, noi facciamo in tempo a fare ricarica”
P: (mi ricordo montagne verdi e le corse di una bambina con l’amico mio più sincero un coniglio dal muso nero…)
G: (La Piera sembra che non stia bene, quasi quasi la tengo sottobraccio)
M: “Qui posti brutti tanti barboni, ubriachi”
G: “Mia san guarda per terra, c’è una scarpa con una lattina di birra dentro”
M: “No no no”
G: “È di un ubriacone ahahahaha”
M: “No è di morto che è morto lì”
G: “????”
P: (tuca tuca tuca, l’ho inventato io…)
M: “In Giappone si usa quando muori di portare qualcosa che ricordi morto ma ora io non so ora chiedo a Ken”
G: (Per me è di un ciuco che non sapeva dove buttare la lattina, visto che voi non mettete i cestini in giro e allora educatamente si è tolto la scarpa e l’ha usata come cestino)
M: “Ken dice che questa zona è piena di gente strana e allora non sa, noi andiamo a mangiare ora!”
Alle 6 abbiamo pranzato, guardando il Gran Premio!
G: “Che pizza hai ordinato?”
M: “Pizza giapponese”
P: “Com’è?”
M: “Con misticalza”
P: “????”
G: “????”
Il disagio ormai era quasi passato, ma quel cazzo di Gran Premio non finiva più, ti prego Gesù pensaci tu!2380_gp-malesia
M: “Vuoi vedere casa?”
G: “Sì” (io voglio mangiare)
M: “Mio marito dorme qui e io dormo in un’altra stanza perché parlo di notte”
G: “Ah che bello” (Dio dormono in camere separate, perché?)
P: “Mia sorridi ti faccio una foto”
M: “No foto no io brutta, foto spariamo?”
P: “????”
Una tempesta si è abbattuta sul Gran Premio facendolo terminare prima, grazie Gesù!
Dopo aver mangiato la pizza e calabroni e i ravioli al vapore abbiamo cenato!
Mia san da vera giapponese ha cucinato lo Shabu-Shabu, ovvero una specie di pentolone al centro tavola che bolle, dove tu fai cuocere queste fettine di carne sottili.
Il tutto accompagnato con verdure improponibili!
M: “Tu metti carne quando acqua fa cucucucu”
G:”????”
P:” cucuruccucù Paloma…
A mezzanotte siamo andati a letto, nella stanza tatami, vestiti con lo yukata (il pigiama giapponese) e sentivamo Mia san che fumava e lavava i piatti.
Mentre l’ascolto che fa le sue cose penso che avrò perso anche un paio di scarpe, ma ho trovato un’amica!
Sono rimasto folgorato di una cosa oggi!
Se schiacci un tasto in cucina, una voce dice “ti sto preparando cortesemente il bagno caldo”
E la vasca inizia a far uscire acqua automaticamente!
Voglio un bagno così!
“il bagno è pronto puoi andarti a lavare”
G:” ma dice anche questo?”
M:” si parla sempre”
Non ce la faccio più a scrivere, questa giornata è stata interminabile!!!
Buona notte.

Il Portinaio

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