Amico è,  In viaggio con il Portinaio,  Italians do it better,  Politichese,  Portineria,  We are Family

CAMPIONE DELLA BRIANZA

padania is not italy“Il documento più antico in cui si accenna al nome Brianza è del 1097 e denominava una zona relativa al Monte di Brianza, ovvero alle attuali colline intorno al S. Genesio.
Col passare degli anni, il termine Brianza ampliò la sua portata sino a comprendere tutta la regione attuale.
I confini della Brianza comprendono un territorio che possiede tre città rilevanti in Lombardia: Como, Lecco, Monza. E’ un triangolo ideale che unisce queste città con propaggini a Nord nella Valassina.
La Brianza è quindi la regione a nord di Milano, che si estende tra il corso dell’Adda a est, e quello del Seveso ad ovest. E’ limitata a settentrione dalla linea pedemontana che unisce Como con Lecco e a sud arriva a comprendere la città di Monza.”
Minchia che palle!
Secondo me la Brianza è il luogo dove tutti vorrebbero vivere, perché c’è tutto: la piscina, il lago, i monti, e anche tante discodancing per ballare il meneito e i balli di gruppo.

Il Signor Erminio è il mio Brianzolo preferito. Lui è leghista fino all’osso e forse non ha ancora capito che io sono del sud, sennò mi avrebbe già avvelenato con il caffè.
Secondo lui esistono anche piramidi etrusche, egizie e anche qualche ufo nascosto vicino Lissone!
“Ma signor Erminio ci sono veramente le piramidi in Brianza?”
“Vedi non le hanno tanto pubblicizzate sennò – Vegni chi in pressa –“
“Chi?”
“ I Baràbai…”
“????”
(Io che sono cresciuto con zii legnanesi, bergamaschi, napoletani, avellinesi e pugliesi non avevo mai sentito questa parola). lega nord

Ma andiamo con ordine.
Sono riuscito ad entrare in terra brianzola perché mi hanno iscritto ad un torneo di beach volley.
Quindi passata la frontiera di Monza, i miei amici hanno dovuto comunque “dichiararmi”.
“Abbiamo un Terrone nel portabagagli, ma è vaccinato”
“Prego passate pure, ma non lasciatelo troppo libero che se lo becca il Renzo Bossi sono cazzi amari”.
Il luogo della mia gogna è stato l’oratorio Super Polisportivo di Rovagnate : campo da basket, da calcio e da beach volley. Spalti pieni di leghisti, cessi inagibili e da denuncia, e infine tendone con il ristorante e il bar.
Il torneo di calcio dei bambini è stato quello più applaudito, i nanetti dell’anno 1999 si combattevano la coppa di campione della Brianza!
C’è la squadra di Montevecchia, di Perego, di Rovagnate e credo di Monticello.
Non facevo tanto caso ai nomi delle squadre quanto alla voce signore che annunciava tutti i giocatori.
Fumagalli Andrea…boato dagli spalti!
Venegoni Luca…boato dagli spalti!
Esposito Antonio…silenzio.
Le battute dei genitori che guardano i figli erano al limite del razzismo.
“Guardà chellì al par’ Balotelli”
Indovinate di che colore era il ragazzino in campo?
Brambilla Matteo…boato dagli spalti!
Panzeri Lorenzo…boato dagli spalti!
Mo…Moha…Mocam…cume se ciama sto qui?
Di quale nazionalità era il giocatore in campo? lega nord immigrazione

Ora passiamo alle squadre di beach volley, ovviamente per ragioni di privacy non potrò svelare nomi e cognomi, fatta eccezione dei miei compagni.
“Gabriele giochiamo contro Tiziana la Greca, è molto brava”
“Come mai la chiamate così? E’ di Kos?”
“No, di Barzanò”
“E che isola è? Delle Cicladi?”
“No, è un paese qui vicino”
“Allora puzzerà di Feta…”
“No!”
“E’ Miss Pitaghiros?”
“No, è il cognome!”
“Ah, pensavo fosse un nomignolo…sai mia nonna mi diceva sempre che al sud si usa dare pseudonomi per riconoscersi.”
Mio nonno, infatti, quando era giovane lo chiamavano Vincenzo “RecchiePalma” perché aveva le orecchie a sventola e si chiamava Palma di cognome. Poi c’era la mia prozia Ninetta “‘a zoccola”, suo marito Mario “pesce fetente” e la figlia Rosa “ la Iatta” (perché era una gattara).

La mia squadra era formata da: Me medesimo “il Térunela”, Elisa la Libanese, Valentina la Tossica, Mattia il Rosso, Simone il Bigotto, Luca il Cipresso e Alessia Prozac +.
Sponsor della manifestazione Gabriella la parrucchiera di Rovagnate e La Supercarni della Brambilla Umbertina. Diciamolo subito, noi eravamo i più simpatici. Le altre squadre, invece, prendevano il torneo troppo seriamente. C’era chi bestemmiava e diceva parolacce, e c’era chi era vestito come se fosse uscito da un film anni ’90 dei Vanzina.
Anche per le squadre, i nomi si sono sprecati. In particolare, una sembrava composta da pornostar: c’era la Perla, la Zaila, la Tecla, ci mancava la Venere nera, la Moana e Ramba e più che un torneo di beach volley sembrava una lotta hard nel fango. lega lombarda

Ricordatevi sempre che in Brianza si mette l’articolo davanti al nome.
“Hai visto LA Barbara?”
“Sì, è a pisciare negli spogliatoi”
Raffinate come il lardo di colonnata sulla camicia di seta cotta.
Tutti “vusavano” (urlavano) come se fossero stati al mercato, eppure non era una prerogativa dei meridionali quella di avere la voce tre toni sopra la media?
Le mamme, con le Merit in bocca, la tinta fatta in casa e i fuseaux abbinati alle espadrillas con la zeppa, incitavano i figli a “ruzzare” (spingere) i bambini in campo.
“Spingilo, spingilo!! Dagli un calcio”
Non erano madri quelle, erano ex Schutzstaffeln, le SS tedesche.

In campo da noi invece ho notato con piacere che la pedicure delle donne era abbastanza curata: smalto azzurro come se piovesse, qualche callo qua e là, occhi di pernici di rado.
I maschi, invece, ancora non sanno cosa voglia dire tagliarsi le unghie.
Sull’asfalto provocavano scintille mentre sulla sabbia riuscivano a giocare, in coppia, a scherma.
Non capisco perché quando uno ha le unghie come lo zio Tibia o peggio che gli stanno marcendo lentamente, le mostri con disinvoltura senza fare niente. E vai da un podologo, da un’estetista o da Diego della Palma! Fatti amputare l’alluce, mettici un cerottino di Hello Kitty, ma copriti quello scempio!
“Ma così respirano!”
“Guarda che sono già morte quelle unghie…”

Gallo Stampino Marco…boato dagli spalti! è il figlio del “Bagàt”!
Colombo Stefano…boato dagli spalti! ”l’è un balebiòtt”!
Criscitiello Giuseppe…silenzio. Qualcuno accenna “Térun!”

L’offesa peggiore che puoi fare ad una giocatrice di volley è chiamarla Yoghina Yokono, la giocatrice sovrappeso di Mila & Shiro.yoghina yokono
Al torneo ce n’erano almeno 4.
La peggiore era detta Buldozer, le sue tette erano talmente molli che venivano usate per fare la pista di biglie sulla sabbia…Ovviamente non la sto sfottendo per il suo fisico ma per la sua simpatia.
“Ciao, ora dobbiamo giocare con voi, come vi chiamate?”
Questa neanche si degna di rispondere e volta la faccia dall’altra parte.
“Ciao, come sono andate le vostre partite?”
E volta la faccia dall’altra parte.
“Ciao, hai problemi di tiroide – Bùdriòtt?”
“Vaffanculo brutto stronzo, ti rompo il culo in campo!”
La mia squadra è arrivata in finale e, per 2 set a 0, abbiamo stracciato i nostri rivali.
Tralasciando che Mattia il rosso, per prendere una palla, ha schiacciato la carotide e la trachea della nostra compagna di squadra, Vale la tossica. Portata all’ospedale, pare le abbiano asportato il pomo d’adamo.
Alla fine si è scoperto che era un uomo!
La Vale, da quanto ho capito, si occupa di cani abbandonati. Un gesto nobile, forse dovrebbe farlo a tempo pieno visto che a pallavolo non è un granchè.
Lei e Mattia hanno due cani napoletani, si chiamano Ciro e Nannarella ma per gli amici sono Jumbo e Zeta.
Jumbo ha passato metà domenica a lubrificarmi la gamba e a montarmi come un toro infoiato nell’arena alla vista di un rosso Valentino.jumbo e zeta
E’ stato un lungo weekend brianzolo e, se per anni è riuscito a sopravvivere Mino Reitano, questa zona della Lombardia allora non è così ostica.
Ho persino vinto il torneo, e non succedeva da anni che un “térun” venisse premiato nella terra di Brianza.
Un ringraziamento ad Erminio, per non avermi ancora cacciato!
“Vuoi una cadrega?”
“Sì grazie, ma senza panna!”

Il Portinaio

Clicca qui e traduci cosa ha detto!

giovani padaniSmàcc Vèrt (Macchie Verdi)
di Erminio Fumagalli

Con affetto e riconoscenza, dedicata ai Giovani Padani veri uomini dal cuore impavido

Nino, Giòrg, Mario, Giuàn …e ghe semm tücc?
Bön …föra de chì …sara sù l’üsc.
La nòcc l’è giüsta …dèmes de fà föra i attrezz …se và a pennellà.
Dai …incö tucca a nümm emm de finì ul laurà …senza che me veda nissun!
La macchina l’è a pòst? …Te l’hee cuntrullada? Minga de fermass …in una quai cuntrada!
Ghe saria nient de rid …che al mument bön le e me pienta lì …sü un quai stradön!
L’è pruaa a succèd …l’è mei minga pensach che la völta lì …sevum proppi finii in un sach.
“E adess …se femm? …Gh’è de bön che l’è fösch và giò in bass lì …gh’è un tuchel de bösch”.
Derva ul cöfen …tucca de lì …tucca de là l’è ripartida …e semm rivaa a cà.
Un öltra völta …che stremizzi …”Öciu bagai… che … in fund a la via gh’è una macchina …la pulizia”
Via tusscòss …verniss e còlla via a dileguass …cume una tegnöla.
“Cessato allarme …in minga lur l’è la machina …del stess culur”
A völt e pensum che …per tücc …semm adrè a laurà anca per quei …ch’inn sittà giò …còmud in cà magari a sentì qui de ruma …che ghe diss …”Asnònn …paga e tass che mì gh’hoo de mangià …a quatter ganass!”
Ma varda un pö tì …cume i hann cunsciaa gh’hann sciusciaa ul cervell …e azzeraa la persunalità!
Nò! …Nümm semm minga …de chel stamp lì nümm …e preferissum reagì.
Vörum appena che i nòst bagai …ai sö pà e pöden minga rimpruverà de ‘vè fà nient …per lur.
Nò! …Nümm e n’emm fà …e cun tant amur!
L’è inscì …ch’emm truà ul curacc …de fà …quel ch’emm fà ricamà sui mür …paroi dei libertà!
Emm cattaa föra nümm …nissun el m’ha ubbligaa a ‘nà in gir …de nòcc …a pennellà!
L’è una vus …che me rüzza …a dass de fà e che me dis: …
“Te vedaree …che un quaivun e capirà!
El capirà …sicurament nient quel che s’è vendüü …per düü danè d’argent mì parli inveci de quei …ch’hinn lì lì …de pensà che: …”Forsi … gh’hann pròppi resön …chi bagai là” e: …”Questi chì …el fan per nient el fan appena per sentiment. Sentiment …che piasen e che …a la fin …te fann minga sentì un asen”.
Amis …pensemigh adess …diventemm balòss e alura i nòst sacrifizi …saran servii a quaicòss.
Nümm …in cambi …e vövum nient semm appena di smacc vert …che ghe vör ben a la süa gent!
Alè …dai …che ghe n’emm anmò de fà gh’emm denanz ..un muntömm de laurà.
Semm cuntra i cattiff… e …per cambià i legg semm sicür che sü là …un quaivun el me prutegg!
D’altrònde …la stòria …l’è lì a demustrà che …a vess cattiff cul debul …l’ha mai pagaa.
De qui lì …gnanca vun …l’è restaa chì perchè … ul pòpul …insema …i a faa sparì.
A partì de adess …de nòcc …se vedii di pünt vert …di smacc Vüsii a fòrt …dent de viölter …:”Dai …fredei …dai …curacc!vignette razziste

8 commenti

  • Erminio

    Ciao! Ho apprezzato il tuo reportage/pistolotto in cui parli della tua avventura in Brianza. Dì la verità…ti sei divertito parecchio…!!! Spero ci sia presto l’occasione di un bis…la tua simpatia è contagiosa!

    Penso che le persone migliori siano quelle che contrastino, a volte, il genio con la sregolatezza (gruppo di cui ho fatto parte da giovane), ricordandomi con il tempo, che la forza non è niente senza il controllo!

    Sempre disponibile per te e la tua compagnia!!

    p.s. Renzo vi stupirà…

  • stefanorfeo

    AhAhAhAhAhAhAh!!!!!! Divertente e impietoso davvero.
    La tua capacità di restituire tutta la grottesca comicità delle cose è straordinaria.
    Proprio vero il motto: una risata vi seppellirà!!!!

  • vale la tossica

    mi avete beccata! sono un uomooooooo bella bigotti bello l’ospedale dove non mi hanno cagata de pezza…sarà stata la divisa che indossavo…l’immagine di gesù cristo che fa l’aperitivo non è stata apprezzata al pronto soccorso di merate!

  • Enrico

    Grande post, ma soprattutto sono contento che abbiate distrutto la simpatica Yoghina con problemi di tiroide…sto ancora ridendo.

  • Morfeonauta

    ahahah… tu mi fai veramente paura.
    Pare che jumbo non mangi da due giorni e attende con ansia il ritorno del suo amato.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.