Art mr.super_a
Nobodyknowsme,  Portineria,  We are Family

È SEMPRE SABATO (Voglio dormire con te)

La strada per casa tua è qualcosa di ancestrale.
Si mischiano i ricordi ed ogni viuzza diventa un’arteria del mio corpo.
Si alternano file di alberi depressi e insegne di ristoranti. L’orizzonte si apre sul mare e il silenzio è cantato dai gabbiani.

Sei un personaggio dei fratelli Grimm, non so quale, ma sono sicuro che hai abitato in una fiaba.
Che nervi non trovare le parole e guidare sotto i 70 km/h, però rallentare ti fa godere di più il panorama e così, mentre cerco altri termini che possano riempire questa lettera, mi accorgo che il sole è già calato.
La strada per casa tua passa sull’acqua.

Dicono sia bello vivere vicino al mare, perché è un elemento essenziale per la vita dell’uomo.
Io non potrei mai abituarmi a vedere l’autunno portarsi via gli ombrelloni e gli Estathé.
È vero che fa più freddo da voi? È vero che la sabbia sostituisce la polvere sui davanzali?
L’ultima volta che ci siamo visti c’era un tempo instabile.
Sono uscito alle sette del mattino. Era Domenica. Il paese vuoto e muto.
Alla fermata del Pullman c’era un signore non tanto a posto che mi ha salutato dicendomi: “Buongiorno Signore”.
A me?
Signore?
Ma non vedi che sono un ragazzino impaurito dalla salsedine.
Che ci fa lei qui? Ritorni a casa da sua moglie!
Ti avevo dato appena un bacio, possibile che non ti sia venuto in mente di rivestirti e correre a riprendermi?

“Buongiorno Signore”.

Di nuovo.

“Oggi il mare è calmo”

Invece di prendere l’auto e andarmene via sono rimasto ad ascoltarlo.

“Buongiorno Signore”

Così ho sorriso e ho annuito con la testa. Il suggerimento era palese.
Sono andato in spiaggia, perché sei fortunata ad abitare davanti a una spiaggia, e ti ho aspettato. Giusto il tempo di una sigaretta, non volevo dare troppe chance alla nostra relazione.

Vorrei portarti in riva al mare di notte mi avevi detto. Darti un bacio fra il Bagno N° 70 e 71.
Affittare una Gondola e mostrarti Venezia, che non è proprio la città dell’amore, ma conserva ancora il suo fascino.
E mentre tu mi terrai per mano io farò salire l’acqua fino alle nostre spalle, galleggeremo fra immondizia e souvenir e poi torneremo a casa ad asciugarci.
Che palle l’umidità. Mi dici sempre al telefono che hai freddo.
La sigaretta è finita e non sei arrivata. Ti ho aspettato invano, ma va bene così.
L’ho spenta sul bagnasciuga e poi ho leccato il filtro sulla lettera R.
L’ho buttata per terra, mi faccio schifo, ma l’ho fatto solo perché volevo lasciare il mio DNA nel tuo quartiere, una traccia. Scusami, non volevo trasformare la tua via in un posacenere.

1200 luci. Non sono il numero dei lampioni del lungomare, ma quelle del tuo albero di Natale, che per Dio, è ancora lì a fine Gennaio a far da faro al Carnevale.
Ti ho chiesto se volevi smontarlo, perché fa tanto famiglia, ma ti sei girata dall’altra parte e ti sei addormentata.
Ti ho guardato sognare per 4 ore perché non mi sembravi vera. Ti ho accarezzato la testa, ma non sapevo che il tuo sonno fosse così leggero, ti sei arrabbiata, girata dall’altra parte e ahimè riaddormentata.
Volevo parlarti, ma l’amore a volte non vince sulla stanchezza. Forse dovevo affacciarmi dal tuo terrazzo e gridare con un pazzo. Allora sì che mi avresti preso sul serio.
Ti va di parlare?
Ho un piccolo brillantino nel mio portafoglio, niente di prezioso. È caduto da un anello di bigiotteria di mia madre, ma siccome luccicava tanto l’ho tenuto con me, non sia mai mi possa servire nei giorni più bui.
Poi ci ho ripensato, ho comunque la funzione torcia sul cellulare. Così l’ho preso e l’ho buttato in casa tua. Mi sono voltato come si fa davanti alla fontana di Trevi e poi ho espresso un desiderio.
Credimi l’ho sentito cadere da qualche parte. Volevo lasciarti qualcosa di me, qualcosa che brillasse e che ti portasse fortuna.
Forse era meglio un unicorno.
Se il mio specchio, le mie paure.
Ogni mattina il tuo copione si ripete.
Sveglia prestissimo, pullman, collega e brioches.
A mezzogiorno la nostra telefonata.
Tu sei così gentile con tutti mentre io sono sempre allerta. Quando tu sorridi, io tremo, quando tu scherzi, io muoio.
Che bello essere così diversi. Mi piace scoprire nuovi mondi e nuovi peccati.
Incominciamo dai tuoi.
Raccontami della tua famiglia, che per me è un’ossessione.
Parlami del tuo giorno più triste e dimmi che oggi è il tuo giorno più bello, svelami il tuo segreto di bellezza ed io ti dirò dove si trova la fonte della giovinezza. Buttami un bacio nella laguna e poi aspettami sotto casa, arriverò con la spesa e una cassa di acqua.
Ti lascerò sullo zerbino la mia vita dentro una scatola di puzzle. Sono 50.000 pezzi. Sarai capace di smontarla e ricostruirla?
Io nel frattempo porterò a pisciare i cani, che è tutto il giorno che sono da soli e non puoi capire come hanno conciato il balcone.

“Buongiorno Signore”

È ancora qui il vecchietto. Non sta aspettando il pullman, forse si sente perso.

“Bello il mare vero?”

Allora gli ho risposto prima di salire in auto. “Per l’autostrada dove devo andare?”

“Sempre dritto, poi deve prendere via San Marco e lasciarsi l’alba alle spalle”

Sembra un personaggio dell’Isola che non c’è.
Ho contato le scale che portano a casa tua, sono arrivato con il fiatone davanti alla tua porta.
Ti consiglio nella prossima riunione condominiale di discutere sull’installazione di un ascensore.
Speravo ci fosse, almeno per le mie valigie, ma tu eri troppo stanca e ti sei girata dall’altra parte.
Ho contato i cristalli dei tuoi lampadari, le creme sul lavandino, persino le tue mutandine.
Ti ho di nuovo guardato dormire e disturbato come una zanzara tigre.
Ti va di parlare?
Prima però mangiamo.
Sono arrivato giusto in tempo per la cena. Eri in ritardo di dieci minuti. Due ragazzi parlavano di fianco a un motorino accesso. Si vantavano di aver vinto 20 Euro al Bingo. Li avrei presi a calci nel culo.
Non so perché, forse perché inquinavano o forse perché la loro vita era già finita alle 22.03.
Non sono come noi, che sogniamo di conquistare nuovi continenti e di adottare 1000 bambini.
Non sono come noi che litighiamo solo per baciarci e fare la pace.
20 Euro. Non avevo due pezzi da 10 dal benzinaio e così ho messo 20 Euro. Mentre aspettavo, il sole stava sorgendo. Devo lasciarmelo alle spalle, così mi aveva detto il vecchietto.
Mi piace parlare con te quando sei sveglia, perché ti commuovi e mi disegni benissimo.
T’inventi sette vite dove io sono sempre presente e parlando arriva di nuovo Domenica, che ahimè è il giorno in cui devo ripartire.
Nella mia testa è sempre Sabato.
E come un gioco della memoria.
Ti aspetto per cena davanti al ristorante, ti bacio sotto casa e ti guardo dormire. Poi ti chiedo di disfare l’albero, di fare una doccia e di parlare. Poi scappo con le mie quattro sveglie e parlo con un vecchietto, il finale è senza colpi di scena, così butto la sigaretta sulla spiaggia e faccio benzina.

Domani è ancora Sabato, ti aspetto in auto davanti al ristorante perché fa freddo, ascolto due ragazzi vantarsi di aver vinto dei soldi al Bingo, ti bacio sotto casa e poi vago in mutande in salotto, rido dei tuoi lampadari, poi ti chiedo di fare la doccia e parlare. Poi scappo con il tuo profumo e parlo con un vecchietto per strada che mi consiglia di aspettarti sulla spiaggia, perché è una prova di amore, poi il finale senza sorprese con la solita scena della sigaretta. Che palle devo fare anche benzina.
Domani è di nuovo Sabato.
Ti passo a prendere in auto perché diciamolo non esistono più i cavalieri di una volta, poi ti butto un bacio per terra. Al ristorante non riesco a guardarti perché m’intimidisce tutto, persino il menù, due ragazzi per strada si abbracciano sul motorino e promettono di investire 20 Euro in semenze e fiori. Poi torniamo a casa e ci innamoriamo davanti al cellulare, compriamo su Amazon un po’ di speranza e poi ci addormentiamo. Niente sveglie e mozziconi per terra. Doveva finire così.

E il vecchietto?
Cavoli lui preferiva guardarti correre in spiaggia. Ma non sei arrivata.
Quindi ultimo tiro e poi sigaretta di nuovo per terra . Sai quanto ci mette un filtro a decomporsi? Tra i sei e i dodici mesi. Potrei rimanere imprigionato qui e guardarti tutte le mattine uscire alle cinque del mattino.
Mentre tornavo a casa mia l’alba era veramente alle mie spalle.
Aveva ragione il signore alla fermata del pullman.

Il Portinaio

Cover: Illustrazione @mr.super_a (Instagram: @artwoonz)

 

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