harajuku style
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L’AMANTE DI HARAJUKU E IL MODELLO DI SHIBUYA

Bisogna subito delirare, altro che sakura in fiore, palazzi imperiali e tempietti da 4 soldi.
Oggi sono andato nel triangolo più pericoloso del mondo: Harajuku/Omotesando/Shibuya.
Narra una leggenda giapponese che alcuni ragazzi siano stati trasformati in mutandine rosa e indossati da lolite grasse.
Ho dormito 12 ore di seguito, giusto perchè erano quasi due giorni che non toccavo un cuscino.
Avevo da recuperare.
Mi sono svegliato alle 11, ho fatto colazione con i biscotti al sapore di the verde (o alito di capra), caffè Illy e succo di mango.
Poi ho lavato le tazze con il detersivo alle rose e noto che…ha una forma strana…molto strana.

detersivo giappo

Assomiglia al microfono di Creamy! Cosa avevate pensato? Maniaci porcelli che non siete altro!
Oggi c’è un sole pazzesco, ma le mie scarpe sono ancora fradice.
Tranquilli ne ho portate altre due paia! 
Nella fretta di uscire però mi sono dimenticato il cellulare per chiamare Mia San e la mappa per trovare la Metro.
Vago per mezz’oretta come un pirla su una specie di tangenziale, poi trovo finalmente un ingresso di una Metropolitana.
Merda! Non mi ricordo più come si fanno i biglietti!!!
Ogni tratta ha un costo, io prendo la più bassa, al massimo mi faranno pagare la differenza o mi lasceranno passare perché sono uno straniero e gli stranieri si sa portano malattie quindi meglio allontanarli dalle stazioni in fretta e furia!
Due fermate e sono a Shinjuku! Inizia il delirio. 
Stiamo calmi! Sono loro che s’incasinano la vita non tu. Respira! 
Trovo la linea giusta per andare ad Harajuku e il gioco è fatto.
Benvenuti nella fiera del nulla: il più grande quartiere dell’accessorio del mondo!
Oggi (o ieri) hanno chiuso le scuole e quindi c’è un disastro di persone.
Una marea di femminucce impazzite prende d’assalto la Takeshita Dori, la via più rosa del Giappone.
Perché non è più come tanti anni fa. Tokyo cambia. E se avevi qualche riferimento, qualche negozio preferito…ora stai pur certo che ha chiuso per lasciare spazio a qualcos’altro.
Via il negozio da 100 Yen che è solo per i poveri, via quello di magliette anni 80 che è da sfigati e via pure quello preferito da Lady Disturbia che vendeva abiti di organza, pizzi e merletti.
Questa via è diventata la capitale delle stronze e delle cazzate più immani e più piccole, roba da strozzarsi se le ingoia un poppante.
Resiste quello da travestiti sadomaso glitter borchiato, quello di abiti per i cani maltrattati e il Mc Donald’s.
Il resto è tutto fuffa zuccherosa.
Non si riesce a camminare.
Orde di studentesse in pre mestruo vagano sorridendo. La loro caratteristica è stare in fila ore per una crepes e avere la dentatura come gli squali: doppia.
Aprire un centro dentistico economico è il mio nuovo progetto di business in Giappone.
Facciamo un salto al Design Festa. Luogo dove creativi espongono i loro lavori.
Un ragazzo all’ingresso mi fa i complimenti per i baffi, capisco che stanno parlando di me perché fanno tutti il segno con le dita sulle labbra.
Non sono mica scemo.
Mi giro, sorrido e mi accarezzo i baffoni. Tutti giù a ridere.
Hanno riso per mezz’ora.
Il mio quadro preferito è di questa artista minuta e bruttina che deve avere un animo perverso.
 Ecco:

design festa

Forse è un autoritratto di lei con le sue amiche.
Esco salutando e loro mi fanno ancora il segno dei baffi!
Intravedo il negozio della Birkenstock e capisco che Harajuku sta proprio diventando di cattivo gusto. Come un amante mi ha abbandonato proprio sul più bello!
Una ragazza cammina con degli short di jeans a pelo figa, una maglia di pizzo nera e dell Crocs gialle, un’altra è in autoreggenti, giubbino leopardato e scarponi gialli della Timberland. Siete sicure di stare bene?
Meglio puntare sul sicuro.  Andiamo ai Magazzini LaForet.
Se ci fosse Lady Disturbia sarebbe impazzita. Come posso descrivere quello che ho visto?
Facciamo così, mi ha consigliato un mio amico di dividere le cose che mi piacciono in “Must Have” o “Nice to Have”.
Questo zainetto però non so in che categoria metterlo!

zaino tigre

C’era una bellissima giacca nera con gli alamari, ma costava mezzo stipendio, una camicia a quadri con ricamato un gattino affamato, ma cara come il fuoco, un mezza tuba nera che valeva come un Rolex.  Che cazzo di Must have sono se non posso permettermeli?
Ecco perché qui è pieno di gadgettini da attaccare ai telefonini e di cerotti di Hallo Kitty, la gente può solo comprare queste cose!
Andatevene a fare in culo.
Prendo della tempura e della soba alle 5 del pomeriggio al posto del the, ma solo perchè mi sono dimenticato di mangiare.
Mi riprendo un attimo al Lavazza Caffè e poi mi ricordo che c’è KiddyLand!!!!
Dio sia lodato un po’ di giocattoli per tirarmi su il morale!
Scusate dolci commessi che ripetete sempre le stesse cose avete per caso il Bear Brick di Mazinga?

Cazzo c’è!
La cover dell’ iPhone ricoperta di riso?

Pure questa!
Adesso gliela faccio difficile…una Audrey Hepburn vestita come nel film Vacanze Romane?

Allora è vero! In Giappone i sogni si avverano!
Addio non esco più!
Dopo circa 39 ore mi hanno dovuto trascinare via…ma solo perché stavo parlando da solo con questo orsettino carino.
 Ci stavamo raccontando le nostre intimità tipo che facciamo ancora la pipì a letto e che sappiamo come nascono i bambini.

Sono partito alla volta di Shibuya.
C’è un nuovo Megastore per abbigliamento economico che si chiama Forever 21, ovvero appena entri ti danno più di vent’anni di prognosi riservata.
E’ tutto più o meno come l’avevo lasciato…a parte una cosa triste. Il Segafredo Caffè ha chiuso!
Era un bel ritrovo di italiani e il caffè “Mezzo mezzo” mi piaceva molto.
Ora c’è un bar normalissimo e non mettono più le canzoni di Masini! 
Un espresso costa 280 Yen.
Anche  il Sushi bar dove andavo con  Lady Disturbia è stato sostituito da uno tutto elettronico. Ordini su una tv i tuoi nigiri e il nastro trasportatore te li porta automaticamente. Ma ti rompi i coglioni, il bello è vederli girare.
Esco a fumarmi una sigaretta e due ragazze mi guardano tra lo stupore e l’eccitamento.
Io socchiudo gli occhi e capisco che stanno parlando dei miei baffi, faccio lo sguardo alla Zoolander e loro s’intimidiscono e si girano dall’altra parte, poi non sanno più cosa fare dalla vergogna e si fanno esplodere.

“Sorry sorry”

Mo’ che c’è? Uno con i baffi da Dalì mi ferma in mezzo alla strada.

“You live in Japan?”

“No!”

“You stay in Japan”

“Yes”

“Uen?”

Mi sa che è barese…Non si diceva Uan?

“Sto fino al 12 April?” (Gliel’ho proprio detto così)
“Ca’ with me”

“Ca????”

“Ca’ with me Brando”

“Non mi chiamo Brando…sono Gabriele”

Era un talent scout che cercava modelli per questo nuovo brand: Unused
Ho guardato il catalogo e tutti erano indossatori baffuti occidentali.

We photo 17 April”

“Io come back in Italy il 12”

Certo che fra me e lui abbiamo un inglese comprensibile.
 Che faccio? Resto?
Mi mancava giusto la carriera di mannequin!

Il Portinaio

Un po’ di foto potete guardarle sul mio Tumblr, cliccando QUI 😛

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