1 ANNO CON IL PORTINAIO (Tokyo in 5 minuti – Prima parte)

Portinaio . In viaggio con il Portinaio, L'altro Mondo, Shopping Compulsivo 2162 5 Commenti

Dopo 13, forse 12, e se siete fortunati 11 ore di viaggio, arriverete a Tokyo!
Io ci sono andato perché volevo incontrare Creamy, comprarmi un Goldrake, inseguire le Geishe e fare gli allenamenti insieme a Mimì Ayuhara.
Ebbene, in un modo o nell’altro li ho trovati tutti!

A Tokyo esiste un Istituto di Cultura Italiana che, non so se v’interessa, ma è molto bello da visitare. Qui si organizzano degli eventi legati al mondo dell’architettura, dell’arte, della moda, del cinema e della musica.
Non rispondono mai alle email, e se si vuole lavorare per loro pare si debba superare un esame, ovvero: mangiare un chilo di spaghetti in tre minuti con le mani legate dietro la schiena, recitare La Divina Commedia di Dante in veneto e saper cucinare una pietanza della Prova del Cuoco.
Questo è l’indirizzo: 2-1-30 Kudan Minami, Chiyoda-ku, Tokyo 102-0074.
Non chiedetevi perché in Giappone non esistono le vie, tanto nessuno saprà rispondervi.
Piuttosto, candidatevi alle prossime presidenziali nipponiche e proponete agli elettori “PIU’ NOMI DI VIE PER TUTTI”. Così finalmente fra qualche anno avremo: Via della Geisha maltruccata, Piazza delle scomode Geta, Vicolo delle rotule rotte e Viale dei ciliegi in fiore.

Dato che sono frivolo, prima di mandarvi in mezzo alla cultura vi farò pentire amaramente di aver scelto il Giappone.
Lasciate a casa la Lonely Planet (che non è molto aggiornata), e piuttosto fatevi una rete di amicizie prima di partire (come ho fatto io). Solo così potrete gustare al meglio la vera essenza Giapponese, o almeno viverla sotto altri punti di vista.
Il massimo sarebbe conoscere uno Yakuza, così almeno vi porterà da un bravo tatuatore.

Il cancro di Toyko non è lo smog e neanche il piano regolatore del comune ma è lei:

La si vede pulire i cessi nei bar, prendere forma nei panini del Mc Donald’s e impossessarsi dell’anima di giovane ragazze.
Se volete picchiarla, potete sempre andare al Puro Land, il parco a tema di Hello Kitty.
Sul loro sito si può scaricare lo sconto di 300 yen!
Che taccagni: costa più di 30 euro l’ingresso! E  per vedere una gatta in calore ti fanno lo sconto di 3 euro. Neanche una lettiera in omaggio!
Io boicotto, ma, se proprio ci volete andare, poi non lamentatevi se vi viene una colica pancreatica per la tanta dolcezza!

Un altro parco a tema è il Museo dello Studio Ghibli.
Un covo di neofascisti dove qualsiasi telecamera, videocamera, macchina fotografica, è bandita.
Neanche avessero paura che gli si rubi l’idea di ricreare Heidi! Ce ne è bastata una di pazza che portava le gente in carrozzella sulle Alpi Svizzere.
Detto questo, io lo trovo un posto magico e per chi ama l’animazione di Miyazaki è come tornare bambini e rivivere una favola con tanti piccoli bambini petulanti che urlano come pazzi.
I biglietti potete prenderli solo on line qui, e ricordate che se vi scappa la cacca i cessi del Museo sono pulitissimi!
La mia amica, e compagna di viaggio, ci ha fatto servizio degno di una brochure dei Bagni Inda!

Per qualsiasi problema di strade, mappe, zone d’ombra, con particolare attenzione ai treni e agli aerei, ci pensa Nicola.
Io non so come faccia a fare certe cose questo ragazzo, credo sia un X-Men e io, come il Dottor Xavier, voglio trovarli tutti questi personaggi.
Se invece vi serve qualche dritta per trovare il costume da Pikachu o da Stregatto, chiedete pure a me, che ho le soluzioni per qualsiasi borderline o Cosplayer.

Il re italiano in Giappone è Pio d’Emilia, corrispondente per Sky-tg 24, l’Espresso e il Manifesto.
Se lo incontrate state pure certi che vi si aprirà qualsiasi porta.

Se vi doveste perdere, oppure sentirvi soli e amareggiati, o aver bisogno di un sorriso, sono certo che la famiglia Scardigli saprà farvi sentire come a casa.
Sono più introdotti loro in Giappone che gli Ward nel mondo del doppiaggio, e averli conosciuti solo al mio ritorno mi fa “uscire pazzo”.
A loro donerei un rene e una delle mie bamboline Hentai pur di tornare a Tokyo!

Se siete gattofili e volete accarezzare micetti a profusione recatevi subito a Nekobukuro, il locale dove si possono coccolare i gatti.
Questo luogo bizzarro si trova ad Ikebukuro, dentro Tokyu Hands, all’8 piano, e costa fra i 600 e i 1000 yen!
Non c’è tanfo d’urina di gatto, le lettiere credo siano ben nascoste e profumate, e i felini sono simpatici come delle piaghe da decubito!
Liberateli tutti e create un putiferio. Sarà bellissimo vederli scappare per gli otto piani del grande magazzino.

L’arte è sempre di moda in Giappone e fra tutti gli artisti quello che merita di più è Takashi Murakami.
Quindi, fanculo i musei d’arte moderna e quelli dei piatti del buon ricordo cinesi, e andate da lui nel suo piccolo Centro-Studio-Museo pieno di opere hard cibernetiche fumettistiche.
E’ facile trovarlo perché si trova sotto un asilo, quindi se vedete bambini giocare con bambole di dubbio gusto saprete di essere arrivati.
Kaikai Kiki
Motoazabu Crest Bldg. 2F
2-3-30 Motoazabu, Minato-ku
Tokyo 106-0046

Se preferite qualcosa di più estremo non fatevi scappare il Design festa.
3F, 3-20-18 Jingumae, Shibuya-ku Tokyo 150-0001
(uscita metro Harajuku o Meji Jingumae)
C’è una ragazza alla reception che si chiama Maiko Ito (spero ci lavori ancora).
E’ un luogo dove tutti gli artisti, anche italiani, possono esporre, disegnare pareti, fare, disfare, cucire e addobbare le stanze di questa casa Museo.
Se la vostra avventura nipponica cadrà nel mese di maggio, non perdetevi la loro super convention sull’isola di Odaiba, dove arrivano artisti di ogni genere da tutto il mondo: da stilisti in cerca di fortuna a pittori megalomani, da designer psicolabili agli infilatori di perle!
Una chicca: se dite a Maiko che siete Italiani, quella vi tira fuori il suo libro di grammatica della terza elementare ed inizia a parlare a perdifiato confondendo il femminile con il maschile.

Volete passare una serata hot? Andate a Shinjuku Sanchome. Qui vivrete fra porci malati di sesso, sgualdrinelle vestite a festa e ragazzi che sembrano figli della Wanna Marchi. Il tutto con tanta educazione e giapponesità!
E’ curioso vedere i negozi di animali con i gatti agonizzanti, ma questo ve lo risparmio.

Il fenomeno Cosplayer è talmente radicato in Giappone che vi accorgerete che per la gente il travestimento è una cosa normale.
Alcuni si possono vedere la domenica mattina al parco di fianco alla stazione di Harajuku o Meji Jingumae, proprio lì sul ponte.
Ma sono le feste che fanno nei locali i veri centri nevralgici dei Cosplayer. Quindi, o vi fate qualche “travestita” giapponese per essere introdotti, o comprate un abito da Lolita Gotica e provate ad eludere la security.
Se siete fortunati, nel parco potrete vedere un matrimonio tradizionale giapponese con quella cerimonia molto commovente oppure dei pazzi amoreggiare con bambole gonfiabili.
Credo ci sia anche una sala del the, ma non ne sono molto informato. Sicuramente i biscotti che offrono non sono né i Baiocchi né i Pan di Stelle

Se una sera vorrete cenare italiano in un ambiente elegante dove i camerieri parlano italiano, vi consiglio: Elio Locanda Italiana:  2-5-2 Kojimachi, Chioda-ku.
Chiedete di Germano e dite che vi manda il Portinaio. Se “magna” benissimo e vi dimenticherete sushi e okonomiyaki… (ci va pure Armani, che dire di più?)

Se invece volete vedere Tokyo dall’alto, vi consiglio la famosa torre simile a quella parigina, oppure Ropponghi Hills con il suo Art Museum Mori.
Se invece volete vedere Tokyo dall’alto, GRATIS, andate al palazzo del Governo a Shinjuku!
Le cretinette vestite da cameriere sexy, o da gattine, stanno qui.
Non che sia un piacere bere mentre queste miagolano il menù del bar. Inoltre, a volte non si possono nemmeno fotografare!
“Allora vatti a mettere un jeans e vedi di servirmi un cappuccino normale!”

Continua domani!

Il Portinaio

Trackback dal tuo sito.

Commenti (5)

  • Nicola

    |

    Non so neanche io some faccio, so solo che passo ore ed ore con quel blog e la mia ragazza, Shiho, si incazza a morte con me tanto che odia profondamente il mio blog. Ma il fatto che ci sia qualcuno a cui piace per me è una grande consolazione e mi dà una grande forza! Grazie mille! 🙂

    Rispondi

  • MarcoTogni.it

    |

    Grandissimo, bel post.
    Fantastica la parte sul Ghibli Museum. hahaha.
    PS: sono stato al Maidreamin di Akihabara, non mi sono mai sentito così in imbarazzo in vita mia.

    Rispondi

  • stefanorfeo

    |

    Cresce sempre più la voglia di visitare questo pazzo e meraviglioso paese. E certo con una guida così non si rischia un viaggio stereotipato….
    Bravo portinaio!

    Rispondi

  • Video: odissea per trovare un hotel a Tokyo

    |

    […] due articoli scritti dal Portinaio d’Altri Mondi un anno dopo il suo viaggio a Tokyo, eccoli: Tokyo prima parte, Tokyo seconda parte. Sono abbastanza demenziali, uno che mi è piaciuto molto è quello sulla […]

    Rispondi

  • Bea

    |

    Io ci sono stata a Puroland! In compagnia di una 8enne! E anche al Gibli Museum (anch’io ho fatto il servizio fotografico ai bagni…erano l’unica cosa che si potesse fotografare!!!)

    Rispondi

Lascia un commento