DA QUANTI ANNI I FRANCESI NON SI LAVANO IL SEDERE?

Portinaio . In viaggio con il Portinaio, Portineria, Shopping Compulsivo, Volantinaggio web 1910 Nessun Commento

La guerra fra Italia e Francia è sempre stata fatta a tavola.
E’ uno scontro fra titani se si parla di formaggi e vini.
Una partita infinita in pasticceria.
Anche la moda divide. C’è chi preferisce Chanel e Dior, chi invece mostra con orgoglio le mutande Armani o D&G.
Cosa ho mangiato in questi giorni?
Ho provato le varie brasserie che pasticciano tutto con la solita crème fraîche. Ma le crepes con salmone, porri e pinoli ve le consiglio.
Qui l’acqua “caraffe” è gratis, che poi è quella del sindaco.
Non osate ordinarla al ristorante, che vi pelano. Io l’ho pagata 7,20 Euro, perchè volevo fare il salutista vegano.
Una birra può arrivare fino a 10 Euro e il caffè meglio farselo a casa con la moka.

“Buongiorno signor barista potrei avere 3 caffè?”
“Sì però ti siedi al tavolo!!!”
“Non è possibile berlo al banco?”
“No! Ti siedi!!!”

Sempre simpatici.
L’uso dell’imperativo andrebbe insegnato come prima cosa nei corsi di francese.
Conto di 3 caffè? 7,50 Euro.
Spero che il tuo locale chiuda per igiene!!
Il sushi e i kebap sono la salvezza alle allergie ai latticini. Parigi ormai sembra una succursale di Instanbul e Tokyo.
A me è capitato di trovare un topolino sotto il tavolo, ma nonostante mi sforzassi di identificarlo come il simpatico Ratatouille, ho provato un brivido lungo la schiena.

“Giovane cameriere turco c’è un ratto sotto il mio tavolo?”
“Scusa?”
“Non so come si dice topo in francese…se avvessi saputo la vostra lingua sarei andato in un altro ristorante”
“????”
“Guarda sotto il tavolo!”

Beh non si è mica messo ad urlare ed è scappato a gambe levate?
Se dovessi morire di lectospirosi fulminante voglio che la mia collezione di Pikachu sia donata alla suore dell’ordine della carmelitane scalze coi talloni secchi.
I panini sono buoni ovunque, intrisi di burro e unti al punto giusto.
Secondo me soffrono tutti di colesterolo alto, per questo sono sempre così nervosi.
Anche da Naturalia, supermercato bio francese, i cassieri sono un po’ spocchiosi.

“Hai la tessera punti?”
“Non capisco il francese?”

Manco gliel’avessi detto.  Ha fatto il gesto del “vattene via piccolo proletario straniero”.
Ma ti sembra? Sono qui per comprare cibo sano, non per farmi prendere per il culo da te.
A furia di stare a contatto con i francesi ti viene una boria e un’arroganza che quando incontri un tuo connazionale piuttosto che aiutarlo fai finta di essere cinese.
Io ci ho provato con scarsi risultati.
Meglio fare shopping.
Qui a Parigi c’è Uniqlo, l’H&M giapponese.
Un negozio è dietro l’Opéra e l’altro nel Marais.
In questi giorni è uscita la collezione delle Tshirt ispirate al teatro Kabuki. C’è l’assalto delle locuste.
Ovviamente le commesse sono state scelte in base all’indisponenza gratuita.

“Scusi gentile signorina che sta piegando le magliette con malavoglia, sa dirmi se c’è la taglia di questa t-shirt?”
“Non lo so. Qui non c’è!”
“Sa dirmi se ne avete altre in magazzino?”
“Devi chiedere al piano superiore”

Almeno un sorriso.

m_kabuki_t_unblock

“Scusi gentile seconda signorina che sta qui a pettinare le bambole, sa dirmi se c’è la taglia di questa t-shirt?”
“Non lo so. Qui non c’è”
“Sa dirmi se ne avete altre in magazzino?”
“Devi chiedere al piano inferiore”

Maledette racchie francofone! Vi auguro di rimanere sepolte sotto il carico di calze monocromatiche, che tanto non sono nemmeno 100% cotone.
I magazzini LaFayette sono ormai delle colonie russe e cinesi. Ve li sconsiglio, piuttosto girate nel quartiere latino o nelle fumetterie Album.
Fate una capatina da Baby the star shine bright, il negozio di lolite giapponesi, innamoratevi della camice della catena Coton Doux e uscite pazzi per i croissant di Paul in Rue St.Paul.
Parigi dovete amarla con il cuore perchè ahimè la testa ve la tagliano!

Il Portinaio

Hello kitty in paris

Il bidet fu inventato da un francese, tale Christophe Des Rosiers, ma dopo pochi anni fu relegato nelle case di appuntamento.
E venne considerato “strumento di lavoro da meretricio”.
A portarlo in Italia fu la Regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena.
Lei fottendosene di quello che pensavano i francesi preferiva lavarsela.
Lanciò la moda del “Io ce l’ho fresca e profumata” e fu la prima testimonial del sapone intimo. 😛
E’ da 300 anni che i francesi non si lavano il culo. Sappiatelo!

 

Lascia un commento