FELICE “GLICO” A TUTTI (Ritorno a casa)

Portinaio . Italians do it better, L'altro Mondo, Portineria, Psicosi Collettiva, Shopping Compulsivo, We are Family 2469 Nessun Commento

Addio Hotel e non pensare che non abbia capito che le signore che rifacevano le camere ridevano dei miei baffi.
Addio Hotel dove l’area fumatori è un posacenere davanti a una panchina.
Addio Hotel con tutte le tue uova strapazzate che ti rimangono sullo stomaco per dieci giorni!
Ti farò una pubblicità pessima! Tiè!
Allora dov’è sto binario che devo prendere il treno per l’aeroporto?
I segnali dicono al numero cinque.
Merda non c’è nessuno treno!!!!

“Scusi gentile controllore che porta il cappello sulle ventitrè sa dirmi gentilmente dove posso prendere il treno per l’aeroporto del Kansai, quello progettato da Renzo Piano?”

Esce pazzo e mi accompagna!
Meno male che c’è qualcuno che non si suicida quando gli rivolgi una domanda.
Ma proprio oggi vi doveva venire in mente di cambiare binario? Ci sono migliaia di addetti che soccorrono turisti stranieri in panico. Qui si rischia la crisi di governo per questo errore.
Posso dire addio a Kyoto.
Qui sotto potete vedere il mio check out dall’Hotel.


Qui invece la fine che ha fatto quella cretina che rifaceva i letti e mi pigliava per il culo con le sue colleghe!

L’aeroporto del Kansai è una piattaforma enorme costruita sul mare. Per salire alle partenze internazionali ci sono solo due ascensori. Che cazzo Renzo! Non potevi metterne uno in più?
Inizia a cresceremi l’ansia, perchè forse non lo sapete, ma io mi cago sotto quando sono sugli aerei.
Inizio ad ammutolirmi due giorni prima, faccio testamento, prenoto il funerale e scelgo anche i fiori, che delle opere di bene me ne frego, io voglio i fiori!!!
Gialli e rossi, come la bandiera della Roma, poi se ci mettete come sottofondo un coro da stadio ancora meglio.
Ho cercato di spendere i miei ultimi risparmi al Duty Free, ma una mandria di cinesi non me l’ha permesso.
Sono matti. Compravano 50 stecche di sigarette manco fosse il loro ultimo viaggio. I Giapponesi alla casa non capivano un cazzo.

Cinese: Queste trenta stecche le pago io,  mentre le altre 20 mio padre. Le 40 scatole di dolcetti al the verde le divido con mia cugina.
Giapponese: ????
Cinese: Ripeto prendo trenta stecche e le pago io, mentre le altre 20 le paga mio padre. I dolcetti ce li smazziamo io e mia cugina!
Giapponese: Conto unico?

Ecco perchè si odiano!
Dai saliamo a bordo e facciamoci coraggio.
La sfiga vuole che sono nelle file di mezzo e già mi viene le tremarella.
Tempo di allacciarmi le cinture e le due giapponesine di fianco a me si addormentano. Non potrò più pisciare, mi gonfierò come una balena e morirò di ritenzione idrica.

 “Buongiorno sono il capitano Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere, state viaggiando sull’aereo bus 58FX, partiremo fra cinque minuti, il tempo sulla rotta è ottimo speriamo che Dio ce la mandi buona”

Ok! Ora posso salutarvi…è stato bello stare con voi…non guardare fuori dal finestrino, non guardare fuori dal finestrino, non guardare fuori dal finestrino!!!!

Ecco ho le visioni!!!
Ogni volta che sono sull’aereo mi prende questa cosa.
Non ho paura di crepare, perché quello può succedere anche quando mangi un involtino di carne e ti sei dimenticato di togliere lo stuzzicadenti e ti si buca la giugulare e soffochi nel tuo sangue nonostante tutti tentino di rianimarti…scusate c’è la partenza…attendete un attimo…

Sono ancora vivo!
Allora non è successo…come cosa? Questo!!!

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Ecco cosa mi spaventa!
Cosa fai in quei pochi minuti che ti restano da vivere?

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Beh io picchierei quella davanti a me che non sta zitta neanche un secondo, continua a lamentarsi con suo marito di tutto, dalle coperte sintetiche al cuscino imbottito di uranio impoverito, dalle cuffie che non stanno bene con il suo outfit al catalogo troppo caro.
Poi prenderei a testate le hostess, quelle che sorridono sempre anche quando non c’è un cazzo da sorridere. Dimmi che stiamo cadendo e che non potrò mai più vedere l’ultima puntata di Candy Candy.
Una vecchiaccia di fianco a me si è fatta venire il mal d’aereo.
La stanno asciugando con uno straccetto e le tengono le gambe alzate. Per Dio portatela da un’altra parte, si vede tutto sotto la gonna!!
Di prendere sonno non c’è verso. Perché vado in fissa. Passo ore e ore a guardare la mappa sullo schermo.

Siamo in Cina, Siamo in Cina, Siamo in Cina, Siamo in Cina, Siamo in Cina.
Siamo in Russia, Siamo in Russia, Siamo in Russia, Siamo in Russia, Siamo in Russia.
Siamo di nuovo in Cina, Siamo di nuovo in Cina, Siamo di nuovo in Cina, Siamo di nuovo in Cina.

Fra i miei parenti il più fifone è mio padre. Però è quello che ha preso più aerei di tutti.
Ho sempre sospettato che avesse un’altra famiglia all’estero. Sicuramente ha un figlio in Russia e uno in Brasile! Col cazzo che gli lascio la collezione di Diabolik! 😛
Una volta stava morendo a Dubai perché si era incendiato un motore. Ma il pilota è stato bravissimo, ha virato sul deserto, fatto uscire un po’ di gasolio, ucciso 400 cammelli ed è ritornato all’aeroporto senza esplodere. Sono sbarcati usando lo scivolo giallo. Mio padre ha perso 4 anni di vita.
Una volta mi ha raccontato che a Mosca mentre atterrava, l’aereo è scivolato sulla pista ed è ripartito.
Un’altra volta è rimasto in volo mezz’ora in più perchè c’erano troppi piccioni a Malpensa.
Io non vado mai in aereo con lui perchè porta sfiga!
Solo una volta mi è capitato di volare  insieme a tutta la mia famiglia. Quando è morta la nonna e siamo partiti tutti allegramente per Napoli.
L’andata me la ricordo abbastanza bene, perché mia madre e mia zia parlavano delle loro performance sessuali ignare dei  vicini, me compreso.
Quelle cretine pensavano che avessi il walkman acceso. Avrei potuto ricattarle, ma soprattutto consigliare un bravo sessuologo! 😛
Il ritorno è stato un trauma, causa nebbia ci volevano dirottare su Pisa.
Poi il capitano ha tentato un atterraggio di fortuna. Si poteva ancora fumare all’epoca. Mio padre e mia cugina sembravano due ciminiere.
All’improvviso un vuoto d’aria ha fatto aprire tre o quattro cappelliere e ho sentito una bestemmia in napoletano stretto arrivare dal fondo.
Ho messo su Fivelandia 7 ed ero contento così. Sarei morto tra le braccia di mia madre o magari per sfiga fra quelle di mia zia repressa.
Ancora oggi associo Ti voglio bene Denver ai disastri aerei.
Vi evito quella volta che un amico di un mio amico mi ha raccontato che è ammarato nell’oceano Atlantico e che tutti gli squali si mangiavano i passeggeri davanti ai suoi occhi.
O di quella volta che mia madre ha ciulato tutti i paraocchi dell’Alitalia per usarli come segna posto a Natale.

“Ma cos’è questo strano odore?”

Cherosene? C’è qualche perdita!!!
State tranquilli io non vado in panico, il massimo che faccio è stringere il rosario di plastica fluorescente e sudare. Mi piace morire in silenzio.
Purtroppo non ci stiamo schiantando sugli Urali. E’ una stronza francese che ha deciso di farsi la manicure. Si sta togliendo lo smalto con litri di acetone e fa pure la figa.
E’ vegana. Si sta lamentando con la hostess del menù.
Adesso tiro fuori dal mio zainetto un montone e lo sgozzo come fanno gli arabi, poi lo faccio dissanguare nel corridoio e mi faccio una parure con i suoi intestini. Poi annaffio di latte lei e il suo fidanzato pirla e la lapido con dei bocconcini di pollo ormonato.
Cretina d’oltralpe!!!!
Ha fatto cagare sotto mezzo aereo. Meno male che è arrivata la hostess a minacciarla con uno stinco di maiale.
Mancano 7 ore all’atterraggio che faccio?
Sveglio sta scema di fianco a me o piscio nel sacchettino del vomito?
C’è una ragazza giapponese che sta compilando il tour da fare quando atterrerà in Italia. Sulla sua guida ci sono solo foto di salumi e dolci.
I film sull’aereo non li guardo, perché ho paura di togliere energia elettrica e causare guasti al motore.
Mancano 6 ore e 58 minuti…
Alla fine se ci penso sono stato bene in quel paese di matti. Fa più paura tornare alla vita normale, scoprire che nulla è cambiato e avere in testa un presagio triste. Ma una cosa è certa, il Giappone da alcuni segnali per rendere il tuo futuro migliore.
Guardate cosa ho visto sul treno mentre andavo all’ aeroporto:

kyoto
Diceva una canzone “Ci vuole un po’ di cioccolata calda e di coraggio ma poi soddisferò anche il più grande desiderio”
Ora smetto perchè stanno servendo “L’ultima cena”. 0_o
Vi lascio con questo spot che andava in onda su uno schermo a Shibuya.
Riassume un po’ quello che sono io.
Ci sentiamo presto…se atterro!

 

Il Portinaio

 

“No vabbè c’è il gadget di peluches delle hostess Alitalia! A soli 18 Euro! Morbidea e deliziosa!
Posso morire felice!”

peluche alitalia

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