FINE (#vogliodormireconte)

Portinaio . Il cinema costa troppo, Lavoro sporco, Nobodyknowsme, Portineria, Videocracy, Volantinaggio web 846 Nessun Commento

Ho scoperto con gli anni che ti riconosco dalla camminata.
Ho scoperto che quando ti vedo dal balcone sento ancora quelle cose lì allo stomaco, come le chiamano le ragazzine? Farfalle?
Eppure tu le farfalle le fai solo al pomodoro. 🙂
Ho scoperto anche che gli altri si annoiano in casa. Mentre noi cavoli se ridiamo.
Dici che mi tieni con te per questo. Mi sento come Roger Rabbit.
Come fai a scrivere una lettera a una persona che ritieni perfetta? Tra quante righe inciamperò nella retorica?
La lettera A la M e la O sono già appiccicose di miele.
Però non sarei io se non ti dicessi che alla fine sarà per sempre, con qualsiasi condizione atmosferica.
Se piove diventi ombrello, se nevica sei il sale grosso e se fa caldo sai essere ventaglio.
Sei sempre un passo avanti a me. Hai sempre un punto di vista migliore del mio, hai sempre ragione tu!
Sempre è una parola che non ti piace, come tutto.
E io che la metto anche nella minestra! Sempre!
Non ho bisogno di parlare con te.
Non ho bisogno di girarmi a guardarti, perchè tu precedi i miei occhi.
Ecco.
Correndo come un centometrista in questo film che sto facendo ho capito che vorrei essere te.
Ho imparato questo.
E sai quando lo sono?
Quando non ci sei. Con gli altri.
Mi levo quella presunzione dalle spalle, cerco di essere più accondiscendente e mi schiero dalla parte del più debole.
Rido della borghesia e della mediocrità e apprezzo quello che mi sono guadagnato.
Il tuo bisogno è sempre dietro di me, perchè io vengo prima. A volte ti annulli solo per avere un po’ di colore in casa. Perchè a te piace il grigio.
E il grigio sta bene con tutto.
Io non ce la faccio neanche a scriverlo che se tra noi dovesse finire non finirebbe mai, perchè io diventerei te e forse tu diventeresti me.
E lo so che sei rancorosa, che t’innervosisci quando non rileggo i miei pensieri, quando ti do per scontata.
Lo so che arrivano prima le bollette dei giocattoli. Io queste cose le so, non te le dico perchè mi vegogno di non riuscire a rimanere in piedi da solo.
Vorrei che per Natale trovassi questo regalo: la mia indipendenza da te.
Che renderebbe tutto meno ansiogeno. Tu respireresti di più. Non dovrai più tornare a casa in tutta fretta per pagare, discutere e cucinare. L’avrei già fatto io.
Ti ho trascinata, mi sono aggrappato, ti ho fatto degli sgambetti. Eppure tu sei sempre al posto giusto. Il sempre puoi metterlo fra parentesi.
Anzi lo farò io.
Sii orgogliosa di me, perchè quando non mi vedi sono l’uomo che cercavi, proteggo le persone e divento una quercia.
Non ho tentazioni se non quello di far sapere che sono stato, sono e sarò fortunato.

voglio dormire con te mattia colombo
Mi hai fatto diventare immune all’ovvio, insegnato a coniugare il verbo cuocere e sei stata al mio fianco quando ho tirato i miei fuori campo migliori.
Hai reso i miei sogni graficamente migliori.
Mi fai sentire capolavoro anche se ogni tanto cedo all’apparenza. Mi prendi in giro quando non sono elegante, ti brillano gli occhi quando lo sono.
E io che pensavo che le cravatte fossero solo per i pinguini.
Non hai mai pregato, ma solo ringraziato per quello che ti è stato concesso. E’ per questo che sono rimasto.
Il miracolo per te è un’altra cosa, Dio non entra in casa nostra perchè non vincerebbe neanche al gioco delle tre carte.
Io ho rubato tutto questo da te. E lo tengo segreto.
Anche se sembra che ho sempre qualcosa da finire senza di te è perchè voglio farlo per te.
Perdona la mia malinconia, il mio scrivere confuso e la mia paura. Questa lettera non la rileggerò.
Qualunque cosa succeda volevo dirtelo…sono condannato a non vincere alla lotteria!

Il Portinaio

Voglio dormire con te parteciperà al Festival États généraux du Film Documentaire di Lussas in Francia.

Voglio Dormire con Te (TRAILER_ENG) from Mattia Colombo on Vimeo.

Erodoto racconta che a Babilonia non si servivano di medici, il malato veniva trasportato in piazza e là chi aveva sofferto dello stesso male si avvicinava e gli consigliava quei rimedi che lo avevano fatto guarire. Il malessere che questo film tenta di diagnosticare è la sensazione di fallimento e incertezza che subentra dopo la fine di una relazione, e lo fa mettendo in condivisione, come sulla pubblica piazza, le paure e le incertezze che rendono complesso e fragile il rapporto a due. (Mattia Colombo)

 

 

 

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