IL DIAVOLO IN BIANCO prima parte

Portinaio . Portineria, We are Family 2397 4 Commenti

Attenzione questo post parla di cucciolate, parti cesarei, attacchi xenofobi, problemi intestinali e dei segreti di Fatima.
Vorrei tanto aprire una rubrichetta intitolata a mia mamma.
Ogni volta mi dice:
“Sai chi ho visto oggi al supermercato?”
“Non lo so mamma!”
“Indovina”
“Ornella Vanoni!”
“Ma no!”
“La Gegia?”
“E chi è?”
“Quella che faceva Villaggio Vacanze in tv con Jerry Calà!”
“Ho visto…ti ricordi quella che aveva il cane al parchetto?”
“No!”
Mia madre odia qualsiasi cosa abbia un pelo e si muova, a parte le pellicce da baldraccona di Annabella.
Mio padre ed io l’abbiamo messa a dura prova in questi anni portandole a casa un boxer e un furetto.
Non contenti abbiamo fatto figliare il cane due volte per un totale di 11 cuccioli e, in più, abbiamo avuto tre criceti, due barboncini spesso ospiti e un pappagallo mai arrivato!
Il giorno del primo parto, mia madre ha voluto fare da ostetrica al cane.
“Mamma, ma se ti fa schifo anche accarezzarla”
“Fa niente, metto i guanti e poi non voglio che schizzi il sangue sui muri”
Il bagno di servizio di casa mia era diventata una nursery per cani bavosi.
L’odore sembrava quello della macelleria.
Il cane partoriva a pause di un’ora ciascuna.
Mia mamma ed io come due sarti veterinari, aprivamo la placenta, tagliavamo il cordone e cucivamo ombelichi canini.
Il cane che fa tutto da solo per natura, ci guardava come per dire “fatevi i cazzi vostri che ci penso io ai miei figli”.
“Tieni, dalle da mangiare la placenta”
“Ma che vomito! Dagliela tu…o usala per farti gli impacchi come con la crema energizzante per i capelli della Cadey”
Era un volare di placente e liquido amniotico.
In più avevamo fatto una scommessa: se fosse nato un cane albino, l’avremmo tenuto.
Neanche a dirlo e il quarto ad uscire fu Yaten, il boxer bianco più feroce di tutto il Sempione.
A seguire i nomi messi a caso ai vari cuccioli:
Bud: perché mentre mi pulivo dal sangue sulle ginocchia bevevo una birra della nota marca americana.
Seya: in onore alla guerriera Sailor Starlight di Sailor Moon.
“Ma sono femmine e il cucciolo è un maschio”
“No, sono maschi ma nella serie diventano donne”
“Ma che cartoni animati guardi? Sei un pornografo!!!”
“Non c’è penetrazione in Sailor Moon!”
Gli altri furono battezzati Aaron e il già citato Yaten (sorella dell’altra guerriera Sailor).
Poi arrivarono Geno e Fatima, perché il parto avvenne il giorno in cui furono svelati il segreto del Genoma e quello di Bernadette.
“Gabry qual è la profezia del terzo segreto di Fatima?”
“Che il Papa indosserà scarpe di Prada”
Tsunami, Venusia, Sakura, Rocco e Rosinella perché volevo celebrare la mia passione nippo – merdionale.
“Ma che nome è Rosinella?”
“Che te frega mamma tanto è morta!”
Tragedia in famiglia per la morte del cucciolo!
Alla fine per pietà tenemmo il cane bianco.
Yaten non era molto affettuoso, ti leccava solo se ti spalmavi della ricotta fra le dita dei piedi o sul naso.
Appena entrava in casa, dopo la passeggiata, la prima cosa che faceva era quella di infilare il suo muso fra le gambe di mia madre!
“Che schifo, portalo via! E’ bagnato!”
“Si vede che sei in calore…”
“Impossibile…”
E via ad elencare le malattie che aveva avuto!
“Mamma è un cane, non gliene frega niente se ti sei tolta l’utero”
“Gli sto solo spiegando di piantarla di fare così”
“Se non sei in calore allora ti puzza il sedere!”
“Pirla!”
Mia madre ha portato poche volte il cane al parchetto e quei rari momenti in cui è stata da sola con il diavolo bianco, lui si è vendicato del suo odio viscerale per la razza animale.
Una volta Yaten mise in atto un piano feroce, probabilmente studiato da tempo: fare quintali di cacca, non darle il tempo di prendere il sacchetto e lanciare con la forza delle zampe posteriori la pupù in testa alla gente.
La vittima fu una povera cinese, vestita a festa con abiti di lamè, poliuretano espanso e lana organica di montone greco.
Mia madre al cellulare mi bestemmiava in pugliese antico.
“Porta giù dei fazzoletti o dei Lines…quel cane di merda ha sporcato una passante!”
La povera cinesina si è ritrovata con un vestito maculato, ma le macchie non erano nè di giraffa nè di giaguaro!
“Ti avevo detto di portare i fazzoletti della Fresh & Clean!”
“No! Mi hai detto di portare dei fazzoletti o dei Lines, se confondi le marche è colpa tua!”
“Ero un po’ agitata, questa impreca in cinese e non capisco niente”
“Anche al supermercato hai chiesto il Cillit Bang per l’igiene intima!”
“Si chiamano tutti con lo stesso nome, Chilly, cillit…che cazzo!”
“E adesso come la puliamo mamma?”
“Non lo so, in più quello schifoso del tuo cane ha fatto canestro nella sua borsa, ma non so come dirlo!”
“E se adesso se quella ci rapisce e ci porta a friggere nel suo ristorante – Il Giardino di Giada – e ci fa cucire le borse di Prada?

La gente ci guardava pulire una donna dagli occhi a mandorla, con dei salvaslip…con le ali però!
Sapete tradurre in cinese “il mio cane ha mandato accidentalmente uno dei suoi stronzi nella sua borsa?”

Il Portinaio

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Commenti (4)

  • Pietro Gregorini

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    ahahahahah.. Gabri, sono in treno e sto ridendo come un pazzo.. secondo me mi stan prendendo per un pazzo che ride da solo.. 😀

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  • alex

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    ahashashhs sto male…

    credo cmq si dica più o meno così 我的狗不小心誤寄給他的一個 STRONZI 在你的包 …

    Google non traduce le parolacce, o i cinesi non le usano davvero, fai te! 😉

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  • Non mi chiamo Candy (Silvia)

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    Gabry apri la rubrichetta su tua madre, ti prego. E facciamola incontrare con la mia: ne avrebbero da condividere sull’odio viscerale per gli animali!!
    Mia madre qualche giorno fa è venuta a casa mia. La mia gatta, che si era accoccolata sul divano ad un certo punto ha visto una mosca volare. Ha fatto un nobile balzo felino scagliandosi contro quella. Mia madre, che non aveva capito che Polpetta se ne stava fregando altamente di lei, ha creduto d’essere la sua vittima. Con una velocità maggiore di quella della luce s’è chiusa in bagno. A nulla sono serviti le rassicurazioni miei e di mio padre: “Mamma, vieni fuori, la gatta sta giocando con una mosca, a te manco ci pensava”. “No no, chiudi in balcone il diavolo, altrimenti io non esco”. Stavo per portarle perfino il pranzo in bagno!

    Mi hai fatto morir dal ridere!!! Bravo Portinaio!

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  • marco

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    Incredibile…….. ahahahah

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