IL FASTIDIO DEL SAMURAI

Portinaio . L'altro Mondo, Lavoro sporco, Portineria, Psicosi Collettiva, Volantinaggio web, We are Family 1060 Nessun Commento

Sto leggendo un libro che parla di fiabe e miti giapponesi.
E’ un susseguirsi di morti, inganni e segreti. In più in una storiella su tre un samurai deve aiutare qualcuno.
Non hanno pace gli uomini con la katana, c’è sempre un vecchio contadino che rompe i coglioni.

“Mi aiuti buon uomo un gatto parlante stava cercando di uccidermi”



E il samurai che alla fine è gentile e anche un po’ egocentrico deve dimostrare la sua forza e il coraggio.
La mia amica giapponese Mia san ha fatto il colloquio per lavorare nel padiglione giapponese di Expo. Praticamente un esame di logica, caratteriale e di cultura generale. Per entrare alla Nasa pare sia più semplice.
L’hanno bocciata.
Adesso è a casa mia e sta facendo il giro di mezza Italia. L’altro ieri però ha sconfinato ed è andata a Locarno, ridente cittadina Svizzera.
Un uomo di colore l’ha adocchiata e ha subito fatto il famoso “nampa” che in giapponese significa “broccolare”.
Le ha chiesto età, stato civile e se avesse rogitato qualche casa.
Quando ha saputo che non aveva figli si è offerto per fecondarla gratuitamente, che si sa il seme africano è potente non sbaglia mai un colpo.
Ogni volta che viene in Italia qualcuno ci prova con lei, devo stare attento o rischio che me la “ciulano” come diceva Massimo Boldi.
 Maledetti erotomani.

Drin drin

“Cosa vuoi madre?”

“Tuo padre sta vomitando e pisciando in giro per casa”

“Anche il gatto che sto curando”

“Da quando hai un gatto?”

“E’ in affido”

“Che razza è?”

“Affido non è una razza”

“E’ il nome?”

“Si vabbè…tuo marito come sta?”

“Volevo dirti che ho chiamato l’ambulanza. Corri al pronto soccorso o ti tolgo dall’asse ereditario”



Andare alle sei del pomeriggi all’ospedale vuole dire non uscire più.
Ma con mia mamma è un misto di gioia e dolore.
Prima c’è il pianto liberatorio e la disperazione.



“Quando sono entrata e l’ho visto con l’ossigeno mi si è spostato il cuore, sembrava morto, allora gli ho tenuto la mano e gli ho detto che non lo lascerò mai…scusa, ma quella non è la panettiera di Corso Garibaldi?”



Mia madre conosce tutti.
 Abbiamo passato 4 ore a parlare con la panettiera irachena che era lì con suo zio immigrato che barcollava per non so quale problema alla testa.
Poi abbiamo visto passare in ordine: un ragazzino caduto con il motorino, bambini con l’otite, vecchie collassate e matti un po’ maniaci.
Uno ci ha provato con mia madre.

“Vuole che le offro del the bella signora”

“No grazie”
“
Sa che lei ha delle belle tette”


Tempo zero è stato catapultato su una barella e spedito in psichiatria.
Mio padre nel frattempo veniva visitato da ogni medico di turno.

“Gabry sono entrata a vedere il papà, indovina chi c’è con lui?”

“Fammi pensare…l’ultimo vincitore di Amici di Maria De Filippi”

“Cretino…c’è il Peppe Culo”

“Mamma si dice gay”

“Fa il fisioterapista”

“Deve essere un po’ confuso. Non faceva il parrucchiere, poi il truccatore, il ballerino e il body buildier?”

“Beh per questo è gay!”

“Vuoi dire qualche battuta razzista sugli extracomunitari?”



Non contento sulla chat di whatsapp dei miei ex colleghi di Expo mi è arrivata questa notizia.

“Ragazzi non ci hanno ancora pagato lo stipendio di Maggio, ci hanno detto che non lo sanno quando ci liquideranno”

Ora dico io, se vuoi fare l’imprenditore e scialacqui i soldi a destra e a manca, ma poi non ti ricordi di pagare gli stipendi, perché non vai a fare il casellante, così non hai pensieri e non ti caga il cazzo nessuno.
Non sappiamo se andare in negozio e appropriarci della merce e rivenderla al mercato nero, oppure contattare qualche avvocato del lavoro.
Io ho proposto un sit-in di vegani davanti alle vetrine tutti sporchi di sangue e quattro black block minorati pronti a spaccare tutto.
Ma non mi hanno preso sul serio.
Ahimè tutti questi fastidi mi hanno portato a una decisione drastica, cancellare il volo per il Giappone. 
Ma il mio viaggio è solo rimandato, d’altronde un po’ di Tokyo me lo sono portato a casa.

“Ciao Mia san com’è andata oggi? Dove sei stata?”

“Sono andata in centro e c’erano questi uomini vestiti da donna che facevano processione per un signora morta e cantavano una canzone”

“Scusa?”

“Hanno ammazzato un angelo di nome Rosetta era di piazza Vetra batteva alla colonnetta…”

“Da oggi in poi stai chiusa in casa!”

Il Portinaio

P.S. Se volete sapere la storia della Rosetta cliccate QUI se invece preferite che vi racconti qualche fiaba giapponese, basta scrivere alla mia mail. Giuro solo racconti belli! 🙂

samurai black

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