KINTSUGI

Portinaio . L'altro Mondo, Lavoro sporco, Portineria 4668 2 Commenti

Eri la più bella della domenica pomeriggio. L’invidia di chi stava nel privè.
Come si gonfiava il mio ego ad ogni tuo bacio. Guardavi la pista da ballo come se fosse un piccolo circo. Eri in piedi e io ti abbracciavo una gamba. Come un orecchino pendevo dal tuo fascino che andava dal biondo all’azzurro.
Mi hai tirato fuori da una gabbietta, solo perchè ti facevo ridere. Mi muovevo come una scimmia, tu chiedevi e io ubbidivo. Poi devi aver cambiato idea, non so perchè.
Lui era molto più divertente, ma soprattutto capace di disegnare gigantesche figure su muri bianchi, mentre io solo cuoricini su Post-it.
Ho sorriso comunque, ma si è formata una crepa.


Mi hai trovato che vagavo sulle scale verso il guardaroba. Mi hai fermato e ti sei riposata con me.
Che peccato la lontananza, perdere il quotidiano, chiudere il tuo profumo in un campioncino.
Nonostante le corse in treno non riuscivamo a vederci. Solo rituali fra di noi, nulla di più.
E pensare che ti ho sempre considerato la migliore, perchè avevi un obiettivo.
L’anello che ora porti sulla tua mano è la mia maledizione.
Ho sorriso comunque, ma si è formata una crepa.


Avevo comprato un disco bellissimo, ma quando l’ascoltavo la tua voce sostituiva le tracce.
Mi hai aspettato qualche mese e poi mi hai detto di non farti del male.
E io non l’ho mai fatto.
Ci siamo divertiti, abbiamo regalato i vestiti vecchi a chi ne aveva più bisogno, tinto i capelli e scartato regali. Eravamo carini. Carini è una parola di merda!
Le crepe nonostante i sorrisi si sono allargate, il vaso perdeva la sua forma e l’acqua usciva da tutte le parti.


Ho trasformato i lunedì in oro, senza venderli al Banco dei pegni.
Sono diventato un Re Mida. Ho venduto bugie come fedi nuziali, tradimenti come girocolli di Bulgari, attese che diventavano spille piene di smeraldi.
Ma le spille bucano e formano delle crepe.
Poi se arrivata tu. Nascosta dietro un telefonino parlavi senza che io ti rispondessi.
Hai fuso il mio tesoro e l’hai trasformato in due monetine.
Puoi venderle per andare avanti o risparmiarle per la vecchiaia.
Mi piaci perchè scegli e chiedi.
E allora guarda, non domandarmi come funziona.
Non obbligare la terra rossa a mantenerti in forma, non aspettare il prossimo copione da recitare, non dipendere da un contratto.
Se ti aspetto è perchè so che il tempo rimette in gioco, alimenta la malinconia e sforza il desiderio.
A questo punto ti svelo il mio segreto:

Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro.
Credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bella.
Questa tecnica è chiamata Kintsugi.
Rendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto…questa tecnica si chiama amore.
Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco.
Il dolore fa due cose: ti insegna e ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte.
In alcuni casi ti lascia più forte.
In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accaderti lo comporterà in un modo o nell’altro. (Jim Butcher)

Il Portinaio

Ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama; la finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo. (D.L.)

voglio dormire con te

Commenti (2)

  • Alessia

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  • Elisa

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    Foto e parole che s’intrecciano come poesia. Complimenti

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