MELANCONIA (#vogliodormireconte)

Portinaio . Il cinema costa troppo, Lavoro sporco, Portineria 2315 Nessun Commento

“Attore che copre il suo labbro superiore con i baffi devo dirti una cosa molto importante”
“Caro regista dimmi che cambi mestiere!”
“Idiota! Silvio Muccino sta facendo il casting per il suo nuovo film”
“Un porno?”

“Fai il serio…cerca imitatori, mimi, clown, giocolieri, ballerini, contorsionisti, artisti di strada…”
“Piantala! Io so fare solo le scoregge con le ascelle!”
“0_o”

Sono scatole. Solo scatole.
C’è dentro tutto, ritagli di giornale che avresti voluto scrivere, cd a perdere, pastelli a cera, portachiavi gialli e bottoni, quelli che si trovano dentro le giacche eleganti.
Basteranno due viaggi in auto per tornare “come prima”.
Stanotte ti ho sognata. Sembra sia l’unico modo per comunicare insieme.
Certo sei stata la prima a confessarmelo. Un sogno strano il tuo. Io diventavo famoso e mi presentavi su un palco di chissà quale programma.
Mi vedi così?
Io invece ti sentivo più vicino. Mi scrivevi arrabbiata. “Perché non mi chiami?”
Non sapevo cosa rispondere.
Non avevo il coraggio di confessare che avevo perso il tuo numero, che l’avevo cancellato, che l’avevo rinchiuso in una delle scatole.
Però ero felice perché mi avevi cercato.
Allora è vero, sono ancora nei tuoi pensieri?
Poi mi sono svegliato e nel cellulare il solito gruppo della palestra “Stasera gli allenamenti sono rimandati”.
Le cartilagini perdono la loro elasticità, ma io le metto a dura prova. Corro fino al capolinea. Sono più veloce di un treno.
Mi sono trasformato in un guida per piccoli cuori infranti.
Ho imparato.
Tienimi la testa sulla terra, fammi baciare il fango. Riempirò le pozzanghere di lacrime e nonostante tutto sarò felice come una Pasqua.
Scrivo la parola perdono con la saccapoche sulla torta che ho appena tirato fuori dal forno. Apro le mie ferite con un pelapatate e le metto a bagno maria nell’alcol.
Urlo così forte da scatenare una tempesta di fulmini.
Credi ancora alla meteorologia? E’ colpa mia di questa estate di merda. Io ho mosso il freddo, la pioggia e le temperature. L’ho fatto solo perché il nostro incontro rimanesse come l’ultimo ricordo di un Luglio afoso. I metereopatici mi stanno dando la caccia.

voglio dormire con te

Produco, mi distraggo e parlo a vanvera.
Vivo in parallelo. Sono infelice senza aver perso niente e rido delle disgrazie altrui.
Metteremo un fiore sulla tomba di mio padre e poi brinderemo al sesso. Faremo finta di non conoscerci per strada e poi ci chiameremo di notte. Sotto il cuscino bugiardini su come comportarsi il giorno dopo.
Cambio città perché non ti accorgi neanche quando sono alle tue spalle. E’ successo ieri.
Stavi lì con il tuo giubbino blu e le tue scarpe bianche. Ti ho chiamato con lo sguardo, con gli occhi e la mente. Ma niente!
Stavi lì impalata con quei tuoi due cazzo di amici a ridere di niente. Lo conosco quel sorriso. E’ solo un movimento di circostanza. Se non mi avessero portato via forse. Forse cosa?
Stavi lì.
Sblocca il prossimo livello.
Mastico presunzione, non seguo le regole e mi rialzo ad ogni sgambetto.
Dimmi viaggi ancora molto?
Sento la tua frustrazione come un colpo di creatività per me. Tu piangi io scrivo. Io rido tu acceleri. Tu mangi io vomito.
Ho buttato i vestiti vecchi per far spazio a quelli che mi stanno meglio. Due taglie in meno. Quanto respira la tua bilancia? E’ vero che sei ancora più bella?
Torna da me ancora una volta, fammi rivivere sentimenti di felicità a prescindere. Non darmi motivazioni sulla tua scomparsa, tanto hai abitato con me ogni giorno.
Solo una cosa mi turba, ti piacciono di più le uova strapazzate o in camicia?
Ho guardato la mia ispirazione servirsi di te. Quanto costa dire quella parola?
In questo film non viene mai pronunciata. Io non credo di averla mai detta.
Eppure più stai zitta più i miei pensieri si diramano, rischio il tracollo. Ma hai presente la forza? Di tenere i frutti appesi ai rami senza farli cadere? Li ho conservati per te in un vasetto per la marmellata.
Sono nauseante come una bicchiere di grappa a colazione. Dolce e tenero come un Pan Bauletto, che non è altro che farina addizionata con alcol e ammoniaca per renderlo più morbido.
Scelgo il nutriente, scarto il contaminato.
Sei stata brava a togliermi le parole di bocca. Così veloce a tagliarmi la testa. Ora vago a suon di spasmi muscolari. Sbatto sugli angoli. Fa niente!
I lividi stanno bene sulla mia pelle, alcuni hanno forme assurde.
Se solo potessi. Potessi cosa?
Mi hanno insegnato. Basta scrivere di stelle, lune e raggi di sole. Spacca il culo ai poeti, secca i fiori e sputa sulle frasi dei baci Perugina.
Punta in alto nei momenti di crisi, fatti delle domande e prenditi la colpa. Ti ho trovato un posto migliore in cui vivere.
Ora devo chiamare la banca e chiudere il conto corrente. Che operazione difficile, anni di saldo e bonifici. Non c’è niente di romantico.
Vado nella mia nuova stanza, puzza di nuovo. Metto te al centro. Non ho bisogno di nessun’altra.
Quante scatole. Sono soltanto scatole.

Il Portinaio

“Attore precario prometto di darti prima o poi il compenso che ti meriti, ma prima devi accompagnarmi a comprare un vestito per un matrimonio”

”Io non frequento negozi per le taglie forti!”

”Villano! Ti tolgo 4 minuti dal film!”

”Affoga nel Bifidus!”

 

voglio dormire con te
L’aria rarefatta non produce odore non mi cambia più l’umore
nel circuito affascinante mi rallegri l’anima
luce intermittente (U.M.G.)

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