MUORI UN ALTRO GIORNO

Portinaio . Portineria 1817 2 Commenti

Siamo in tantissimi. Ho perso il conto.
Io invece sono solo. Anzi no, sono unico.
Sto parlando di parenti. 
:-)
Quando ero piccolo ogni volta che andavo a tavola, sempre la stessa battuta?

“Cosa vuoi da mangiare? La zia è incinta”


Mentre tutti i miei famigliari si accoppiavano come le bestie, i miei preferivano viaggiare e spendere i soldi in Diabolik e Swarovski.
Così ho avuto la fortuna di avere una sacco di cuginetti, mentre io rimanevo “figlio unico”.
Superato il picco riproduttivo i fiocchi rosa e celesti si sono fatti sempre più rari per far posto alle cartelle cliniche di tutti gli zii e prozii che incominciavano ad accusare gli acciacchi dell’età.
Giustamente. Siamo in tantissimi.
Annovero malati di cuore, casi clinici misteriosi, trapianti, tumori, infarti, labirintiti, cisti testicolari e poi non ricordo più.
Mio cugino ha questa strana febbre che gli viene ogni mese da 40 anni, come il ciclo mestruale.
Non ho mai capito di cosa soffra.
Quando eravamo piccoli abbiamo passato un’estate insieme. Dormivamo nello stesso lettone, in una stanza buia senza finestre.
Una notte gli è venuto un attacco d’asma. Se fosse morto mi avrebbe tormentato tutta la vita per non avergli passato la pompetta.
Così mi sono alzato e ho chiamato la mamma, cioè non è vero, si era alzato lui e mia madre si cagava sotto. 
Perché se fosse morto mia zia avrebbe voluto la mia testa in cambio.
Poi bastò uno spruzzino di cortisone e tutte le paure svanirono.
Un’altra volta gli si è ritorto l’intestino e ha iniziato a vomitare bile. Figo! Sembrava un alieno.
Siccome era cagionevole di salute era spesso in ospedale. Io andavo a trovarlo, perché mi sentivo il cuginetto gentile e perché guardavo Candy Candy, che era gentile pure lei.
Invece di portargli i cioccolatini però preferivo regalargli dei gadget. Credo di essere stato l’unico pirla a comprare questo oggetto di vetro soffiato a forma di ampolla, con dentro una sostanza semiliquida che con il calore della mano si fluidificava e risaliva in un canale a forma di cazzo simulando un orgasmo.
Mia mamma non mi ha più dato la paghetta per mesi. Lo trovavo bellissimo!
Non hanno mai capito la mia sensibilità.
Mio zio invece ha avuto un brutta malattia, che non posso scriverla, perché mia madre dice che porta sfiga.
Pensate che quando legge l’oroscopo non lo nomina neanche. Così il cancro diventa granchio.
Quando andavamo a trovare lo zio, ormai terminale, sembrava di stare a teatro. Pieno di morfina iniziava a recitare i monologhi di Eduardo de Filippo, poi m’interrogava in ragioneria. E siccome ero una capra in quella materia mi beccavo pure i cazziatoni.
Mi obbligava a prendere il dizionario fantasma e io dovevo far finta di sfogliarlo.
Mia madre si commuoveva, poi doveva aprire la finestra per cacciare i fenicotteri.
Lo zio se la prendeva con tutti.
Voglio la morfina anch’io!!!
Ci avevo preso così tanto gusto che andavo ogni giorno al suo capezzale e davamo vita ad una nuova messa in scena.
Facevamo la pizza, pulivamo la voliera, accarezzavamo i cani e cacciavamo le suore. Le suore erano vere e mio zio le odiava a morte!



“Prega per lui giovanotto”


E alle mie spalle sentivo – “Zoccole andate via”



“E’ la malattia che gli fa dire cose che non pensa”

“Sorella oggi non ha fatto la morfina!” :-P


Una volta a mio padre è salita talmente tanto la pressione che ha iniziato ad avere le visioni.
 E’ fuggito di casa in pigiama cercando il bagno.
L’abbiamo trovato dopo due ore che vagava in stato confusionale al parchetto.


“Papà te l’ho detto che il bagno è sempre in fondo a destra, qui ci vengono a pisciare i cani”

Oggi è ancora ricoverato per un’ennesima operazione vascolare alla gamba.
 Mia madre ha già comprato tutto nuovo: pigiama, mutande, canottiere, una ciabatta (visto che l’altra gamba è finta), un profumo e le salviette umide.
E pensate, adesso sto scrivendo dalla camera dell’ospedale.
Mio padre è in sala operatoria e mia madre nella cappella a rubare i santini. Come se non la conoscessi! 😛
Tutto è sempre uguale. I parenti si lamentano con le infermiere, le infermiere a volte ti trattano male e la morte ha deciso di falciare quella della stanza di fianco.
A noi toccherà un’altra volta.

Il Portinaio

“Figlio mio ti ricordi quando mi sono operata all’utero?”

“ E come dimenticarlo? Avevi assunto un ufficio stampa!”

Tags: Portineria We are Family

Trackback dal tuo sito.

Commenti (2)

  • Alessia

    |

  • Vanessa

    |

    #Muoro. Tutte le sensazioni che scrivi su tuo cugino le ha provate anche mio marito, sempre per tuo cugino 🙂

    Rispondi

Lascia un commento