NORD E SUD: BENVENUTI A CONSONNO

Portinaio . Amico è, In viaggio con il Portinaio, Italians do it better 2815 8 Commenti

Non ho capito: perché a Pasquetta, bisogna fare il pic-nic? Non lo facevano solo i meridionali? Con le loro carovane di melanzane ripiene di cacio cavallo e griglie pronte a estinguere mandrie di cinghiali.
Narra la leggenda che l’usanza del pic-nic sia stata esportata anche in Brianza da Mino Reitano, che con la sua Reitanopoli ha fatto arrivare Calabresi a profusione mischiando la pura razza lombarda.
Benvenuti nella patria della Lega, dove ogni tanto vi appare Iva Zanicchi al Bennet, Anna Oxa dal dentista e Shel Shapiro in giro a cavallo, riconoscibile per il suo immancabile orecchino a forma di crocefisso d’oro.
I Brianzoli vanno fieri dei loro vip disseminati qua e la.
C’è Adriano Celentano che ha una casa grande come un campo da calcio, c’è Berlusconi che ha un’intera vallata e c’è l’anima di Battisti che vaga nelle vicinanze di Molteno cantando le “bionde trecce e gli occhi azzurri”.
Ma negli anni Sessanta un pazzo ‘bauscia’ dal nome che ricorda la riviera romagnola, tale conte Mario Bagno, si è comprato un intero borgo e lo ha trasformato, a detta di qualcuno, nella “Disneyland della Brianza”!
Completamente abbandonato e in avanzato stato di decomposizione, Consonno più che un borgo sembra oggi il set di un film dell’orrore degli anni Ottanta ma resta misteriosamente una meta di attrazione ancora molto frequentata.
Sarà per la sua posizione panoramica e per la bella vista sul laghetti brianzoli o per un innato gusto per l’orrido, fatto sta che qui confluiscono con le loro colazioni al sacco tutti gli abitanti dei paesi dai nomi più strani: Usmate Velate, Ello, Canile, Agliate, mandrie di Writers pronti a pittare i muri e sicuramente senzatetto in cerca di riparo.
La strada per arrivarci è un susseguirsi di aziende dai cognomi illustri. C’è il Brambilla che fa i mobili, i Fumagalli che potano le piante, i Colombo che derattizzano… neanche un Esposito o un De Cecco pervenuto!
Vabbeh facciamoci ’sto giro nella città fantasma!
Io sono arrivato con in tasca una mela e neanche il coltellino per sbucciarla.
Odio i pic-nic e stare per terra con tutte le formiche e i cani che vengono a bavare sulla tovaglia mi fa schifo.
Tutti producono monnezza e poi non la tirano su!
Che cosa ci vuole a buttare via due lattine?
Ovviamente i migliori amici dell’uomo non mancano mai.
Orde di squatter abbrustoliscono salamelle e poi liberano i loro fedeli animali.
Ci fosse un cane che non abbia il porto d’armi: Pitt bull come se piovesse, Dogo Argentini pronti ad azzannarti, Pastori Tedeschi in assetto da guerra, Dobermann travestiti da Gestapo e il chihuahua che non guasta mai, perché è di moda.
Ma un cagnolino normale? Che ne so un barboncino taglia media bianco che si rotola nella sterco bovino?
’Sti morti di fame trasandati ti scroccano le sigarette dalla mattina alla sera e poi spendono migliaia di euro per comprarsi dei cani con la psiche di un Velociraptor!
Neanche il tempo di fare due tiri con il frisbee che il Circolo dei cani di razza feroci aggredisce l’Associazione del truzzo, con i cani pelosi di dubbia provenienza.
Io sono rimasto immobile e mi sono cagato nelle mutande…nel frattempo oliavo i polpacci dei miei amici, così che potessero essere confusi con degli ottimi stinchi da mangiare.
L’associazione di Consonno ha organizzato per bene la festa di Sant’Angelo: salamelle alla griglia, pesca della fortuna, visita alla chiesetta, giro in Mongolfiera e il gioco ‘uccidi il meridionale con le freccette avvelenate alla polenta’.
“Buon giorno signora vorrei delle salamelle”
“La pulènta la contenta”
“????”
“Te capis nient?”
Ma che dice questa? Io non comprendo niente, eppure sono nato nel Varesotto!
Il mio vicino di casa era la Teresa dei Legnanesi…qualcosa devo pur ricordarmi!
Perché mio padre d’estate mi mandava sempre due mesi ad Avellino e non a Limbiate?
“Mamalùc…ricorda sott al campanìn gh’è semper pan e vìn”
“Allora sciura, io vorrei solo una salamella”
“Zucca e Melòm a la sua stagiòn”
Mai mettere una baffona con velleità teatrali alla cassa di una bar senza il permesso dell’Asl.
“Te sé un terunela?”
Perché non liberano i cani adesso? Sai che strage! Vedremmo volare scarpe Hogan, quelle alte che sembrano per chi deambula male, borsettine Louis Vuitton con dentro l’arsenale della bella Brianzola e arti e avambracci con i tatuaggi più originali del mondo: scritte cinesi, lupi che escono da soli raggianti e infine delfini e rose per le signore.
Senza stare qui ancora a etichettare il provinciale milanese, vi racconto com’è ’sta cittadella diroccata.
C’è una balera all’aperto che sicuramente era il covo delle paesanelle che venivano a limonare duro sui divanetti.
C’è una specie di palazzo che ricorda la mensa-casa di Aladino che c’è a Gardaland e da lontano sembra l’Overlook Hotel di Shining.
Infine c’è il bar abbandonato e due villette cadute in rovina.
Che città fantasma è?
C’è una chiesetta ancora funzionante, con la statua di San Maurizio che sembra tenga in mano un i-Phone.
Pare ci sia pure un ospizio ma io non l’ho visto nonostante ci fossero un sacco di “Sciure Maria” vestite in flanella e organza per l’occasione.
“Signore avete ancora le patatine fritte?”
“Fin che ghe n’è, ghe n’è! Quont ghe n’è pu crèpa l’asen e quell che gh’è su!”
“Interessante, quindi mi sta dicendo nella sua lingua celtica che le patitine sono finite?”
“In quaresima e in Avvènt s’è marida dumè i veduvff e i delinquènt”
Di Disneyland credo non ci sia rimasto molto qui!
A parte i topi e Renzo e Lucia alla cassa del bar.
Ci sono vetri rotti ovunque, scritte che inneggiano alla droga libera, ferri arrugginiti che infettano bambini e anziani signori che imprecano a quelli che passano con l’auto a tutta velocità: “We terun! Va à dà via i ciap!”

“Gabry dove sei?”
“Mamma sono a Consonno con i miei amici!”
“Vai a letto sei hai sonno”
“Ma capisci quando parlo? Che terrona che sei!”
“ Uè negher!”
“Ma allora sei Lombarda?”
“ Sì e so anche ruttare l’alfabeto fino alla G”
Io non capisco più niente! Ma qui non era disabitato?
RIngrazio la mia editor Microbo Calamita per le bellissime foto e mi chiedo perchè non si firmi mai con il suo nome. Non ti devi vergognare se ti hanno chiamata come una borgatara di Torbella Monaca.

Il Portinaio

Trackback dal tuo sito.

Commenti (8)

  • Non mi chiamo Candy (Silvia)

    |

    A Pasquetta, mentre facevo il mio pic nic al mare (no, non è vero, abbiamo mangiato carne arrosto comodamente seduti a un tavolo e a mare ci siamo solo presi un po’ di sole) pensavo a te. Avevo dentro al mio piatto salsiccia, costate, spiedini e tante altre cose dai nomi siciliani che ti risparmio perchè non sapresti di cosa parlo. Fatto sta che pensavo a te e mi chiedevo come fosse la Pasquetta d’un milanese. Bene, grazie per avermi illuminata: pare davvero che tutto il mondo sia paese. Ma senza offesa Gabry, a giudicar dalle foto, io ero in un posto molto più bello e almeno non avevo formiche e cani bavosi che stazionavano sulla tovaglia! Mi sa che t’è andata peggio!

    Ah, la siciliana vuole sapere cosa sono le salamelle (e se sono buone la prossima volta che sale su nel continente vuole pure assaggiarle)! Io in cambio ti porto le stigghiole!

    Rispondi

  • Morfeonauta

    |

    Io le vorrei risentire tutte ste commedianti alla cassa, mentre ti urlano in coro:
    “La buca l’è minga straca se la sa nò de vaca! “.
    Ovvero: “Un pranzo deve sempre finire con il formaggio”.
    I lov u mia terunela.

    Rispondi

  • Drago

    |

    Io spero che la prossima Pasquetta il Piemonte sia passato alla Francia, la Val D’aosta sia finalmente un granducato, il Veneto lo avremo regalato alla Slovenia che ne farebbe una risaia, e la Lombardia sia diventata la provincia meridionale della Svizzera con capitale Consonno.

    Rispondi

  • Bea

    |

    … e la toscana sia tornata un granducato indipendente, al solito!
    Adoro le melanzane anche a pasquetta!

    Rispondi

  • Microbo_Calamita

    |

    è sempre un piacere, mio dolcissimo Terunèla.

    sia ben chiaro: Ghé mia un omen bell senza ul büs in del barbéll.

    e se te lo dico io…

    Rispondi

  • ci

    |

    …. non ci posso credere… il portinaio in trasferta a Consonno!!!!! La patria del tresc! Le rovine del postmoderno brianzolo nel loro progressivo stato di decomposizione! Dovresti conoscere il parroco…. e i suoi racconti di Consonno ai tempi del bordello (e sì, perchè c’era anche il bordello clandestino)… L’ospizio c’è, con tutti i suoi vecchietti attaccati alle pareti anche loro in progressivo stato di…. e sulle pareti un affresco con Consonno prima e dopo la cura… vale la pena. Bè, peccato per essermi persa la pasquetta! La prossima volta chiamami! bacetti. Ci

    Rispondi

  • Sobjective

    |

    Mamma mia… quasi quasi preferisco la mia Pasqua a casa da sola con mio figlio con la varicella, menu celiaco in una bella giornata grigia di tipica pioggerellina costante e irritante milanese… mentre a Messina la mia famiglia è riunita attorno al tavolo Pasquale sotto un sole che spacca le pietre!

    Rispondi

  • klement

    |

    Consonno era il paradiso del divertimento fuori porta, e ci vennero personaggi del calibro di Milva Celentano Patty Pravo ecc. La rovina venne per una frana nel 1976 che bloccò la strada da Olginate, e il Comune (da poco socialista e poco d’accordo con Bagno) non la riaprì fino al 2008, un anno dopo che tutto fu devastato da un rave.
    Sbrigativamente la creazione di Bagno è etichettata come kitsch, ma invece rientra nella tradizione del capriccio architettonico https://www.politesi.polimi.it/bitstream/10589/81822/46/TESTO.pdf
    Quindi va conservata, mentre ha ben poco senso rifare oggi il borgo contadino di ieri

    Rispondi

Lascia un commento