RIELABORAZIONE DEL LUTTO

Portinaio . Italians do it better, L'altro Mondo, Portineria, Videocracy, We are Family 1430 13 Commenti

oscryAvere una famiglia numerosa ha questi diritti: partecipare a tutti i battesimi/comunioni/cresime dei parenti stretti, portare gli auguri di Natale e Pasqua, vestirsi bene durante i matrimoni e non criticare la prozia vestita da vedova nera.
Avere una famiglia numerosa ha questi doveri: litigare durante le riunioni familiari, litigare durante le feste e assolutamente presenziare ai funerali.
Io annovero fra gli annali, funerali di tutti i generi. Parenti stretti, parenti alla lontana, parenti adottati e sconosciuti.
Mia madre è nota per il suo cuore d’oro nell’assistere gli ammalati terminali, se poi hanno un legame di sangue, si veste da infermiera e t’imbalsama il morto con un ripieno di plasmon, fieno e calce.
Così almeno può dire a tutti: “ Guarda com’è bello”

“ Mamma è morto!”
“ Sembra che ride”
“ Certo gli hanno infilato sotto il mento un pezzo di plastica, preferivi vederlo con la bocca aperta? Così magari la gente può infilarci i Mikado”

L’ultimo funerale in ordine cronologico è stato quello di mio nonno.
Fra gli avvenimenti più trash c’è quello di una mia parente che fotografava la salma!
Ho visto i flash uscire dalla camera da letto, sembrava ci fosse dentro qualche vip, invece ora so che potrò avere un album con tutti le angolazioni della bara.
Per dare alla funzione un tono più frizzante, fuori sul sagrato due rapinatori hanno scippato una povera donna, con tanto d’inseguimento, non da parte della polizia, ma da quelli delle pompe funebri.

Oscar_7
Ci mancava solo lo scambio delle bare al cimitero e poi coronavo un sogno…ovvero quello di vedere i mie parenti, fra trent’anni, durante la riesumazione, accorgersi di aver pregato magari ad una suora morta in convento!
Ad un altro funerale, il parcheggio del cimitero era talmente pieno che mio padre, per salire in macchina, ha pulito con la giacca tutta la portiera.
Premesso che mio papà ha una protesi alla gamba, questi sono i fatti:

“ Papà sei salito? Chiudi la portiera…”
“ Sì…quasi”
Ho acceso l’auto, messo la retro e sgommato davanti a tutti quelli che piangevano.
“ Gabriè fermati…”
“ Cosa è successo?”
Giro la testa verso il parcheggio vuoto e vedo una gamba, dritta e con la scarpa di mio padre!
“ Ma è tua?”
“ No, l’ha lasciata il fiorista!”

Tutti i presenti fissavano inorriditi l’arto, qualcuno mi guardava come fossi il mostro di Firenze.
Ho tirato il freno a mano e con nonchalance sono sceso dall’auto.

“ Scusatemi, permesso…abbiamo dimenticato un pezzo!”

Per tutto il funerale la gente ci indicava come fenomeni da baraccone.

“ Papà…la mamma sta strappando i fiori dalle corone dei morti, staccati la gamba che la usiamo come vaso!”

LadyOscar61
Sono stato anche ad un funerale al sud…quelli dove la gente urla e ogni volta che ti presentano qualcuno devi spiegare chi sei.

“ Condoglianze…ma tu chi sei?”
“ Sono il nipote”
“ Il figlio della sorella della nonna dello zio?”
“ No! Sono il nipote signora”
“ Ma quale nipote?”
“ Quello che abita a Milano”
“ E dov’è Milano?”
“ Vicino a Caltanissetta!”

Mentre, obbligato da mia madre, dovevo rimanere a guardare il “bel morto che ride”, davanti a me sfilavano eccentrici personaggi.
Le prime ad entrare sono state tre suore, di bianco vestite!
Le ho viste arrivare dal bagno, tutte e tre insieme…quindi o erano travestite o erano apparizioni della mia mente.
Poi una ex collega del trapassato, che ha iniziato ad urlare come una pazza e, come nei film di Fantozzi, si è lanciata sul morto e ha incominciato a scuoterlo, scomponendolo in quattro parti.
Tutti cercavano di tirarla su dal letto, ma ormai si era già scambiata il vestito con il defunto.

“ Che meridionali!”
“ Gabry cos’hai detto?”
“ Niente…dicevo che non ti sembra che stiano esagerando qui dentro?”
“ Perché cosa c’è di strano?”
“ La corona di costine di agnello non ti sembra troppo?”
“ Ma le adorava!”
“ Adorava anche la biancheria intima da donna…non ditemi che gliel’avete messa?”

Il portinaio

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Commenti (13)

  • Kaeel

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    Non conoscevo il tuo blog…
    Facciamo che mi iscrivo al feed, va 🙂

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  • emanuela

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    complimenti gabry hai un’ironia spiccata quando leggo i tuoi racconti non riesco a non farmi scendere le lacrime dalle risate che mi faccio,bravo bravo bravo,baci

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  • cri

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    La stavo aspettando con ansia…

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  • alessandrina

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    c’è un flusso di non-emozioni che non-sento quando scorrono le immagini di questo fastfood del culto dei defunti automizzato ke mi lascia senza parole.
    ps. grazie per far girare ogni genere di concetto/immagine/costume tabù…

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  • Sabrina

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    Mi spiace Gabri per tuo nonno. Un bacio.

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  • (Silvia) Non mi chiamo Candy

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    Insieme alla classica “Sembra che ride” noi meridionali usiamo anche “Sembra che dorme come un angelo”.
    Memorabile fu al funerale di una mia pseudo-parente un familiare che quando sentì questa frase commentò: “Per una volta può fare una bella dormita con tutti i sacramenti, lei che ha sempre sofferto di insonnia!”
    Si, tutti i sacramenti, anche l’estrema unzione!

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  • Donato

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    A Gabriè, te sei dimenticato la banda della confraternita che accompagna il corteo…… Al sud si fa così…. 🙂
    Comunque, traslando il concetto: mio padre, quando telefonava ai suoi parenti in Puglia, dopo che quelli avevano recitato l’elenco delle varie disgrazie e malattie di tutto il parentado, lui diceva regolarmente: “beh, l’essenziale è che state tutti bene”!!!!

    Rispondi

  • Fabrizio

    |

    Già…
    c’è un certo gusto a fare l’elenco delle disgrazie, specie le malattie, e delle morti varie quando, qui tra noi Sudici, ci si incontra tra parenti.
    A Ceglie ho una zia ‘signorina grande’ (Gabriè tu devi conoscerla, vi piacereste da morire!). Lei è signorina come dicevo, quindi libera da impegni familiari diretti. E’ lei che gira per tutti i parenti (un numero incredibile, ce ne sono almeno 4 generazioni intere in giro per Ceglie) e raccoglie le notizie e le diffonde…
    Veniva a trovarci una volta a settimana, veniva a chiacchierare con la sorella (mia madre).
    Una mattina mentre eravamo a tavola ad un certo punto non ce l’ho fatta più e sono sbottato!! le ho ingiunto di non parlare più.
    Ogni settimana era sempre la stessa storia. Era un bollettino di guerra: tizio e morto, caio ha il cancro, sempronio e finito sotto un trattore, terzio ha perso un orecchio ecc.
    Era depressogeno, non era più tollerabile.
    Ci beamo delle disgrazie altrui? Meglio agli altri le disgrazie che a me? In fondo non lo credo. E’ invece una sorta di condivisione della sofferenza e delle difficoltà, un aiuto indiretto, un prendersi cura se non proprio attraverso l’empatia, almeno con la simpatia.

    Shift…

    Avevo un amico ossessionato dalla morte perchè terrorizzato. Cercava di esorcizzarlo partecipando con commozione eccessiva ed eccessivo trasporto ad ogni funerale possibile. Aveva anche ‘il costume’ adatto: abito scuro, cappotto d’inverno e soprabito d’estate e faccia di circostanza. Ma soprattutto aveva i guanti. Si , secondo P., ai funerali si va coi guanti di pelle di capretto neri, che però non vanno indossati, ma portati in mano. Mah…

    P. è quindi un esperto di funerali, e come ogni esperto ha un ricco repertorio di aneddoti. Lui abita in un paese nelle immediate vicinanze di Taranto. Anni fa morì uno dei grandi vecchi del paese cui fu tributato un grande funerale. Il grande vecchio era imparentato col nostro P. in qualche modo che non ricordo.
    Al trigesimo, cioè ad un mese dalla morte ci fu un altra commemorazione seguita questa volta da una riunione di famiglia a casa dei figli del morto. E qui ci fu la grande sorpresa.
    Ad certo punto si chiede silenzio nella sala ed il televisore viene acceso seguito dal videoregistratore.

    Scena 1.
    Interno, tardo pomeriggio, una stanza in penombra. Musica di sottofondo, marce funebri suonate da una banda.
    E’ inquadrato un quadro raffigurante un Cristo in croce, particolarmente sofferente.
    La camera si sofferma per diversi secondi, la musica continua, lenta e cadenzata, in sottofondo.
    L’inquadratura comincia a muoversi verso il basso. La musica cresce in volume. Piano piano viene inquadrato la testa di un letto e poi, piano piano, il viso del morto composto sul letto…
    L’inquadratura si allarga piano fino ad inquadrare l’intero corpo. La musica è particolarmente straziante. Per lungo tempo si inquadra la salma nel suo letto.

    stacco

    esterno tardo pomeriggio. Folla davanti ad una chiesa, banda sulle scale della chiesa che continua a diffondere commuoventi litanie. Si inquadra l’auto che arriva…

    Ebbene si, c’è chi ha fatto un film del funerale del ‘caro estinto’ e lo mostra ai parenti. Come i matrimoni.

    PS per G. tvb

    Rispondi

  • Marco

    |

    Leggo adesso il tuo post, ormai sta diventnado una bella abitudine il venerdi pomeriggio mi dico: Mo fammi andare a vedere che dice il Portinaio… forse è ora che ti organizzi con una newsletter perchè dovrei seguire le tue pazzie un po’più spesso…

    Anche se non si capisce bene dal tuo fantastico mo”n”do di raccontare, che è ciò che mi piace di te… ho capito che è venuto a mancare tuo nonno.
    Le mie sincere condoglianze e vedere (anzi leggere) una celebrazione del genere bhè devo dire che sei DAVVERO AVANTI!

    Rispondi

  • Marco

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    Donato :A Gabriè, te sei dimenticato la banda della confraternita che accompagna il corteo…… Al sud si fa così…. Comunque, traslando il concetto: mio padre, quando telefonava ai suoi parenti in Puglia, dopo che quelli avevano recitato l’elenco delle varie disgrazie e malattie di tutto il parentado, lui diceva regolarmente: “beh, l’essenziale è che state tutti bene”!!!!

    Ma non è poi tanto così veritiero.. la banda al sud la mettono ai grezzi dei grezzi.. non si usa più…

    Rispondi

  • Marco

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    Fabrizio :Già…c’è un certo gusto a fare l’elenco delle disgrazie, specie le malattie, e delle morti varie quando, qui tra noi Sudici, ci si incontra tra parenti.A Ceglie ho una zia ’signorina grande’ (Gabriè tu devi conoscerla, vi piacereste da morire!). Lei è signorina come dicevo, quindi libera da impegni familiari diretti. E’ lei che gira per tutti i parenti (un numero incredibile, ce ne sono almeno 4 generazioni intere in giro per Ceglie) e raccoglie le notizie e le diffonde…Veniva a trovarci una volta a settimana, veniva a chiacchierare con la sorella (mia madre).Una mattina mentre eravamo a tavola ad un certo punto non ce l’ho fatta più e sono sbottato!! le ho ingiunto di non parlare più.Ogni settimana era sempre la stessa storia. Era un bollettino di guerra: tizio e morto, caio ha il cancro, sempronio e finito sotto un trattore, terzio ha perso un orecchio ecc.Era depressogeno, non era più tollerabile.Ci beamo delle disgrazie altrui? Meglio agli altri le disgrazie che a me? In fondo non lo credo. E’ invece una sorta di condivisione della sofferenza e delle difficoltà, un aiuto indiretto, un prendersi cura se non proprio attraverso l’empatia, almeno con la simpatia.
    Shift…
    Avevo un amico ossessionato dalla morte perchè terrorizzato. Cercava di esorcizzarlo partecipando con commozione eccessiva ed eccessivo trasporto ad ogni funerale possibile. Aveva anche ‘il costume’ adatto: abito scuro, cappotto d’inverno e soprabito d’estate e faccia di circostanza. Ma soprattutto aveva i guanti. Si , secondo P., ai funerali si va coi guanti di pelle di capretto neri, che però non vanno indossati, ma portati in mano. Mah…
    P. è quindi un esperto di funerali, e come ogni esperto ha un ricco repertorio di aneddoti. Lui abita in un paese nelle immediate vicinanze di Taranto. Anni fa morì uno dei grandi vecchi del paese cui fu tributato un grande funerale. Il grande vecchio era imparentato col nostro P. in qualche modo che non ricordo.Al trigesimo, cioè ad un mese dalla morte ci fu un altra commemorazione seguita questa volta da una riunione di famiglia a casa dei figli del morto. E qui ci fu la grande sorpresa.Ad certo punto si chiede silenzio nella sala ed il televisore viene acceso seguito dal videoregistratore.
    Scena 1.Interno, tardo pomeriggio, una stanza in penombra. Musica di sottofondo, marce funebri suonate da una banda.E’ inquadrato un quadro raffigurante un Cristo in croce, particolarmente sofferente.La camera si sofferma per diversi secondi, la musica continua, lenta e cadenzata, in sottofondo.L’inquadratura comincia a muoversi verso il basso. La musica cresce in volume. Piano piano viene inquadrato la testa di un letto e poi, piano piano, il viso del morto composto sul letto…L’inquadratura si allarga piano fino ad inquadrare l’intero corpo. La musica è particolarmente straziante. Per lungo tempo si inquadra la salma nel suo letto.
    stacco
    esterno tardo pomeriggio. Folla davanti ad una chiesa, banda sulle scale della chiesa che continua a diffondere commuoventi litanie. Si inquadra l’auto che arriva…
    Ebbene si, c’è chi ha fatto un film del funerale del ‘caro estinto’ e lo mostra ai parenti. Come i matrimoni.
    PS per G. tvb

    Ma dai incredibile il tuo commento (si mi piace leggere anche i commenti…)
    Certo che noi Pugliesi siamo proprio incredibili…

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  • ele

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    Sei fantastico Lele! E sono solo alla prima lettura..;-)

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