DARK SIDE OF JAPAN (e il servizio delle Iene)

Portinaio . E' successo ora, Italians do it better, L'altro Mondo, Melevisioni, Morto di fama, Otaku da morire, Psicosi Collettiva, Sessuomani, Videocracy 2222 1 Commento

Oggi al negozio di mio zio parrucchiere mi sono saltati tutti addosso.
No, non era una scena di un film porno. E’ che lì dipendenti e clienti sanno della mia passione per la terra nipponica e, dopo il servizio passato ieri sera al Le Iene, (QUESTO il link) tutti avevano qualche cosa da dire.

Il reportage era ancora in onda che già la rete si scatenava.

Subito si sono formati gli schieramenti dei favorevoli, dei contrari e dei rissosi del web che intervengono a cazzo su qualsiasi argomento.

Coltelli e katane volavano ovunque…

Nadia Toffa, simpatica Iena promossa a presentatrice, si è fatta un giro a Tokyo e in una ventina di minuti ha provato a raccontare del complesso immaginario erotico giapponese, con le sue lolite e fantasie sadiche di dominazione, e delle pericolose derive pedopornografiche.

Io il servizio incriminato l’ho visto e un po’ mi puzzava. Aveva l’aria di essere un pretesto per farsi pagare una vacanza portando a casa un montato raffazzonato e banalotto, ma pruriginoso e con la roboante spocchia di un’inchiesta da Pulitzer.

La famigerata irriverenza de Le Iene è ormai solo stile di facciata. Inviati sempre più molesti, ma attenti a non pestare troppo i piedi di riguardo, trattano con lo stesso piglio incalzante e sarcastico piccoli e grandi abusi di potere, marchette per l’uscita di un nuovo libro-disco-film, drammatici casi umani e temi di attualità.

Ogni argomento sembra avere la stessa importanza, affogato in un insulso frullato di contenuti reso vagamente piccante da qualche balletto ammiccante, a volte da un bel paio di tette (ben inquadrate) e qualche ballonzolante pisello (scrupolosamente pixelato).

Così, dopo aver visto Mazzoli (la ‘mente’ dello Zoo di 105) correre in piena notte per Milano con addosso solo un calzino a coprirgli l’uccello, seguiamo la signorina Toffa alla scoperta dei torbidi e indicibili segreti della città di Tokyo.

Per capire più profondamente il legame che unisce manga hentai, idols adolescenti, maid girls, pedopornografia e sfruttamento della prostituzione minorile, Nadia Toffa si fa accompagnare da John Kaminari che, in quanto esperto di videogiochi, sembra avere le giuste competenze per eviscerare gli aspetti culturali, antropologici e sociologici della questione.

Insomma, il reportage non mi ha convinto e tantomeno scioccato.

Però la domanda che la Iena pone alla fine del servizio mi ha colpito: tutto questo “porcellame” di lolite e manga per adulti sublima un desiderio perverso o lo scatena?

Basta la lucida patina kawaii e il fatto che in Giappone sia socialmente accettata a rendere digeribile anche per noi la fantasia di stupro su un minore?

Molti fra i miei contatti yamatologi hanno rilanciato sulle loro pagine Facebook indignate campagne di denuncia e protesta contro il fenomeno delle spose bambine nello Yemen, contro l’atteggiamento omertoso e solidale nei confronti degli stupratori di gruppo in India, contro la barbara pratica dell’infibulazione nei paesi del corno d’Africa o contro l’obbligo del velo per le ragazze musulmane.

Ma se si parla di Giappone tutto sembra lecito e inaffrontabile, frutto di una tradizione culturale misteriosa e affascinante che criticare è tabù.

Suvvia, il fatto che sia patria dei miti della nostra infanzia non lo fa diventare il Paese dei Balocchi.

Nei miei viaggi a Toyko non ho mai frequentato i bar Akihabara con ragazzine vestite da scolarette che servono succhi di frutta pieni di coloranti e ho evitato i locali di Kabukicho dove sculettano fanciulle in età puberale.

Ma ho visto un porno shop e mi ha dato i brividi.

Perché se un paese votato al lavoro permette ai suoi maschi di scaricare lo stress consentendo la vendita di bambole-bambine con cui accoppiarsi ed eccitandoli con la pubblicazione di manga dove ragazzine vengono violentate da polipi, qualche critica credo se la meriti.

Io non sono un esperto e nemmeno mi vanto di essere “la leggenda di Tokyo”, ma il Giappone è un Paese che amo molto. Solo che cerco di discernere tra passione e realtà. Sennò mi diventa il cervello piccolo. E nel mio piccolo mi sto preparando per tornare presto a Tokyo. Tutto qui.

Detto questo il mio parrucchiere mi ha fatto dei capelli che sembro il cantante dei The Colors e un maniaco mi ha lasciato sul parabrezza dell’auto un dvd porno. Giuro!
Paese che vai sessuomane che trovi!

Il Portinaio

kanji giapponesi

Commenti (1)

  • Marco

    |

    Non fai che aumentare il fascino di sto paese. Ti stai preparando?!?!? E con chi??
    Devo venire pure io. Poi con te. Mi immagino. Che desiderio. E poi devo prendere i bruciapeli elettrici che solo li hanno (cit. Mafia commerciale europea) che mi serve per … mmmm vedere sito ????

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