DISABILITATO Vol 2 (Magnitudo 0)

Portinaio . Amico è, Guardavo troppi cartoni, Portineria 1288 1 Commento

handycap logo fun“Baciami”
“Ancora?”
“Sì baciami!”
“Facciamo così, se stai buona sul pulmino forse ti do un bacio”
Per un anno ho ricattato Chiara H, promettendole baci in cambio di quiete durante il tragitto per riportarla a casa.
Lei è uno dei tanti disabili con cui ho avuto a che fare durante il servizio civile.
Di solito per tirarmi su il morale io canto! Canto quando sono in macchina, quando sono a casa da solo e quando mia madre cucina la pasta con i ceci.
Ho incominciato ad usare questa tecnica quando mi sentivo solo, nel mio “soggiorno” obbligato al centro disabili.
Sul nostro furgoncino cantavamo le canzoni di Laura Pausini (la preferita di Chiara), Claudio Baglioni e Ligabue.
Mi sentivo quasi come ad X Factor, tutti giudicavano le mie performance e quasi sempre ottenevo dei bei punteggi.
L’unica che mi rimandava a settembre era Tania.
Con noi c’era anche una sordomuta, che era contenta di vedermi latrare, sicuramente le mie vibrazioni scuotevano qualcosa nei suoi timpani, perchè sorrideva ed era felice se io ero felice.
Ma Tania era in agguato, pronta a riportarci nel nostro mondo fatto di barriere architettoniche.
“Gabry perchè canti le canzoni a Daniela?”
“Beh…ci stiamo divertendo”
“Ma tanto lei non sente?”
Che stronza!!!
I triangoli amorosi erano piuttosto complicati. Dani faceva il filo a me, Chiara faceva il filo a tutti e Tania era gelosa del mondo.
Dovevo imparare tutti i più grandi successi di Mtv perchè loro erano attenti ai trend musicali e non potevo continuare a cantare “la solitudine” per mesi. Rischiavo il linciaggio e l’ammutinamento.handycap toys
Nel centro eravamo divisi in gruppi e per tenere la libido sotto controllo finivo sempre con i ragazzi che non provavano nulla per me.
Il nostro era il gruppo dell’aglio! Lo raccoglievamo dalla piantagione dietro il centro, lo pulivamo dalla terra e lo impacchettavamo.
Oggi se vedo uno spicchietto d’aglio mi vengono le convulsioni epilettiche manco fossi un vampiro.
Chiara era più fortunata, lei era nel gruppo dei fiori secchi.
“Ti piacciono Abiele?”
“Devo dirti la verità?”
“Ti amo!”
“Ma cosa c’entra!”
“Ti piacciono i miei fiori secchi?”
“Beh la composizione lascia un po’ a desiderare, il cromatismo floreale non è molto adatto! Li vedrei bene solo per abbellire una tomba”
“Grazie…baciami!”
Qualsiasi cosa tu le dicessi per lei andava bene.
“Abiele ti piace la mia tuta?”
“E’ di Armani?”
“No! E’ mia!”
Raramente capitava che ci mettessero insieme, ma quando succedeva era sempre una festa.
L’unica volta che ho fatto i fiori secchi con Chiara H, ho capito che la manualità e i lavoretti non erano per me.
“Ti piace Chiara H il mio flower composit”
“Fa schifo!”
“Grazie sei gentile”
“Prego!”
Quelo giorno il cielo era plumbeo, non presagiva nulla di buono.
Nella taverna adibita a stanza hobby eravamo in 7 se ricordo bene. Io, un educatore e 5 ragazzi.
I fiori emanavano un pofumo sinistro, misto tra sacchetti per le tarme e mughetti marci.
Mentre stavo prendendo le forbici sul tavolo mi accorsi che queste si allontanavano da me, da sole.
La sedia non era molto stabile e tutti erano pietrificati.handycap logo fun
Il terremoto!
Le travi sopra di noi scricchiolavano, i vasetti pieni di fiori secchi tremavano e tutti furono presi dal panico.
“Il terremoto scappate fuori!”
Mai allarmare un disabile in mezzo ad altri disabili. Succede il pandemonio. Ognuno corre per i fatti suoi, qualcuno cade, altri approfittano per rubare dal frigo cibo e bevande o per sbavarti sulla spalla.
In un nano secondo erano scomparsi ragazzi, educatori e topi di campagna.
Solo io e Chiara eravamo rimasti nella taverna.
“Chiara dobbiamo uscire c’è stato una scossa di terremoto”
Come se non avessi parlato, lei era intenta a finire la sua composizione.
“Chiara dobbiamo andarcene, se ci cade qualche calcinaccio in testa poi i fiori ce li portano al funerale”
“Devo finire”
“Cosa?”
“I fiori secchi”
“Ma sei pazza! Dobbiamo scappare subito!”
Niente, lei continuava a fare resistenza puntando i piedi e lasciandosi cadere a peso morto per terra.
“Ma cosa fai? Alzati! Pesi 90 chili!”
“Devo finire”
Una micro scossa di assestamento aveva fatto ancora scricchiolare la trave sopra di noi. Niente di allarmante, ma avevo paura come in un terremoto di magnitudo 8.
Da fuori tutti ci chiamavano per farci uscire in fretta.
Mi guardai intorno, feci un bel respiro e pensai che dovevo lasciarmi alle spalle tutta la mia educazione e la gentilezza che avevo imparato.
Mi avvicinai a Chiara, controllai che i suoi capelli fossero puliti, li presi in mano e incominciai a tirare come si fa con un asino da soma.
“Porco XXX, adesso alzi quel culone e andiamo fuori da questo posto di merda! Se cade il muro noi finiamo subito al creatore e siccome mi hai fatto bestemmiare ci manderà subito all’inferno…hai capito stronza!”
“Non si dicono le parolacce!”
Ho trascinato Chiara fuori dal centro con la forza ma ero consapevole che la stavo mettendo al sicuro.
La paura e l’adrenalina danno una forza allucinante ma i miei reni ne risentono ancora adesso.
Dopo che la situazione si era calmata Chiara si avvicinò a me e mi diede il suo vasetto di fiori secchi.
L’aveva tenuto stretto a sè, perchè lo stava componendo per me.
“Regalo…tieni! Ti piacciono?”
“Tantissimo”
“Ora baciami!”
“Crepa!”

Il Portinaio

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Commenti (1)

  • Nazgul

    |

    Ho vissuto molti anni con una fantastica ragazza che non camminava per colpa dell’ ostetrica…
    In una vecchia casa che con il terremoto ballava…

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