GIALLO AL MATRIMONIO

ilvale . Nobodyknowsme, Psicosi Collettiva, We are Family 812 2 Commenti

Credo di averlo già detto. Le tre cose che bisogna fare quando si partecipa ai matrimoni sono:

  • Criticare senza remore gli outfit degli invitati
  • Portare a casa più confetti possibili
  • Sbarazzarsi della bomboniera all’uscita del ristorante a meno che vogliate usarla per la riffa di Natale.

Al matrimonio di mia cugina metà degli invitati giocava a PokemonGo l’altra era vestita male. 😛
Non proprio tutti.
La cugina di mia mamma aveva un abito charleston molto divertente con una stola che io e i suoi figli abbiamo subito ribattezzato “la grande vagina”.
Prego dalla Portineria un contributo fotografico.

foulad vagina
Sono stato anche sgridato per averla presa in giro.
La stola in questione costa la bellezza di 1 milione e duecento mila lire.
Comprata da un maestro delle sete comasche noto per aver venduto a Sharon Stone centinaia di tessuti per farci chissà cosa ha attraversato i decenni senza neanche fare una piega.
Ho tentato di rubarla tre volte, ma quella tornava dalla sua proprietaria come per magia.
Mio cugino novello sposo da un anno con una giapponese (QUI il post) mi ha raccontato le vicissitudini della sua famiglia in sollevante. Sono stupendi.
I suoi suoceri vivono in due case separate con un figlio a testa. Uno è un hikikomori complessato che si lava tutto il giorno con prodotti disinfettanti al limite della corrosione, l’altro un bio visionario che parla con i morti.
Tutti sostengono di essere sotto minaccia della Corea del nord, che le spie di Kim Jong-un sono sparse in tutto il Giappone e che se vai a vivere a Toyko muori.
In più è vietato mandare loro messaggi dopo le 14 ore italiana, perché significa che stai perdendo tempo e non stai producendo denaro.
La mia cugina giapponese era assente giustificata, purtroppo è al capezzale della madre che non sta molto bene. Peccato avrei voluto dirle che anche io ho un problema in famiglia, ma che lei è sicuramente messa peggio. 😛
Cara parente con gli occhi a mandorla vedrai che prima poi il destino riserverà per te un futuro roseo e quando rimarrai sola con i tuoi fratelli potrai sempre venderli a un circo, oppure usarli come ferma porte.
La cosa più bizzarra comunque è che hanno perso la nonna. Non è morta, l’hanno proprio persa. Un giorno sono andati a trovarla al ricovero e gli infermieri hanno comunicato che era stata trasferita in un altro luogo.

“Dove?”
“Non possiamo dirvelo”
“Perché?”
“Perchè no”

Questa storia è veramente surreale. Sta di fatto che hanno dovuto fare intervenire gli avvocati, ma della povera vecchina pare non ci sia più traccia.
Io non voglio fare il complottista, magari la nonnina è una spia coreana. Forse i fratelli pazzi non hanno tutti i torti.
Oh mio dio moriremo tutti sotto le bombe di quel matto dittatore.
Tutta la famiglia però ha un solo obiettivo, trasferirsi in Europa, perché dicono che qui la situazione è migliore. Si vede che non leggono molto i giornali. 😛
Noi comunque li aspettiamo a braccia aperte. Mia mamma ha imparato a dire buongiorno, cazzo e figa. Vocaboli utili quando devi indirizzare qualcuno ai cessi dell’Autogrill.
Durante il matrimonio avevo una responsabilità. Controllare che mio padre non morisse. (QUI la polemica) perché secondo mio zio avrebbe rovinato il giorno più bello di sua figlia.
Bene.
Tranquillo zietto ci penso io.
Avevo le tasche piene di zucchero per il collasso diabetico, una peretta di glicerina puntata sulla giacca in caso di blocco intestinale, una siringa di adrenalina per eventuali infarti, il defibrillatore per uccidere le zanzare, sanguisughe per fare salassi e il kit dell’allegro chirurgo.
Mentre mia madre girava fra i tavoli mostrando il suo poncho da farfalla messicana e ballava Mueve la colita contorcendosi come un serpente senza testa io scannerizzavo come Terminator tutti gli invitati.

pokemon moustache
Tavolo degli amici della sposa: 5 femmine e 3 maschi tutti sani e di robusta costituzione.

“Papà stai bene?”
“Sì”

Tavolo degli amici dello sposo: 6 maschi e 2 femmine. C’è quella un po’ burrosa, devo idratarla costantemente sennò rischia un malore.

“Papà stai bene?”
“Sì”

Tavolo dei parenti materni della sposa: C’è la nonna molto anziana, devo monitorarla ogni 20 minuti.

“Papà stai bene?”
“Sì”

Tavolo dei miei parenti: C’è la zia sulla carrozzina per via di una frattura al perone, fare attenzione che non cada nei fossi del parco o nello stagno.

“Papà stai bene?”
“Sì”

Il mio tavolo: Cugino diabetico con apparecchio elettronico attaccato alla pancia che inietta insulina a piacere. Devo misurargli la glicemia ad ogni portata.

“Papà stai bene?”
“Dovrei pisciare”

Il gabinetto dei disabili è all’interno di una biblioteca di fianco al ristorante che è in una villa gigantesca immersa in un parco secolare appartenuto a una principessa brianzola che aveva persino fatto costruire una casetta per l’amante.  Peccato che la porta fosse chiusa perché pare che al proprietario piaccia fare lì il pisolino postprandiale.

“Piscio sui fiori?”
“Sei pazzo? Se ci beccano fare una cosa così verremo cacciati come profanatori di feste”
“Piscio nel labirinto?”
“E se non riusciamo più a uscire?”

Il cameriere ci ha indicato un altro bagno in fondo alle scale. 30 gradini in marmo. Un’infinità per mio padre, che è senza gamba e con l’altra fasciata.
Ci abbiamo messo un quarto d’ora. E gli ultimi scalini li abbiamo fatti rotolandoci.

“Bene. Ora non costringermi ad entrare al cesso con te perché non voglio rimanere traumatizzato. Riesci a fare tutto da solo?”
“Sì. Però tu aspettami qui”
“Controllo solo se sono arrivati gli esami del sangue dello zio della mamma, che ha alzato un po’ il gomito e so che soffre di cuore”

Mentre mi guardavo allo specchio e controllavo che non avessi peli nel naso sentivo conati di vomito uscire da un altro bagno.
Sarà qualche ragazzino che non ha digerito i gamberi. Invece era il cugino di non so quale grado di mia madre.

“Tutto bene?”
“Sì tranquillo. Ho solo vomitato”
“Dillo anche tu che non ti sono piaciuti i ravioli affogati in quella salsa gialla”
“No! Ho avuto un tumore allo stomaco e alla prostata e non mi sono sentito bene. Ma ora ho rimesso e va un po’ meglio”

Coooooooosaaaaa!!!!
Non posso farlo uscire di qui, se gli viene un’emorragia cerebrale? Aspetta, fammi sentire il polso, misurati la pressione, prendi questo vasodilatatore, intanto che ci sei fatti un risciacquo con il colluttorio e datti una rinfrescatina al viso.
Non dirlo a nessuno che sei stato male, sennò verremo sepolti vivi vicino allo stagno con le oche e il cigno spennato!

Nel frattempo avevo anche bacchettato due invitati che si erano appartati per limonare.

“Non lo sapete che vi può venire la mononucleosi, scellerati che non siete altro! Andate subito a disinfettarvi”

Dopo venti minuti mio padre aveva finito di fare due gocce.

“Tutto bene con la vescica?”
“Veramente me l’hanno tolta”
“Ecco perché il manzo sapeva un po’ di mutanda”

Cazzo non me n’ero accorto! Aspetta che vado subito a uccidere un daino nel parco e te ne faccio una nuova con la pelle del suo scroto.

“Hai qualche principio di ischemia?”
“Già fatta”
“Cataratta?”
“Ne ho fatta solo una”
“Le carotidi funzionano?”
“Me le hanno sturate due anni fa”
“Infezione alle vie urinarie?”
“Curate!”

Ottimo. Possiamo tornare alla festa.

cerbiatto matrimonio
Quando siamo arrivati nella sala discoteca c’era una valla di lacrime.
Merda! Scommetto che qualche vecchia si è soffocata con i confetti misto frutta che sono grossi come datteri e fanno presto ad incastrarsi nella faringe.
Mia madre piangeva come quando Remì ha perso la scimmietta.

“C’era la nonna!”
“Ma è morta vent’anni fa!!”

Chi è il coglione che ha chiamato la sensitiva?

“Cretino nello schermo!”

Maledette le piccole perdite di mio padre. Ci siamo persi il collage con tutte le foto di mia cugina e suo marito.

“Ma c’ero anche io mamma?”
“Mica era un film horror!”
“Screanzata tettona!”

I matrimoni si travestono da feste. Eppure se potessero parlare non sarebbero così gentili con noi. Ci metterebbero davanti all’inesorabile tempo che passa e ci domanderebbero chi sono i grandi assenti.
Le foto di gruppo inquadrano sempre meno persone e la promessa più frequente non viene mai mantenuta: “Vediamoci qualche volta”.
I fantasmi ritornano durante le nozze. Si manifestano sotto sembianze di regali, diventano un sms che non ti aspettavi, sono un like su facebook di un parente che non hai invitato, si reincarnano in cerbiatti che si avvicinano a una sposa innocente e incantevole.
Puoi chiedere loro di andarsene, ma non lo fanno perché hanno qualcosa in sospeso con la tua anima.

“Comunque la nonna era qui oggi”
“E c’era la marmotta che confezionava la cioccolata”
“Veramente?”

Non capisce mai le mie battute!

Cosa avrei chiesto però se fosse apparsa nello specchio del gabinetto?
Sei sicura di essere passata oltre? Perché a me non sembra. Sei ancora gelosa di tuo marito? La rabbia dei tuoi figli è direttamente proporzionale ai tuoi silenzi?
Perché sorridevi sempre nelle foto, nonostante il fardello che ti portavi dietro? Perché sgridavi sempre me quando la colpa era degli altri nipoti?
Se non fossi emigrata sarei nato in una città più grande, magari in quella dove crescono quei pomodori grossi e rossi.
Mi dici quale strada devo prendere al ritorno? Va bene l’aria condizionata sul 2 oppure la metto sul 3?
Grazie comunque di aver fatto andare bene questo matrimonio, sai tua figlia ci teneva tanto, l’altra non è stata invitata, uno mi ha minacciato tra virgolette e l’altro aveva dei pantaloni beige.
Poi il cerbiatto è andato via e a mio padre è salita la febbre a 39.

“Facciamo così ti appoggio qui sotto l’albero così non ti vede nessuno, nel caso non tornassi, datti pace, diventerai concime per la quercia”

Ah! Dimenticavo gli sposi hanno destinato il budget per le bombinere all’Unicef. Fanculo, anche quest’anno mi toccherà comprare dai cinesi il regalo per la riffa di Natale.
(Per la foto di gruppo invece cliccate QUI)

Il Portinaio

A volte l’anima che più ci ama sceglie deliberatamente di nascere come nostro nemico, proprio per aiutarci a smaltire il nostro karma.
Rendendo la nostra vita un inferno ci porta ad avvicinarci alla spiritualità, ad imparare la compassione. A volte un’opportunità si presenta sotto forma di disastro. A volte la nostra crescita passa attraverso il dolore e l’agitazione.
(Sri Sri Ravi Shankar)

pikarar

Commenti (2)

  • Vituzzo

    |

    Hai dimenticato che un’altra cosa da fare ASSOLUTAMENTE ad un matrimonio, è valutare il servizio di posate al tavolo e capire se può andar bene per quello che abbiamo a casa. In tal caso far scivolare casualmente una forchetta o un cucchiaio nella borsa, è cosa da poco. A casa mancano sempre delle posate e mia zia in America, a furia di matrimoni si è fatta un servizio per dodici 🙂

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  • Onetwofrida

    |

    Portinaio, sei spettacolare! Mi fai piangere dal ridere! ?

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