VOULEZ VOUS DANSER? (Il Portinaio a Parigi)

Portinaio . In viaggio con il Portinaio, We are Family 1480 Nessun Commento

Finalmente ritorno a Parigi.
E’ la mia terza volta e non ci sono mai andato in aereo.
Perché se devi farmi scegliere, preferisco i mezzi via terra.
Nel 1992 mia madre decise di affidarmi alla sorella di mio padre, nota per essere chiassosa e pittoresca.
Fa molto ridere mia zia. E’ una che si trucca in pullman con questi risultati.

truccata malissimo
A lei però devo la mia prima visita nella capitale francese.
Mi ha portato ovunque! Facendomi camminare come un somaro da tiro.
Il ricordo più bello che ho è quando tirava i capelli a sua figlia all’Eurodisney dandole della disgraziata chissà poi per quale motivo, con Minnie e Topolino che ci guardavano come due leghisti davanti a un vasetto di nduja calabrese.
O anche quando ha iniziato a urlare come una pazza perché una macchina si era cappottata sull’autostrada verso Marne La Vallée e mio zio da vero pilota di rally l’ha superata facendoci sbattere la testa sui finestrini.
Nessun morto, solo qualche contusione sulla fronte.
I miei parenti sostengono di sapere il francese.
Mia madre sa dire “Buongiorno” e “Buonasera” e per lei vuol dire cavarsela abbastanza bene.
Mia cugina conosce la canzone “Etienne” ed è capace di tradurre “Passami la canna”, mia zia sa ballare il cancan.
Io ho studiato il francese a scuola, ma quello commerciale. Impegnandomi saprei mandarvi una fattura e riconoscere una bolla di accompagnamento.
Ho avuto due professori cattivissimi. Uno era poliomielitico e guidava una 126 azzurra senza cambio automatico. Una volta ha tirato sotto letteralmente una mia compagna di classe, facendola saltare sul parabrezza, ma siccome era burrosa è riuscita a rimbalzare senza farsi male.
Risultato: tutti promossi nella sua materia per non sporgere denuncia.
L’altra professoressa era un’arpia con problemi di socializzazione.
Se osavamo dirle “Salute” quando starnutiva rispondeva con “Voi pensate alla vostra che alla mia ci penso io”.
E allora muori!
Avevamo scoperto che era stata abbandonata all’altare dal suo fidanzato greco. Ma proprio che non si era presentato!!!
E come biasimarlo con una stronza che non sapeva altro che chiederti la differenza tra pourquoi e parce que!
La mia seconda volta è stata più divertente perché ci sono andato con gli amici. Abbiamo fatto talmente baccano che persino i marocchini di fianco alla nostra cuccetta ci hanno sgridato.
Poi quando sono saliti a Torino gli immigrati pachistani tutto il treno era in allarme. Chi sarà il terrorista? Che fine faremo? Sembrava una scena di Cassandra Crossing con Sofia Loren.

“Amico Gabry tu non hai paura?”
“Perché dovrei?”
“Sembrano dei poco di buono”
“Devi dirmi qualcosa?”
“Sì…ho portato delle droghe per divertirci a Parigi, ma il controllore ha detto che alla frontiera saliranno quelli della polizia per arrestare gli immigrati senza permesso di soggiorno, non so dove nasconderla”

Dio!!!!!
Abbiamo passato ore a ispezionare il treno. Capire se c’era qualche vano nel bagno o nel vagone ristorante.

“Possiamo ingoiarla come fanno i colombiani”
“E cosa usiamo?”
“Io ho qui una sorpresina Kinder”
“Poi lo caghi tu quel coso giallo?”
“Facciamo la conta?”

Nella nostra cuccetta era stato “parcheggiato” dal controllore un pachistano di 18 anni che sosteneva di andare a trovare lo zio della cugina di sua madre. Aveva l’aria sospetta. Nessuno dei miei amici gli rivolgeva la parola. Io ho chiacchierato con lui così tanto che a un certo punto sfinito dalla mia logorrea ha fatto finta di svenire.
Aveva uno zainetto, un sacchetto di plastica e un cappello.
Dopo due ore la nostra cuccetta puzzava di marijuana peggio che a un festival in onore di Bob Marley.
Bene, siamo fottuti.
Il giovine mediorientale faceva la spola fra l’Italia e la Francia.
E’ bastato lasciare le nostre cannette nel pacchetto di sigarette e aspettare.
La polizia francese quando è arrivata ha aperto la porta di soppiatto e ha confuso me con lui.
Dopo aver spiegato con il mio francese commerciale i falsi in bilancio della Parmalat mi hanno rilasciato senza chiedermi scusa e hanno portato via il piccolo spacciatore senza controllarci.
Ovviamente di quella vacanza ricordo poco, solo grasse risate.
A questo giro ho dovuto pagare il karma.
In cuccetta con me ci sono Mike Tyson che parla in veneto e Pharrel Williams che puzza coi piedi peggio di una gazzella morta.
In tutta la carrozza ci sono solo uomini di colore.

“Figlio mio perché sei andato in treno?”
“Così potevo scrivere un post…”
“Ma l’aereo ci mette solo un’ora”
“Lo sai che mi cago sotto”
“Con chi sei in cabina?”
“C’è Mohammed, Zouzou, la maga Kalinda e cicciobello negro!”
“Sei con dei negri???”
“Si dice africani”
“Chissà che puzza!”
“Solo un gradevole aroma di cumino”

I miei parenti sono razzisti. A Salvini sarebbe venuta un’ischemia e Mike Tyson russa peggio di una segheria canadese.
Iniziamo bene!

Il Portinaio

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