JAMAIS VU #Vogliodormireconte

Portinaio . Il cinema costa troppo, Lavoro sporco, Portineria 4005 Nessun Commento

voglio dormire con te

“Mio attore preferito lo sai che sto per ritornare?”
“Che bella notizia caro regista! Mi hai comprato un souvenir?”
“No! Però se volessimo girare altre scene tu sei disponibile?”
“Certo! Vorrei mettere il costume di Cleopatra e piangere davanti alle mummie nel museo egizio di Torino!”
“Ma Cleopatra non aveva i baffi”
“Lo dici tu! Mica avevano il Silkepil 2000 anni fa!”

Il regista ha guardato il girato per giorni, ha rallentato le immagini, fermato il mio sguardo, poi con il mouse è andato su Visualizza e ha aumentato lo zoom.
I suoi colleghi francesi hanno notato un dispositivo nascosto tra il condotto lacrimale e la piega semilunare.
S’innesca periodicamente.
Il regista mi ha detto che sono l’unico che gli rivolge la parola in camera. Tutti gli altri fanno finta di niente, quasi non esistesse.
Come fai a non accorgerti di un personaggio così ingombrante, che ogni tanto ti guarda e chiede “Ma se finisse ora?”
Crede di farmi paura con le sue paure.
Ho un debito da estinguere, un lavoro da trovare e qualcuno da consolare. Non mi fai fesso.
Quando accende la sua fottuta telecamera è come se ti infilasse la mano fra i polmoni. Per riprendere fiato devi dirgli quello che vuole. Ma è lì che scatta il dispositivo. Quasi a proteggermi.
Sai come sono sopravvissuto? Facendo finta che fosse sempre l’inizio.
Ogni volta un esame.
Io non ho un primo amore, perchè ogni giorno è come se fosse il primo.
Cioè non è vero. Ce l’ho il primo amore, ma in questo riprendersi fra finte colazioni e pennelate di vernice verde non te l’ho raccontato.
Aveva cinque anni era la più carina della scuola materna. I capelli a caschetto e gli occhi scuri.
Aveva un nome che incominciava per A, che non riesco più a pronunciare.
Poi lei è partita per le vacanze. E’ andata al mare, ma non c’è mai arrivata.
Così l’anno dopo l’ho sostituita con una bambina con la lettera G.
Il dispositivo mi rende quasi immortale, fa il pieno di malinconia e poi si attiva.
Che bello rivivere ogni mattina un momento mai vissuto, perchè ogni giorno è come se fosse il primo. Te l’ho già detto vero?
Vedi…a volte mi fa ripetere le stesse cose. Tra abitudini e paradossi logici.
No regista, non è stucchevole romanticheria.  E’ mantenere la fiamma alta. Il dispositivo è cugino dell’amnesia, ma ricorda bene chi ha di fronte.
Incamera informazioni e ti manovra un po’ come un burattino.
Così quando torna dal lavoro sei tutto emozionato, perchè hai cucinato ‘sto benedetto risotto e non vedi l’ora che lo assaggi per la prima volta.
Poi domanda “Com’è andata la giornata?”. E il dispositivo si spegne.

Le chiacchiere si fanno un po’ noiose, magari scatta qualche discussione, confronti e paure, ma sul divano quel biricchino di marchingegno riparte.
E anche il sesso diventa amore esperienziale, perchè gli piace chiamarlo così e non paragonarlo a quello delle bestie.
Il sudore e le lacrime si fanno tutt’uno, i brividi scrivono sulla schiena e finalmente dall’altra parte scatta l’incanto.
Vuoi fare parte del mio mondo?
A questa domanda l’impianto emana scintille, la trachea brucia e tutto si spegne.
Benedetto regista qui è tutto pronto per il tuo ritorno. Sei stato in Francia e non mi hai mandato neanche una cartolina. Io ho imparato che non voglio vivere la mia vita come un dejavu. Ecco perchè il dispositivo non ce l’ho più!
L’ho diviso in tre parti e nascosto per bene in una scatola Lego da 6000 pezzi, dentro la pancia di un animaletto di plastica e sotto le zerbino dell’ingresso di casa.
Non donerò il mondo a nessuno. Ma solo una parte. Vacci tu in Alaska al freddo e al gelo o in Russia a perderti fra cirillico e nuovi ricchi. Posso regalare Parigi, Berlino o Gardaland. Magari un panino sulla Route 66 o del sushi a Kyoto.
Non mi chiederò se ho da perdere, non mischierò passato e presente e farò lo sforzo di alzarmi prima, finchè la sveglia suonerà.
Sarò sostegno, vigile di notte e compagno eterno. Parlerò a macchinetta e costringerò il collo a guardare solo da una parte.
Hai parlato d’amore come se fossi il più grande esperto di sentimenti, ma ti sei dimenticato del suo contario: la paura.
Per questo il dispositivo non mi serve. Perchè non mi spavento più.
Adesso aspetto perchè ogni giorno è come se fosse il primo.
Al tuo ritorno meriterai una tirata d’orecchi, ma anche un abbraccio. Non vincerò l’oscar, speriamo almeno “Un posto al Sole”. 🙂 Anche questo mi sembra di avertelo già detto!

Il Portinaio

“Regista sai che ho incontrato all’Ikea altri due protagonisti del film?”
“E come hai fatto a riconoscerli?”
“Sei cretino? E’ mesi che vedo il tuo girato!”
“E cosa gli hai detto?”
“Niente! Però stavano scegliendo un copri-piumone di merda!” 😛


Fammi entrare nei pensieri per guardare
Ogni istante fino a stare male
Perdermi nei dubbi e nelle tue paure
Per ritrovarci ancora a stare bene insieme (M.R.)

Entra pure Marina…noi preferiamo questa! 😛

Che paura mi fa
Carletto, l’Uomo Lupo, Frank e Dracula
ma che effetto mi fa
mi sento tutto un brivido (Carletto il principe dei mostri)

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